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Giulianova. Tari: le cinque proposte dei commercianti

“Ripeteremo fino alla noia che siamo in una rivoluzione fiscale. Che siamo nel pieno del federalismo fiscale! Non si può fare finta di niente se i tributi locali sono aumentati in 10 anni del 250%, con un prelievo medio di 5.000 annui a famiglia. Non si può ignorare che i trasferimenti Statali ai Comuni sono al contagocce: sbrigatevela voi dicono da Roma!”

Lo hanno dichiarato i commercianti dell’associazione G365, precisando che “questa rivoluzione ha 2 rivoluzionari: Gli Enti Locali e i contribuenti. Gli Enti locali non possono giocare alla rivoluzione senza pensare di essere stati eletti dai Contribuenti. Gli Enti locali non possono pensare di far quadrare comunque il bilancio con una divisione: spese/contribuenti = tasse! Non ci sarebbe nessuna differenza tra il medioevo e i governanti moderni. Noi crediamo alle parole ‘trasparenza’, ‘partecipazione democratica’ e ‘legalità’ che ispirano il Comune di Giulianova. Però i Commercianti Giuliesi non sono solo una risorsa delle casse comunali, neanche “un limone da spremere”.Sono indice di sviluppo di una Città, fonte di reddito per le loro famiglie e dipendenti”.

Da tempo i Commercianti Giuliesi hanno formulato proposte di miglioramento della disciplina Tari. Sono stati depositati decine di proposte migliorative ma
“nessuno le ha ascoltate a Giulianova. Negli altri Comuni qualcuno le ha fatte sue nei regolamenti TARI”.

I Commercianti hanno chiesto di “mettere in chiaro la disciplina della dilazione dei pagamenti legale: per evitare insolvenze e aiutare i settori in crisi: Nessuno ha ascoltato”.

I Commercianti Giuliesi spiegando di aver “dovuto invocare le leggi della Repubblica Italiana (che grazie a Dio sono obbligatorie anche a Giulianova) il ravvedimento operoso. Modificato, a favore dei Contribuenti, nella legge di stabilità 2016 oltre un anno di durata: il cosiddetto ‘ravvedimento lungo’ (lo chiama il Governo Renzi). Da parte del Comune i Commercianti hanno ricevuto risposte ‘bonarie’ di ‘stare tranquilli’ e intanto sono arrivate le ingiunzioni di pagamento con le sopratasse massime del 30%”

L’associazione giuliese ricorda che “in questo atteggiamento da una parte amichevole e dall’altro oltranzista, si è sentito parlare di ‘doveri’ dei contribuenti imprenditori, mai di ‘diritti dei contribuenti’ e ‘doveri del Comune’. Così sono intervenute le leggi dello Stato, con l’obbligo imposto dalla legge nazionale ‘ora e per sempre’ di dover mediare (secondo norme di legge) con i cittadini contribuenti e di doverlo spiegare in ogni atto. La ‘Mediazione tributaria’ è una legge voluta per aiutare i Cittadini che non hanno i mezzi per affrontare il costo di un ricorso, per obbligare i Comuni a rivedere i propri errori e rendere ‘ trasparente’ la tassazione Comunale. Quando si presenta una ‘semplice istanza di mediazione’ vengono sospesi tutti i termini finché non verrà deciso in merito.

I G365 non godendo “degli sbagli altrui però vogliamo chiarezza e legalità”, lanciano 5 proposte “per evitare un Contenzioso di massa che non farebbe bene a nessuno: Adeguate garanzie e conoscibilità sulla possibilità di effettuare il ravvedimento operoso Tari 2014 lungo fino 30 giugno 2016 (come previsto dalla legge di stabilità 2015 e 2016), con la sopratassa del 3,75%; Sospensione di tutti gli atti emessi in difformità dalla legge e immediata Istituzione dell’Organo Pubblico destinato a raccogliere ed esaminare le Istanze di Reclamo – Mediazione dei Contribuenti; Annullamento di tuyti gli avvisi emessi dal 3 novembre 2015 perché non conformi a norme imperative di legge e contrarie ai Principi Cardine dello Statuto del Contribuente! Inoltro ai contribuenti di idonea comunicazione sul ‘Diritto alla mediazione tributaria comunale’ con fac simile e contestuale sospensione generale, per il termine minimo di 90 giorni, di qualsiasi iniziativa di riscossione. Immediata Istituzione di un Ufficio Pubblico di Consulenza on line e numero verde h 24 per chiarimenti e risposte a tutela dei Contribuenti in materia di mediazione”.

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