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Grecia. Imprese e economia: le aziende tedesche vanno via, occasioni per le italiane

“Le aziende tedesche stanno smantellando la loro rete. Chiudono e si spostano altrove perché non si fidano più dei greci. Le parole di Schaeuble hanno pesato, e qui del resto, dopo i negoziati, è partito il boicottaggio verso la Germania. Basta dare un’occhiata su internet: ‘non comprate i prodotti della Merkel’. Per gli investitori italiani è un’occasione da non perdere”.

Leonardo è un imprenditore romano, vive e lavora da 20 anni in Grecia, viene dal mondo della finanza e quando si tratta di mercati sa di che cosa parla. “Questa opportunità le imprese italiane la devono cogliere al volo, devono prendere il posto dei tedeschi. Qui servono macchinari, utensili, tecnologia, supporto turistico. Questo Paese non è fatto solo dai pensionati in fila al bancomat che si sono visti in tutte le tv del mondo.
Qui ci sono occasioni formidabili”. Leonardo affitta case di lusso a Serifos, isola delle Cicladi occidentali, fuori dal grande circuito turistico per scelta e vocazione. Un fazzoletto di terra che conta 1.500 posti letto, contro i 450mila di Santorini, i 150mila di Mykonos, i 15mila di Milos. Coste riarse, ma all’interno un cuore verde grazie all’abbondanza di acqua, un paradiso naturalistico popolato di canneti, oleandri, papiro. Psili Ammos è stata votata spiaggia più bella d’Europa, sulle piccole dune d’estate fioriscono i gigli bianchi. Le montagne sono un paradiso per il birdwatching.

L’apparenza da cartolina si sposa con l’anima di ferro dell’isola, nel secolo scorso le risorse minerarie hanno dato lavoro a migliaia di greci e arricchito la società tedesca di estrazione Grohmann. Adesso restano gallerie e binari abbandonati a picco sul mare, la splendida costruzione neoclassica quartier generale a Mega Livadi e il ricordo del primo sciopero dei minatori che ottennero con il sangue il contratto di otto ore di lavoro, era l’agosto del 1916. Serifos è un luogo di bellezza pudica, mal disposto a farsi snaturare dalle folle. Massimo, di Torino, ci vive dal 2013. Ha aperto un bar con un’amica di Brescia. Era rimasto senza lavoro nel 2012. Ci ha pensato bene e ha deciso di investire i risparmi e buttarsi: “Nonostante la crisi, nonostante le difficoltà qui sto bene. La qualità della vita è altissima. Ci sono i colori, il verde, il blu. C’è l’indispensabile per vivere, e c’è questo lavoro”.

Pia invece ha studiato all’Università di Napoli, padre greco e madre italiana. Ha cercato lavoro a lungo, ha inviato decine di curriculum. Ma in Campania la disoccupazione picchia duro, così, dopo venti anni in Italia, ha deciso di raggiungere i genitori ad Atene e da lì ha ricominciato a cercare. La risposta è arrivata quasi subito da Serifos. Ora lavora nell’unica farmacia dell’isola, ‘Napoli mi manca’, dice sorridendo’, ‘ma qui mi hanno fatto un contratto a tempo indeterminato. Alla fine la Grecia della crisi mi ha dato maggiori opportunità dell’Italia. E’ stato tutto più facile e veloce. Da fuori può sembrare strano, però è così’.
Carolina viene da Bergamo, si è trasferita nel 2011, cercava un posto dove vivere, una casa. E se l’è costruita, esattamente nel vento e sull’Egeo, come desiderava. ‘Quando ho finito di piantare viti e ulivi nel giardino mi sono guardata intorno e mi è sembrato un peccato non condividere tutta questa bellezza’, racconta, ‘allora ho preso la licenza e ci ho fatto un bed and breakfast. Vengono da tutta Europa, trovano pace, restano a bocca aperta. L’atmosfera, lo sviluppo a rilento sono un richiamo’. Valerio, di Torre del Greco, faceva il grafico pubblicitario a Caserta: ‘Finiva che non mi pagavano mai. Da noi al Sud sembra che il lavoro non meriti compenso. Vivo qui da 8 anni e sinceramente non tornerei indietro’. Gestisce una struttura turistica, torna due volte l’anno dai suoi: ‘Amo questa pace, la calma, i guadagni non sono alti ma vivo bene, sto davvero bene’.
Leonardo guarda la baia di Perseo dal terrazzo della casa di pietra che si è costruito sulla montagna, e insiste: ‘Gli italiani non sono come i tedeschi, con i greci si intendono benissimo. Amano la bellezza, ma ora ci devono fare affari.
Sarebbe pura cecità non capire che la Grecia dà lavoro solo per il fatto di esistere’.

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