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I fondi pensione nella finanziaria 2007: una bussola per orientarsi tra trattamento di fine rapporto e previdenza complementare

di NUNZIO BUZZI

 

Una delle novità più importanti ed interessanti della finanziaria 2007, articolo 1 commi 755-757 e 765 legge 27 dicembre 2006 n. 296, è la creazione del “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamento di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile” e correlativamente la previsione dell’introduzione delle norme di attuazione di dettaglio della previdenza complementare di cui al Decreto legislativo 5 dicembre 2005 n. 252.

Con decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale di concerto Con il Ministero dell’Economia e delle Finanze del 30 gennaio 2006, emanato ai sensi del richiamato articolo e comma della legge finanziaria 2006, sono state dettate le ultime istruzioni per il decollo dei fondi pensione in particolare e della Previdenza complementare in generale.

Tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, esclusi i lavoratori domestici, che abbiano un rapporto di lavoro in essere alla data del 31 dicembre 2006, dovranno manifestare entro il  30 giugno 2007 la propria volontà in relazione alla destinazione del proprio TFR maturando attraverso la compilazione del modulo TFR1 allegato al decreto che dovrà essere messo a disposizione del lavoratore dal datore di lavoro.

Il datore di lavoro dovrà conservare una copia del modulo con cui il lavoratore avrà espresso la propria scelta e rilascerà  copia del medesimo controfirmata per ricevuta.

I dipendenti assunti dopo il 31 dicembre 2006 che non abbiano già espresso in maniera esplicita o tacita la propria volontà in ordine alla destinazione del proprio TFR, dovranno farlo attraverso la compilazione, entro 6 mesi dalla data di assunzione, del modulo TFR2, anch’esso allegato al Decreto e fornito dal datore di lavoro.

Diverse sono le possibilità che si presentano ai dipendenti ed i corrispettivi obblighi per i datori di lavoro.

I lavoratori assunti prima del 29 aprile 1993 e già aderenti ai fondi pensione alla data del 31 dicembre 2006, che non versavano a quella data nessuna quota di TFR al fondo pensione, debbono decidere se versare tutto il TFR al fondo pensione cui hanno già aderito oppure lasciarlo in azienda.

In quest’ultimo caso ed in tutti i casi in cui il dipendente manifesti la volontà di mantenere il TFR maturando in azienda,  il datore di lavoro che abbia alle proprie dipendenze almeno 50 addetti è obbligato a versare il TFR maturando del dipendente in favore dell’INPS presso il già nominato fondo di cui all’articolo 1 comma 755 della legge finanziaria 2007.  

Il lavoratori assunti prima del 29 aprile 1993 e già aderenti ai fondi pensione alla data del 31 dicembre 2006 che a quella data versavano al fondo una quota del TFR, dovranno decidere se versare al fondo la quota residua di TFR oppure lasciarla in azienda.

Il lavoratori assunti prima del 29 aprile 1993 e non ancora aderenti ai fondi pensione al 31 dicembre 2006 possono scegliere di lasciare il proprio TFR in azienda, versarlo interamente alla previdenza complementare (PIP, Fondi Pensione Aperti o fondi Pensione di categoria) oppure versarne a favore di quest’ultima solo una quota che sarà pari a quella determinata dalla contrattazione collettiva.

In mancanza di questa specifica previsione, il lavoratore dovrà versare almeno il 50% del proprio TFR in favore della previdenza complementare.

I lavoratori assunti dopo il 29 aprile 1993 che già aderiscono ad un fondo pensione alla data del 31 dicembre 2006 non sono chiamati ad alcuna scelta (ed a loro non deve essere consegnato alcun modulo) in ragione del fatto che già versano interamente al fondo pensione il loro TFR.

I nuovi assunti dopo il 31 dicembre 2006 che non hanno già aderito durante i precedenti rapporti di lavoro alla previdenza complementare dovranno decidere se versare interamente il proprio TFR presso una forma di previdenza complementare (PIP, Fondi Pensione Aperti o fondi Pensione di categoria) oppure lasciarlo interamente in azienda.

In caso di esplicito conferimento del TFR ad una forma di previdenza complementare, il datore di lavoro provvede al versamento del TFR a tale forma, unitamente agli altri contributi eventualmente previsti, a decorrere dal primo luglio 2007 anche con riferimento al periodo compreso tra la data di scelta del lavoratore ed il 30 giugno 2007.

Dette quote di TFR dovranno essere rivalutate secondo quanto disposto dall’articolo 2120 del codice civile.

Se il lavoratore non manifesta la propria volontà entro il 30 giugno 2007, il datore di lavoro provvede al versamento dell’intero TFR maturando del lavoratore presso il fondo pensione di categoria o, in caso di assenza di questo, in favore della forma pensionistica complementare istituita presso l’INPS denominato FONDINPS.

In caso di manifestazione di volontà del lavoratore di mantenere in azienda il TFR maturando, il datore di lavoro che abbia alle proprie dipendenze più di 50 addetti, sarà obbligato a versare detto TFR in favore del “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamento di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile” istituito dal più volte citato articolo 1 comma 755 della finanziaria 2007.

Le modalità di versamento saranno stabilite con il decreto di cui all’articolo 1 comma 757 della medesima legge finanziaria n. 296 del 27 dicembre 2006.

Per quanto riguarda i lavoratori assunti dopo il 31 dicembre 2006, il versamento del TFR maturando in favore della previdenza complementare deve essere effettuato dal datore di lavoro entro il mese successivo a quello di manifestazione di volontà del lavoratore ed entro il mese successivo alla scadenza del termine dei sei mesi dall’assunzione ove il lavoratore non manifesti alcuna volontà.

Per il versamento a favore dell’INPS del TFR mantenuto in azienda, i datori di lavoro con più di 50 dipendenti seguiranno la stessa normativa già illustrata sopra per i lavoratori già assunti al 31 dicembre 2006.  

Si ricorda che normalmente la contrattazione sindacale prevede che il datore di lavoro versi presso il fondo pensione, oltre al TFR maturando, un contributo in favore dei dipendenti che si iscrivono ai fondi pensione e che versano a favore di questi ultimi una quota del loro stipendio.

Ove il lavoratore manifesti la volontà di aderire al fondo pensione, tacitamente o espressamente, ma non si iscriva presso quest’ultimo non avrà diritto ad alcun contributo da parte del datore di lavoro.

Si ricorda e sottolinea che il Trattamento di fine rapporto maturato fino al 31 dicembre 2006 rimane in azienda anche nel caso in cui questa abbia più di 50 addetti.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla normativa citata.

 

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