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Giornate dei diritti dei bambini e contro la violenza sulle donne

Il 20 e il 25 Novembre sono rispettivamente la Giornata per iDiritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e la Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne. L’OCSE Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico

ha evidenziato che, nonostante i bassi tassi di fecondità in Italia, rispetto agli altri Paesi Europei, 1 bambino italiano su 2 vive in famiglie “sovraffollate” rispetto a meno di 1 su 3 in generale nell’OCSE. Allo stesso modo, 1 bambino su 3 vive in cattive condizioni ambientali locali rispetto a 1 bambino su 4 in media nei Paesi OCSE. I tassi di povertà infantile solo relativamente elevati (15,5%), a fronte di un a media OCSE del 12,4%. La spesa del governo italiano per i bambini risulta essere l’80% della media OCSE, e la metà di quanto viene speso per fasce di età più alte. L’Italia ha il 4° peggior rendimento scolastico medio europeo, e il 2° divario più grande tra gli studenti con buoni e bassi risultati, dopo il Messico. Anche il numero dei giovani italiani che non sono né occupati, né in programmi di formazione, né a scuola riflette i bassi rendimenti scolastici dell’Italia che si ritrova, ancora una volta, ad occupare il peggiore 3° posto tra i Paesi OCSE, dopo Messico e Turchia. Nel 2010 sono stati 930 i bambini arrivati al pronto soccorso degli ospedali del Lazio per maltrattamenti fisici, 334 dei quali con un’età inferiore ai 10 anni. Dal 3° Congresso Mondiale sullo Sfruttamento Sessuale dei Minori (Rio de Janeiro, 2008) è emerso che sono 150 milioni le bambine e circa 75 milioni i minorenni sotto i 18 anni che hanno avuto rapporti sessuali forzati o subito violenze sessuali, con o senza sfruttamento commerciale. L’Italia occupa il 5° posto nella classifica dei Paesi “cacciatori di bambini”, dopo USA, Germania, Francia e Australia; mentre dal rapporto UNICEF sulla utilizzazione della prostituzione minorile in Kenya, l’Italia risulta al 1° posto (18%), seguita dai tedeschi (14%), svizzeri (12%) e francesi (8%).

Sono state 8.923 le donne arrivate al pronto soccorso degli ospedali del Lazio per maltrattamenti fisici, 797 di queste si sono ripresentate nello stesso anno per gli stessi motivi. Sono state 115 le donne uccise in Italia nel 2010. Il rapporto della Fondazione ICSA rileva che mentre il trend degli omicidi in Italia diminuisce, aumenta il numero delle donne uccise che supera il 25% (1 vittima su 4). La regione Abruzzo è al 4° posto per i casi di violenza sulle donne, con il 27,6% di casi registrati, subito dopo la Lombardia, la Toscana e l’Emilia Romagna.

La crisi del modello femminile del passato e la giusta ricerca dell’autonomia espone oggi le donne a una fragilità socialmente tangibile. La gamma degli eventi che spingono alla marginalità la situazione sociale delle donne è molto ampia: diventare madre in solitudine o povertà, uscire dall’ospedale senza avere qualcuno che accudisca, trovarsi sola nell’accudimento e mantenimento dei figli, donne con lavoro precario e sottopagato, casalinghe con pesanti carichi di cura che non osano uscire da un matrimonio in crisi per non esporre alla miseria i figli, donne immigrate che sfuggono all’oppressione e alla persecuzione politica, donne che subiscono vessazioni nel lavoro, maltrattamenti, mobbing e violenza fisica e sessuale in famiglia.

Dall’analisi dei dati raccolti dall’Italia dei Valori con i questionari divulgati il 25 Novembre 2010 Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne nelle principali città dell’Abruzzo è emerso che sono in aumento le “povertà di fascia media”, donne italiane e immigrate a bassa scolarità, prive delle competenze indispensabili ad inserirsi nella società complessa, che le donne subiscono soprattutto maltrattamenti psicologici in famiglia e sul posto di lavoro, poi quelli fisici e che gli autori sono soprattutto ex mariti, mariti, ex fidanzati e colleghi di lavoro; che le donne percepiscono che il fenomeno del mancato rispetto e la violenza verso il genere femminile è causato soprattutto dall’uso improprio che i mass media e la tv fanno del corpo delle donne, che le donne non lasciano compagni violenti perché hanno paura di perdere i propri figli e di non trovare alcun aiuto da parte delle istituzioni.

