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Geobrugg, Gabriele Guglielmini: “la ricostruzione nei paesi del cratere necessita di una preventiva messa in sicurezza da frane e smottamenti”

La messa in sicurezza del territorio è una priorità per un paese fragile dal punto di vista idrogeologico come l’Italia. Geobrugg, azienda svizzera con sede anche in Italia, protegge le persone e le infrastrutture: nel nostro Paese sviluppa e realizza interventi di messa in sicurezza con l’impiego di sistemi tecnologicamente innovativi ed evoluti, prodotti dalla Casa Madre svizzera, con reti di contenimento d’acciaio che oggi vengono impiegate in tutto il mondo.

Strutture protettive dinamiche e statiche impiegate per garantire massima sicurezza contro le forze della natura (caduta di massi, valanghe, frane di disgregazione, instabilità delle scarpate, opere idrauliche e consolidamento di gallerie), ma anche in ambito di sicurezza passiva per l’industria, l’edilizia, gli eserciti, il sistema carcerario e gli sport dei motori. In Abruzzo Geobrugg lavora da oltre 15 anni – grazie anche alla collaborazione con esperti locali in difesa del suolo come l’aquilano Carlo Frutti – ma è alla sua prima partecipazione al Salone della Ricostruzione dell’Aquila.

Gabriele Guglielmini è la persona che ha in carico il mercato Safety&Security Engineering che si indirizza ad ogni tipo di intervento civile, militare e sportivo dove l’assorbimento di energia dinamica o l’alta performance del filo di acciaio armonico risulta essere determinante per una prestazione di altissimo profilo.

Come avete conosciuto il Salone della Ricostruzione e perché avete deciso di parteciparvi?

In passato abbiamo lavorato molto in Abruzzo e all’Aquila, grazie anche alla nostra collaborazione con partner locali. Abbiamo pensato di venire ad esporre qui perché gli impieghi delle nostre reti sono molteplici, anche in fase di ricostruzione. Penso, ad esempio, ad aree attigue al capoluogo, come i paesi del cratere, nei quali prima di provvedere alla ricostruzione è necessario mettere in sicurezza il territorio da frane o smottamenti.

Che tipo di prodotti porterete all’Aquila?

Costruiamo reti che possono essere adibite ai più disparati usi, dalle opere di protezione contro la caduta di massi e valanghe, a quelle contro le colate detritiche ed estese di fango, fino ai sistemi di consolidamenti di versanti. E ancora: reti paramassi, paraneve, per carceri e così via.

Gli utilizzi delle vostre reti sono molteplici: poter investire su diversi settori ha in qualche modo allargato il mercato?

La crisi continua a sentirsi anche in questo settore, visto che la messa in sicurezza del territorio e le tecniche di prevenzione del dissesto idrogeologico sono per lo più ad appannaggio della Pubblica Amministrazione. Purtroppo le Amministrazioni locali sono in permanente crisi finanziaria e dunque, senza risorse: dunque diventa difficile parlare di mercato. Nel passato in Abruzzo abbiamo avuto ottime possibilità di ricerca e sviluppo: ora la situazione economica, politica e istituzionale porta con sé una mancanza di risorse piuttosto significativa. Ma siamo ottimisti e pensiamo che qualcosa possa cambiare.

 

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