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Fondazione Biagi e Fondazione Mirror: un seminario ad Avezzano per valorizzare il merito di chi lavora

Mentre in Francia il Presidente Sarkozy elegge meritocrazia, efficienza e solidarietà, a ingredienti principali per la rinascita del paese, raccogliendo le 316 proposte dalla Commissione Attali, a che punto è in Italia la riflessione sul merito come strumento per favorire la competitività e come nuovo orizzonte per le relazioni industriali?

Se ne è parlato al seminario nazionale di studio Merito Ergo Sum, per la competitività delle relazioni industriali e la qualità del capitale umano nelle imprese, lo scorso venerdì 8 febbraio ad Avezzano, presso la sala convegni di Sviluppo Italia.

Promosso dalla Fondazione Mirror in collaborazione con Adapt/Centro Studi Internazionali e Comparati Marco Biagi e con il patrocinio della Regione Abruzzo, il seminario è stato l’occasione per riunire istituzioni, sistema educativo, forze sociali e aziende, per dibattere sui modelli di misurazione e di incentivazione del merito, a sostegno della competitività delle organizzazioni e per innovare la gestione del capitale umano e delle relazioni sindacali.

 

Al centro della giornata l’inedita relazione scientifica di Michele Tiraboschi, Presidente di Adapt, dal titolo I vincoli alla valorizzazione del capitale umano. Il caso italiano di relazioni industriali nel confronto internazionale e comparato.

Di assoluto rilievo l’insieme dei relatori che commenteranno la relazione scientifica, Ottaviano del Turco – Presidente della Regione Abruzzo, Raffaele Bonanni – Segretario Generale CISL, un rappresentante delle Segreterie Regionali di CGIL-CISL-UIL Abruzzo, Luigi Di Marco – Presidente Federmanagement, Luigi Pieraccioni – Presidente ASFOR Associazione Italiana per la Formazione Manageriale, Sergio Galbiati – Presidente Fondazione Mirror, daranno vita al dibattito moderato da Massimo Mascini de il Sole24Ore.

A concludere i lavori l’Onorevole Arnaldo Mariotti – Capo della Segreteria Tecnica del Ministero dello Sviluppo Economico.

 

Merito Ergo Sum è la nuova tappa del percorso di approfondimento sulla valorizzazione del capitale umano proposto dalla Fondazione Mirror. La qualità, le competenze e le aspirazioni delle persone, se riconosciute e valorizzate, possono contribuire a ribaltare le attuali classifiche che pongono l’Italia al quart’ultimo posto dei paesi OCSE per capacità attrattiva. A monte è necessario un cambiamento culturale e strategico: sapere e voler dare valore al merito.

Tutte le informazioni sul seminario Merito Ergo Sum, realizzato con il contributo di Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, Laboratorio per la Polis e Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, sono su www.fondazionemirror.it.

 

 

I contratti sindacali fermi ad un impianto degli anni ’60:

le relazioni industriali in Italia devono entrare nel XXI secolo per sostenere lo sviluppo

 

La produttività in Italia, dal 1996 al 2006, è cresciuta in media dello 0,4% l’anno, mentre il dato UE nel 2006 è al 1,5%: oltre tre volte. I dati ISTAT evidenziano come all’incremento di ore lavorate non ha fatto seguito una crescita altrettanto soddisfacente del valore aggiunto nazionale e del reddito da lavoro. Perché oltre 23 milioni di occupati italiani lavorano senza vedere premiati i risultati dei loro sforzi come persone e come Paese?

In Italia il 20% dei ragazzi sotto i 25 anni, oltre 1,3 milioni di persone, non è né al lavoro né a scuola. Ri-progettare le relazioni sindacali e rinnovare il sistema educativo attraverso la valorizzazione del merito collettivo, e soprattutto individuale, è stato al centro del confronto che ha riunito oltre 150 rappresentanti di istituzioni, sistema educativo, forze sociali e aziende, per individuare modelli di misurazione e incentivazione del merito.

