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I Giovani a Capri Milano e Torino si mettono insieme perché si sentono troppo piccole. L’Abruzzo resta da solo e sperpera come uno grande

di FABIO SPINOSA PINGUE*

 


La nutrita delegazione abruzzese, composta da imprenditori, dirigenti,  rappresentanti delle istituzioni e  giornalisti, al XIX convengo dei G.I. di Confindustria, è tornata da Capri con una forte spinta energizzante; contaminata  da una serie di chiari ed inequivocabili messaggi indispensabili per l’Europa per non perdere terreno nei confronti di paesi emergenti che stanno invadendo e presidiando, a forte velocità,  mercati storicamente  del mondo occidentale. Riforme, riforme e ancora riforme, liberalizzazioni, competitività, velocità nell’assumere decisioni, fare sistema e squadra, internazionalizzazione e crescita delle piccole e medie imprese, innovazione, il fattore pubblica amministrazione, la deregulation.

 

 

A sferzare la platea è stato il presidente Montezemolo, per alcuni aspetti  molto più giovane di tanti giovani imprenditori, che ha letteralmente bandito il termine “declino”, ha invocato una liberalizzazione nel sistema bancario e nelle professioni, ha rivendicato una maggiore concorrenza “ di concorrenza non ce n’è mai abbastanza “ – ma gli imprenditori la vogliono veramente? – e proposto un patto per nuove relazioni industriali.

Sapremo come “sistema regione” condividere un progetto straordinario per lo sviluppo? Dobbiamo osare; essere creativi. Innovare. Non abbiamo alternative. Non abbiamo più tempo. Ecco un esempio da imitare: il progetto MI-To. Da una parte il comune di Milano con 1,3 milioni di abitanti più 3,3 nella provincia e 100 miliardi l’anno di reddito prodotto; dall’altra il comune di Torino, con 1 milione di abitanti più 1,9 nella provincia ed un reddito prodotto pari a 46 miliardi di euro;  al centro le rispettive camere di commercio  che hanno ideato il progetto Milano – Torino 2010. Obiettivo: integrarsi, costituire un’alleanza economica, strutturale e culturale per unire le due città e realizzare così il più grande polo di tutta l’Europa allargata. Costituire una realtà metropolitana con circa 6 milioni di abitanti – con i centri storici ad appena 50 minuti di distanza con il treno alta velocità – integrando e potenziando le strutture fieristiche, formare un unico sistema aeroportuale, rafforzare il polo universitario e della ricerca e sfruttare tutte le possibili sinergie ed economie di scala per competere sul mercato internazionale.

Il tutto suffragato da uno studio che dimostra come l’integrazione metterebbe il turbo a tutti gli indicatori macroeconomici, finanziari e demografici  delle due regioni.

E la comunità abruzzese con appena 1,2 milioni di abitanti che fa? Moltiplica le università, gli ospedali, le corti d’appello, il tar, le province, le società di servizi, le A.S.L.,  i consorzi di sviluppo, gli aeroporti, i porti. E poi se la prende con lo stato centrale e con l’Europa dei burocrati…

Una curiosità: chi ha suggerito alla presidente Artoni, preoccupata a rinnovare i gruppi dirigenti del paese e colmare il deficit di classe dirigente, di proporre una quota di riserva agli under 40 per le elezioni politiche e amministrative?

A Capri i Giovani Imprenditori, e tra questi due abruzzesi, hanno anche trovato il tempo per una partita di calcio di beneficenza a favore dell’Unicef per la realizzazione di pozzi d’acqua in Angola contro la nazionale attori Tv. Purtroppo è finita 7 a 5 per gli attori. Ma ha vinto la solidarietà.

 

* Presidente Giovani Imprenditori della Provincia dell’Aquila

fabio@pingue.it

 

 

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