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Grecia. Trasporti e privatizzazioni: 14 aeroporti regionali vanno in gestione al tedesco Fraport

Le privatizzazioni imposte alla Grecia nell’ambito del terzo programma di salvataggio sono iniziate ufficialmente martedì, alla vigilia del voto decisivo del Bundestag sul terzo piano di aiuti ad Atene. E sono iniziate con la cessione, da parte del governo greco, di 14 aeroporti regionali al gestore aeroportuale tedesco Fraport.
La vendita, per un valore di 1,23 miliardi di euro, segue le linee di quanto era stato deciso dal precedente governo greco, prima che l’ascesa al potere di Syriza bloccasse — per poco — il programma di privatizzazioni. In base all’accordo, il nuovo gruppo dovrebbe spendere circa 330 milioni di euro nei primi quattro anni per migliorare gli aeroporti di Salonicco, Corfù, Chania (Creta), Cefalonia, Zante, Aktion, Kavala, Rodi, Kos, Samos, Mytilini, Mykonos, Santorini e Skiathos, che resterebbero in gestione per 40 anni. Nei prossimi giorni saranno vendute anche quote di maggioranza del porto ateniese del Pireo e di quello di Salonicco.
Si tratta di misure decise per scongiurare definitivamente il rischio di un’insolvenza del Paese, che porterebbe con sé l’ipotesi di un’uscita dall’euro — ipotesi che, secondo Moody’s, è «meno probabile, ma non ancora esclusa». Il governo di Tsipras ha comunque allentato la stretta sui bonifici all’estero, imposte a giugno: un provvedimento del ministero delle Finanze da ieri in Gazzetta ufficiale consente ad ogni cittadino di inviare all’estero fino a 500 euro al mese e fino a 8000 euro ogni tre mesi, a coloro che hanno figli che studiano all’estero. I greci potranno inoltre aprire conti bancari nuovi per rimborsare prestiti, pagare contributi previdenziali o debiti con il fisco. La normalizzazione procede dunque gradualmente: in un clima agitato, comunque, da continue rivelazioni sulle condizioni dell’economia del Paese. Ieri si è saputo, ad esempio, che è salito a 2 miliardi il conto delle bollette elettriche scadute e non pagate in Grecia: l’azienda statale per l’energia elettrica Ppc ha spiegato che le famiglie sono debitrici di 1,5 miliardi. Crediti che sarà molto, molto complicato esigere.

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