 

La minore competitività italiana rispetto ai nostri partner europei, è un problema soprattutto culturale, è il concetto emerso dall’intervento del Presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco: “La nostra minore velocità di crescita è influenzata anche dalla mancata innovazione delle relazioni sindacali, ferme agli anni ’60, da allora si accettò come prassi che ogni contrattazione e ogni vertenza poteva essere risolta con semplici aumenti collettivi dei salari, disancorati da ogni discorso di performance”. Oggi, in Abruzzo sta maturando una realtà industriale di primissimo livello, con il successo della SEVEL, il più grande produttore di veicoli commerciali d’Europa, l’importante traguardo raggiunto con la seconda gamba del progetto Galileo su cui la stessa Regione ha investito 12milioni di euro, con il futuro investimento di Micron all’orizzonte”.

Michele Tiraboschi, Presidente di ADAPT, ha individuato tre fattori critici nel mondo del lavoro italiano: “Innanzitutto, il primo articolo della Legge Biagi, nato per aumentare la quantità di capitale umano al lavoro e combattere la disoccupazione, è stato completamente trascurato, sia dalle leggi regionali, sia nelle contrattazioni sindacali di secondo livello. Esiste, in secondo luogo, un modo di valutare la qualità del lavoro troppo cristallizzata sugli aspetti di stabilità contrattuale: il lavoro è ritenuto buono se è stabile, anche se non soddisfa le aspettative del lavoratore e non ha alcuna relazione con il merito. Va superata la divisione tra lavoro dipendente e autonomo, perché va incentivata la crescita di competenze e non solo la verticalizzazione di carriera. Infine, vanno rimodellate la relazioni industriali, dove il diritto del lavoro non può più negare il valore del merito, ma deve diventare uno strumento dello sviluppo e della crescita. Le relazioni industriali devono diventare metodo di confronto costante per aumentare la partecipazione, e non devono più essere stampelle improprie della concertazione. L’obiettivo è realizzare più democrazia economica, ammortizzatori sociali più efficaci, investimenti in formazione continua, rimodellando le risorse degli Enti Bilaterali”.

Per premiare il merito ci vuole una metodologia. Sergio Galbiati, Presidente della Fondazione Mirror, ha proposto di definire criteri oggettivi e condivisi; declinare aspettative da parte delle persone e della società; definire riconoscimenti di risultato ai team e alle singole persone. “Solo in questo modo la meritocrazia può diventare un nuovo modello sociale per fare emergere e premiare i talenti, disporre di un filtro condiviso tra le parti sociali e le istituzioni per realizzare e misurare il cosiddetto bene comune”.

Roberto Campo, a nome delle segreterie regionali CGIL-CISL-UIL, ha preso spunto da Norberto Bobbio per dare un senso moderno all’idea stessa di collettivo “Il popolo è fatto di individui portatori di diritti e interessi personali. Purtroppo ci troviamo in un contesto nel quale mai come oggi dobbiamo constatare la contemporaneità dell’importanza del valore del capitale umano, con la diminuzione del valore del lavoro e la drammatica realtà dell’aumento degli incidenti sul lavoro. Abbiamo l’obbligo di cambiare queste condizioni al contorno. Il sindacato è pronto ad affrontare la sfida della meritocrazia e della valorizzazione anche individuale delle persone”.

Le conclusioni dell’importante seminario nazionale di studio sono state affidate all’Onorevole Arnaldo Mariotti, della Segreteria Tecnica del Ministero dello Sviluppo Economico: “Abbiamo bisogno di una società che sappia premiare il merito. È un nuovo diritto da rivendicare, a partire dal fatto che siano assicurate uguali opportunità, trasparenza dei percorsi e criteri oggettivi di misurazione”. Originale e molto vicino al senso delle parole di Sergio Galbiati, la definizione di merito che ha dato Mariotti: “Il merito è ciò che uno fa e che dà, non è quello che uno ha”.

Sono tra gli altri intervenuti, in apertura Fabrizio Famà, consigliere d’amministrazione della Fondazione Mirror, e durante il dibattito Luigi Di MarcoPresidente Federmanagement, che ha sottolineato l’ottimismo e il senso pratico dei dirigenti d’azienda italiani; Luigi Pieraccioni, Presidente ASFOR Associazione Italiana per la Formazione Manageriale che ha criticato l’inflazione di master nel nostro paese e ha proposto una più severa disciplina universitaria. Moderatore dell’incontro è stato Massimo Mascini, autorevole firma de il Sole-24Ore, esperto di lungo corso delle relazioni sindacali in Italia.

 

 

 

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