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I CONTROLLI DELLA GUARDIA DI FINANZA ALLA LUCE DEL NUOVO STATUTO DEL CONTRIBUENTE

Il 31 luglio del 2000 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 177 la legge n. 212 del 31.07.2000, contenente l’approvazione del cosiddetto statuto del contribuente ed entrata in vigore a partire dal primo agosto del 2000.

Sull’argomento è già intervenuta, a stretto giro di posta, la Guardia di Finanza che, in data 17 agosto 2000, con la circolare n. 250400 del proprio Comando Generale, ha fornito la propria interpretazione delle norme dello statuto che più direttamente la riguardano.

Il provvedimento si compone di ventuno articoli che, in accordo alla suddivisione operata dalla Guardia di Finanza nella circolare citata, possono essere così suddivisi:

 

i. Principi generali (art.1);

ii. Limiti all’attività legislativa in materia tributaria (articoli da 2 a 4);

iii. Prescrizioni rivolte all’amministrazione finanziaria (articoli da 5 a 9);

iv. Diritti del contribuente (articoli da 10 a 15);

v. Disposizioni di esecuzione e coordinamento (articoli da 16 a 21).

 

Parleremo in questa occasione dei diritti e delle garanzie del contribuente nel corso delle verifiche fiscali, contenuti nell’artico 12 della legge qui in commento, riservandoci sin da ora di affrontare successivamente, per evidenti motivi di spazio, gli altri argomenti.

Innanzitutto è bene sottolineare che viene stabilito per legge che, il ricorso all’accesso presso la sede produttiva del contribuente, deve essere effettuato solamente quando vi siano effettive esigenze investigative che non possono essere soddisfatte attraverso strumenti alternativi contemperando così le insopprimibili esigenze di libertà del contribuente con il diritto dell’amministrazione finanziaria di adoperarsi con i mezzi ritenuti più idonei nella lotta contro l’evasione fiscale.

A titolo esemplificativo, sarà possibile ricorrere alla verifica diretta presso la sede del contribuente:

i. per la ricerca di documentazione contabile ed extracontabile;

ii. per il riscontro diretto delle rimanenze o dei beni ammortizzabili;

iii. per la rilevazione dei listini prezzi o dei dati rilevanti relativi agli studi di settore.

Sarà obbligatorio da parte degli incaricati della verifica fornire informativa al contribuente dei motivi che hanno giustificato l’accesso presso la sua unità produttiva, senza che però siano fornite anzitempo notizie che possono vanificare l’impianto investigativo della verifica o la preventiva attività di intelligence. Dovrà in ogni caso essere reso noto al contribuente l’oggetto e l’arco temporale della verifica.

Dovranno essere esplicitati al contribuente i propri diritti, quali la possibilità di farsi assistere da un professionista abilitato alla difesa presso le commissioni tributarie e la possibilità di formulare rilievi ed osservazioni durante e dopo la verifica.

Il contribuente dovrà altresì essere reso edotto di propri obblighi, tra cui quello di esibire libri contabili registri e documenti. Sarà necessario in particolare chiarire che l’eventuale rifiuto della loro esibizione comporterà la impossibilità di fornire prove a proprio favore che siano basate sul loro contenuto, quand’anche gli stessi vengano successivamente messi a disposizione dell’amministrazione.

Il contribuente, infine, può chiedere che i documenti vengano esaminati presso l’ufficio dei verificatori o presso l’ufficio del professionista che presta l’assistenza al contribuente.

La verifica può durare al massimo trenta giorni, prorogabili per ulteriori trenta giorni in caso di verifiche presso contribuenti di grandi dimensioni, ove le esigenze investigative lo rendano necessario.

La necessità della proroga dovrà essere motivata con apposita comunicazione rivolta al contribuente ed allegata al foglio di servizio relativo al trentunesimo giorno di verifica.

A parere della Guardia di Finanza e della dottrina prevalente, si ritiene che nel conteggio dei giorni di verifica vadano inclusi solamente quelli lavorativi, in cui i verificatori si trattengono fisicamente nei locali dell’azienda ispezionata.

Si ricorda infine che la norma entra in vigore dal primo agosto del 2000 ed ha effetto solo sui procedimenti iniziati in un momento successivo a questa data.

Per i procedimenti già iniziati alla data del 31 luglio 2000, infatti, i termini di cui alla legge 212/2000 decorrono a partire dal primo agosto, in ossequio al divieto di retroattività delle norme tributarie disposto dall’art.3 comma 2 della medesima legge qui in commento.

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