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I Giochi occasione di visibilità per la città e per le imprese sponsor e partner

Stadio Del Mare visibilità per le impresePescara si è scoperta capace di organizzare e gestire grandi eventi sportivi con i XVI Giochi del Mediterraneo del 2009, il cui successo ha rappresentato la carta vincente per la candidatura e poi per l’aggiudicazione della prima edizione dei Mediterranean Beach Games vincendo l’agguerrita concorrenza di Marsiglia. “Il grande interesse internazionale nei confronti delle discipline che si svolgono in mare e in spiaggia – spiegano i dirigenti del Comitato Organizzatore Pescara 2015 – dimostra che la nostra scelta di candidare Pescara è stata lungimirante, tanto da richiamare anche l’impegno della Rai che seguirà la competizione in diretta quotidiana, così come le cerimonie di apertura e di chiusura”. Al budget di 4,5 milioni di euro messo a disposizione in parti uguali da Coni, Regione Abruzzo e Governo italiano, si aggiunge il valore delle sponsorizzazioni e delle partnership che le imprese nazionali e abruzzesi – che hanno voluto utilizzare Pescara 2015 per promuovere il proprio brand (c’è tempo fino al 20 agosto per manifestare il proprio interesse scrivendo a marketing@pescara2015.it). D’altronde lo sport oggi è considerato uno dei veicoli più interessanti di visibilità per le imprese che scelgono di essere sponsor e partner ma anche di promozione del territorio con notevole beneficio per l’indotto: secondo i dati del bilancio del turismo sportivo 2014 in Italia, elaborati dall’Osservatorio nazionale delle filiere del turismo di Unioncamere, lo sport nel nostro Paese muove oltre 42 milioni di presenze, per metà italiani e per metà stranieri, con un impatto economico di quasi 5 miliardi di euro. Oltre la metà di questi consumi ha interessato le imprese che si occupano di alloggio e ristorazione, ma le ricadute dei viaggiatori amanti dello sport sono significative anche sulle attività ricreative, culturali e di intrattenimento (1,2 miliardi di euro), sull’agroalimentare (646,6 milioni), sull’editoria (circa 206 milioni), sulle altre industrie manifatturiere (141,2 milioni), sui trasporti (111,3 milioni), sull’abbigliamento e calzature (63,6 milioni).

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