L’Italia dei Valori già da molti anni, si sta impegnando costantemente, proponendo Leggi:

–           A favore dei servizi per le famiglie, per aiutare le donne a lavorare e ad occuparsi della famiglia;

–           Per la promozione degli asili nido e dei Tagesmutter, e cioè servizi domiciliari con finalità di cura, assistenza, educazione e socializzazione per un numero variabile di 3-5 bambini di età massima di 36 mesi, gestito solitamente da mamme, adeguatamente formate;

–           Per il contrasto alla violenza di genere, contro la violenza nei confronti delle donne, per la repressione dei delitti contro la persona e nell’ambito della famiglia;

–           Per l’istituzione del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza;

–           Per la promozione dei consultori familiari;

–           Per facilitare la creazione delle case di accoglienza per le donne maltrattate e per allungamento da 30 a 90 giorni di permanenza delle vittime, in totale gratuità, presso le strutture di accoglienza;

–           Per il contrasto all’uso della pubblicità lesiva delle donne, contro la discriminazione della donna nella pubblicità e nei media;

–           Contro le mutilazioni dei genitali femminili;

–           Per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della sparizione dei minori, anche attraverso il sostegno concreto alle loro famiglie;

–           Per l’inasprimento delle pene per i reati di omicidio volontario, omicidio aggravato dalla presenza di vincoli familiari o rapporti affettivi (anche conclusi) e omicidio premeditato.

Il Coordinamento Donne IDV Abruzzo, rappresentato dalla Responsabile Donne IDV Lucia Proto chiede che si attuino urgentemente politiche sociali e culturali di contenimento del fenomeno della violenza di genere, come:

–           Creazione di un Sistema Integrato dei Servizi e degli interventi a favore della famiglia, attraverso: la stesura e definizione di appositi protocolli organizzativi, la costituzione di gruppi di lavoro su temi specifici e la costituzione di unità operative integrate a carattere multidisciplinare, formate da operatori della ASL e dei servizi sociali, al fine di superare l’occasionalità e l’eterogeneità dei raccordi tra gli enti, con particolare riferimento agli interventi di prevenzione e di tutela dei soggetti in età minore;

–           Revisione del diritto familiare, in modo che abbia maggiore riguardo per le donne e i bambini;

–           Abbreviazione dei tempi delle separazioni e dei divorzi;

–           Creazione di un Fondo di Solidarietà per le famiglie in cui si sono verificati episodi di violenza sulle donne con prole ma senza occupazione;

–           Creazione di un Osservatorio permanente Governativo, con apposito corpo di Polizia femminile, specializzato sulla violenza di genere e dei bambini;

–           Campagne di prevenzione attraverso: l’informazione, la formazione, seminari, convegni, interventi nelle scuole per sensibilizzare alla parità tra donna e uomo,

–           Incentivazione del reinserimento sociale e lavorativo delle donne in difficoltà attraverso una politica che metta insieme bisogni e risorse;

–           Creazione di Centri Antiviolenza che forniscano i seguenti servizi:

–           Centralino in funzione 24 h per 365 giorni all’anno;

–           Accoglienza;

–           Ascolto e colloqui di sostegno e di elaborazione del vissuto della violenza;

–           Sostegno alla relazione madre-bambino;

–           Assistenza legale;

–           Assistenza sociale e consulenza psicologica;

–           Assistenza maggiore alle donne con ritardi mentali medio – lieve, vittime di abuso, donne disabili e donne anziane;

–           Sostegno nella ricerca di un lavoro e di una casa;

–           Gruppi di aiuto mutuo aiuto;

–           Ospitalità delle donne italiane e immigrate (con permesso di soggiorno) anche con figli minori di 12 anni;

–           Offrire un percorso di cura alla persona che ha agito la violenza, se lo consentono, sia la motivazione personale, sia la posizione giudiziaria in corso.

L’Italia dei Valori opera per il raggiungimento degli obiettivi che la Conferenza Mondiale delle Donne a Pechino nel 1995 ha stabilito e che sono sostenuti con forza dalle Nazioni Unite, dall’Unione Europea, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e che sono:

–           Accrescere autonomia, responsabilità e potere delle donne;

–           Portare le politiche di genere al centro del dibattito;

–           Supportare le differenze di genere nei campi dell’agire economico e verificare in grado di equità raggiunto dai sessi.

Il Coordinamento Donne IDV Abruzzo sarà presente con dei gazebo di sensibilizzazione Sabato 26 Novembre a Teramo in Piazza Martiri e Domenica 27 Novembre a Giulianova in Piazza Fosse Ardeatine e ad Avezzano in Piazza Risorgimento.

Avezzano, 22 Novembre 2011

Lucia Proto

Responsabile Donne IDV Abruzzo

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