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Giampaolo Gioacchino Giuliani

   Giampaolo Gioacchino Giuliani è nato aL’Aquila .

Dal 1971 al 1984 è stato tecnico di ricerca in astrofisica presso lOsservatorio di Campo Imperatore (Aq), dipendente IAS (Istituto Astrofisica di Frascati); dal 1984 al 1990 all’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore (AQ).

Ha lavorato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) come collaboratore tecnico non laureato dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario di Torino. Ha partecipato prima all’esperimento EAS-TOPe poi all’esperimento Large Volume Detector (LVD) per la rivelazione di neutrini prodotti da collasso gravitazionale stellare.

Prima di Giuliani, vennero condotti studi sulle radiazioni naturali presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso da parte dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare nell’ambito del progettoERMES(Environmental Radioactivity Monitoring for Earth Sciences. La ricerca puntava ad analizzare le correlazioni tra le variazioni di emissioni di gas radon dal sottosuolo e i processi di deformazione nelle rocce. Al di là di questi progetti, Giampaolo Giuliani, con i suoi collaboratori, proseguì le ricerche sulla correlazione fra il rilascio di radon dalla crosta terrestre ed il verificarsi di terremoti. Gli studi, iniziati nel 2000 dopo un terremoto in Turchia (1999), realizzando un rivelatore gamma PM4 di sua invenzione, sono fondati sulla misurazione in un locale sotterraneo, non aerato, dei raggi gamma prodotti dal decadimento beta del 222Rn in 214Pb e 214Bi.

Giuliani nei giorni 29 e 30 ottobre 2002 misurò valori alti e anomali, e allertò l’assessore abruzzese alla Protezione Civile dell’imminenza di un forte sisma. Non fu tuttavia in grado di fornire indicazioni sul luogo in cui tale scossa si sarebbe verificata, poiché con un unico rivelatore è possibile individuare un evento solo entro il raggio di azione dello strumento. Il 31 ottobre un terremoto di magnitudo 5.4 colpì il Molise con epicentro a San Giuliano di Puglia, causando 30 morti. L’Onorevole Giuseppe Zamberletti propose un test presso la ISPRO, consistente in invio in automatico di allarmi sismici rilevati dal detector della SCS, per essere poi correlati da ISPRO con gli eventi sismici registrati dalla sala sismica di Roma dellINGV. L’autenticità dell’esperimento dal 20/12/2003 al’8/01/2004 venne depositata presso un notaio.

Dopo studi, test ed esperimenti realizzati a L’Aquila, Giuliani, all’infuori della scienza ufficiale, realizza un completo sistema di monitoraggio che è in grado di prevedere i terremoti; il sistema è stato collaudato dal Dipartimento di Ingegneria delle strutture, delle acque e del terreno (Disat) dell’Università dell’Aquila, dall’11 al 19 aprile.

Nel maggio del 2006, venne inoltrata richiesta di finanziamento per il potenziamento della rete di rilevamento della Protezione Civile Italiana Guido Bertolaso, senza esito. Giampaolo Giuliani allestì una sala sismica nei sotterranei della scuola elementare “De Amicis”, a L’Aquila, per la raccolta dei dati dei rivelatori PM2 ed PM4.

Il ricercatore afferma che i precursori sismici sono in grado di percepire l’energia che si concentra su una faglia e, tramite la triangolazione dei dati prelevati dalle diverse postazioni, di permettere di prevedere l’epicentro dell’evento, l’intensità e il grado sismico con 6-24 ore prima del suo verificarsi e in un raggio di 80-100 Km da L’Aquila. Poche ore prima del terremoto del 6 aprile 2009 a L’Aquila, Giuliani registrò un consistente incremento di radon, senza rilascio d’energia, quindi un accumulo tale che prima o poi si sarebbe evidenziato con una forte scossa. Nel novembre 2009, Giampaolo Giuliani ha presentato il libro, L’Aquila 2009. La mia verità sul terremoto, e nel 2010 La forza della memoria (Castelvecchi Editore), entrambi scritti insieme con Alfredo Fiorani, chiarendo tutte le circostanze createsi prima e dopo l’evento e le responsabilità dei vari organi preposti sia alla prevenzione che alla ricostruzione. Le prese di posizione degli autori, dopo il terremoto, hanno suscitato sostenute polemiche. Attraverso la scienza , la storia sismologica e la cronaca delle vicende aquilane si è indagato senza addentrarsi in noiose questioni troppo specialistiche, gli aspetti e le cause di un fenomeno naturale, da sempre diversamente inteso rispetto ad ogni altra catastrofe per quel senso di trasfigurazione connessa al binomio morte/rinascita.

