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Germania: addio al nucleare costa fra 200e 400mld

Costerà complessivamente tra i 200 e i 400 miliardi di euro la ‘svolta energeticà proclamata dal governo di Angela Merkel dopo la catastrofe di Fukushima, che prevede il progressivo abbandono del nucleare entro il 2022. È la stima dei quattro principali gestori della rete elettrica tedesca convenuti oggi a Berlino per la presentazione del loro piano di sviluppo dei collegamenti ad alta tensione nel Paese. Secondo i rappresentanti di 50Hertz, Amprion, Tennet e TransnetBW, i costi previsti dal loro progetto per il solo potenziamento della rete, circa 20 miliardi di euro, corrispondono infatti a una percentuale compresa tra il 5% e il 10% della spesa totale per l«Energiewendè, la svolta energetica.  Per traghettare la Germania oltre la chiusura dei nove reattori nucleari ancora in funzione, il governo tedesco ha programmato, tra le altre cose, un piano di ammodernamento della rete elettrica. Stando al progetto presentato oggi dagli operatori, nei prossimi dieci anni si dovranno costruire quattro nuove ‘autostrade ad alta tensionè, più altri brevi collegamenti, per un totale di 3800 chilometri di nuovi cavi e 4400 chilometri di rete in grado di ottimizzare lo sfruttamento della produzione elettrica da fonti alternative. «Il piano tiene in considerazione lo sviluppo della produzione di energie da fonti alternative», ha detto Martin Fuchs, presidente di Tennet. Mentre Boris Schucht, a capo di 50Hertz, ha sottolineato come «gli obiettivi di politica energetica del governo potranno essere pienamente soddisfatti» con l’ammodernamento della rete proposto. L’esecutivo tedesco si era posto il traguardo della riduzione del 40% di emissioni di CO2 entro il 2020, insieme alla riduzione dei consumi primari del 20% e al soddisfacimento del 35% della domanda complessiva con energia da fonti rinnovabili.

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