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HomeTutte le agenzieL'industrialeFino ad oggi solo promesse, i fatti portano il Paese allo sbaraglio: il deficit dell’Italia è i terzo nel mondo! La Regione Abruzzo assume i portaborse?

Fino ad oggi solo promesse, i fatti portano il Paese allo sbaraglio: il deficit dell’Italia è i terzo nel mondo! La Regione Abruzzo assume i portaborse?

di Modesto Lolli

Presidente Comitato Piccola industria

Confindustria L’Aquila

 

Nell’ultimo Consiglio Centrale dei  Presidenti  provinciali della Piccola  Industria dello scorso gennaio, il Presidente Nazionale, Giuseppe  Morandini, ha fatto un quadro generale delle priorità, sotto riportate in sintesi.

Contrattazione di secondo livello: la maggior parte delle piccole imprese non è culturalmente in grado di gestirlo, si deve poter contare su una struttura associativa preparata, bisogna inserirsi nel più ampio contesto delle relazioni sindacali, i cui metodi e regole vanno rivisitati; sicurezza: massima attenzione e rispetto della vita, del lavoro e dell’impresa, non solo della legge o dei controlli; straordinario: il prossimo passo è la defiscalizzazione per i dipendenti; part-time: andrebbe incentivato, con costi ridotti, soprattutto per il lavoro femminile; fondi pensione/Tfr: urge un’indagine per capire dove sono finiti i soldi e bisogna lavorare a strumenti di finanza innovativa, con quote di ritorno per le Pmi; education: la Piccola deve diventare la nuova classe dirigente e bisogna lavorare  sulla diffusione della cultura d’impresa anche attraverso i mass media; fondi interprofessionali di Confindustria per la formazione continua dei lavoratori (Fondimpresa): occorrerebbe più informazione, perché le piccole imprese accantonano decine di milioni di euro l’anno, ma a volte non sanno come usarli; semplificazione: ridurre tutta la mole di adempimenti inutili relativi alla privacy; fisco: rafforzare il Centro Studi Confindustria con una risorsa dedicata alla Piccola in modo da poter realizzare indagini tagliate a misura sulla quotidianità aziendale; rendite finanziarie: la tassazione va mantenuta al 12,50% per non penalizzare la distribuzione dei dividendi delle aziende famigliari; banche: è opportuno un attento monitoraggio dell’accesso al credito, soprattutto per le piccole; rappresentanza associativa: occorre puntare a una comunicazione che renda Confindustria riconoscibile rispetto alle altre associazioni di rappresentanza imprenditoriale e  superare la frammentazione della rappresentanza; innovazione e ricerca: particolare attenzione è riservata per il VII Programma Quadro UE che dà un ruolo fondamentale ai cluster di piccole e medie imprese ed è un modo per favorire l’aggregazione; internazionalizzazione: il 7% dell’export italiano è stato fatto proprio dai consorzi, Federexport, il gruppo di consorzi che negli anni ha ottenuto buoni risultati, è a disposizione.

Il documento della riunione per esteso è consultabile su: esiste un sito o una segreteria?

 

 

 

 

Troppi i problemi irrisolti, e poca la volontà di agire nell’interesse di tutti.

Siamo ormai avvezzi alla politica del non fare, che ci ha temprato in quasi venti anni ad ogni intemperie, piovuta giù da tutti i governi politici che si sono susseguiti, nessun colore escluso.

Solo nel triennio 2005-2007 non aver realizzato le infrastrutture necessarie nel campo della produzione e del risparmio energetico, dell’alta velocità delle ferrovie, dello smaltimento dei rifiuti e della rete stradale ed autostradale, è costato all’Italia più di 14 miliardi di euro: ed il conto rischia di salire a 250 miliardi entro il 2020!

Per non parlare del fisco, che pesa come un macigno sulle Imprese e sulle tasche dei lavoratori. Ormai è solo un taglieggiamento: non finanzia lo sviluppo sociale ma la moltiplicazione delle poltrone e degli stipendi della classe politica, sostiene i privilegi e la sperequazione, umiliando i cittadini che non riescono ad arrivare a fine mese, e grava sulle Piccole Imprese, che fanno fronte ad una pressione fiscale che varia dal 50 al 70%.

Fisco sempre in aumento per fare fronte ai costi della politica: compensi da nababbi, rimborsi elettorali ai partiti assicurati per 5 anni a prescindere da quanto “resiste” la legislatura; finanziamenti ai mass media,tanto per garantirne la libertà di pensiero; pensioni d’oro protette anche dal fatto che in Italia non c’è un tetto massimo per il loro ammontare, auto blu  a non finire, l’Italia ne ha solo 10 volte di più dell’America…

A proposito, mi piace cogliere l’occasione per additare l’ultima pensata del Consiglio della Regione Abruzzo: assumere tutto il personale politico, cioè i portaborse, in beffa al buco della sanità e al deficit al cui risanamento siamo chiamati annualmente. E pensare che l’Europa ha invitato l’Italia, quale detentrice del terzo debito pubblico più alto del mondo, ad accelerare il raggiungimento dell’equilibrio di bilancio…

Resta pure al palo il dramma di una burocrazia elefantiaca, che solo negli ultimi 6 anni – arco di tempo in cui da tutti i policy makers è pervenuto l’impegno a voler diminuire la spesa della P.A. –  è cresciuta di 4,3 punti percentuali. Punti ai quali bisogna aggiungere il costo delle giornate lavorative che gli imprenditori pagano per “fare fronte” a  permessi, autorizzazioni, nulla osta, fermo cantiere, ricorsi e quant’altro.

Inutile dire come diventino insormontabili i problemi di ordine nazionale quando si “contestualizzano” nel nostro territorio provinciale, che ha anche l’handicap di trovarsi in un’area priva di aeroporti e porti, e con infrastrutture importanti vecchie di oltre 100 anni.

L’unica cosa certa è che le imprese dell’aquilano, nonostante le grandissime difficoltà di cui sopra, ogni giorno riescono a stare sul mercato grazie ad una forte capacità di lavoro e di innovazione: l’accusa di scarsa competitività che spesso ci viene rivolta dal mondo politico è solo un éscamotage  per spostare su chi produce le responsabilità di chi dovrebbe progettare e programmare.

Come ricorda il nostro Presidente Morandini, “noi piccoli imprenditori dobbiamo continuare a essere quelli che non volano in alto, che non tracciano grandi scenari ma parlano il linguaggio diretto e concreto dell’azienda, traslandosi così nelle sedi decisionali del sistema e della politica”.

Mai come in questo momento il Paese, e soprattutto il nostro territorio, hanno bisogno di decisioni, fatti concreti, di persone di qualità che propongono esempi validi e irreprensibili, trasmettono positività e passione, ingenerino fiducia, serenità e speranza.

 

 

 

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