Nel desolante panorama del terremoto aquilano, G. Giuliani si è distinto per la serietà con cui si è adoperato per realizzare un sogno: mettere a punto un metodo per riuscire a prevedere i terremoti che, da tempo immemorabile, lasciano dietro di sé devastazioni d’ogni genere. Sul New York Times, Susan Hough, geofisica dell’United States Geological Survey spiega le sue perplessità riguardo alla metodica di Giuliani e a tutte le tecniche basate su cosiddetti “segnali sporchi” (noisy signal). Ciò non significa però che il mondo scientifico non abbia dimostrato vivo interesse sul radon quale possibile precursore sismico.

Alla conferenza dell’AGU (American Geophysical Union), la principale associazione che riunisce gli studiosi di geofisica e di sismologia del mondo, svoltasi il 14-18 Dicembre 2009 a San Francisco, Giuliani ha partecipato alla sessione tematica dal titolo: U14A An Earthquake in an Ancient City: The April 2009 L’Aquila (Central Italy) Seismic Sequence, come relatore invitato, ha presentando la relazione: U14A-03 Radon observations by Gamma Detectors “PM-4 and PM-2” during the seismic period (January–April 2009) in L’Aquila Basin. (Invited): G. G. Giuliani, R. Giuliani, G. Totani, G. Eusani, F. Totani” ed inoltre come correlatore della relazione U14A-07 Atmosphere and radon activities observed prior to Abruzzo M6.3 earthquake of April 6, 2009: S. A. Pulinets, D. P. Ouzounov, G. G .Giuliani, L. Ciraolo, P. T. Taylor, presentata da Ouzounov, scienziato della NASA e co-presidente della sessione, che si occupa di radioattività atmosferica in riferimento a fenomeni che avvengono nella litosfera.

Della ricerca di G. Giuliani sui Precursori sismici si sono occupati diverse testate giornalistiche tra cui: Il Sole24ore, Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Tempo, Il Messaggero, Il Centro, The Guardian, ecc.

Titoli ed incarichi speciali:

– Idoneità Borsa addestramento CNR, 1971

– Collaborazione “Besting Engineering CO England”, 1971

– Collaborazione prof. F. Smriglio Università di Roma, 1986

– Collaborazione prof. M. Fulchignoni C. N. R.- I. A. S. Frascati, 1986

– C.N.R. Ist. Di Fisica dello Spazio Interplanetario, 1990

– C.N.R. Cosmo Geofisica Torino Prof. C. Castagnoli, 1991

– Incaricato di progettare la nuova ala Osservatorio Campo Imperatore, 1978

– 1981 incaricato c/o Specola Vaticana progettazione modifiche filtri speciali Osservatorio di Vilnius (Lituania)

– 1982 incaricato della riduzione materiale osservativo presso Osservatorio Reale di Edimburgo, con uso del Microdensitometro della Joice-Label

 

– 1991/92 Incaricato di partecipare ai test di progettazione per la realizzazione di un telescopio con il fotomoltiplicatore (XP 4702 Philips)

– 1992 Comando di 5 anni, retribuito da INFN, per collaborazione esperimento EAS-TOP di Campo Imperatore

– 1995-98 Montaggio e messa in funzione N. 8 Cupole Cerenkov contenenti n. 4 specchi parabolici ciascuna

– 2000/2001 Collaborazione Esperimento LVD – Torino

– 2001/2004 Titolare della ricerca sui precursori Sismici ottenuti dalla catena di decadimento radioattivo del 222Rn e titolare del relativo brevetto di un nuovo Prototipo ed algoritmo per la loro rivelazione, presentato nel 2002 in Italia

– 2005/2006 Realizzazione delle stazioni antisismiche di Assergi (Aq) e Pineto (Te)

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