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Finanziaria 2007: rivoluzione permanente Cambiano le aliquote e gli scaglioni IRPEF, scompaiono no tax area e family area sostituite dalle detrazioni di imposta: un cavallo di ritorno

di NUNZIO BUZZI

 

Si ripete come ogni anno il rito della finanziaria.

Il governo ha presentato alla camera nei termini il disegno di legge C1746 (Denominato 1746 bis dopo lo stralcio di una serie di articoli disposi ai sensi dell’articolo 120 del regolamento della camera) ed il decreto legge collegato 3 ottobre 2006 n. 262 per le misure più urgenti.

Al lavoro di interpretazione ed agli adempimenti già gravosi contenuti nella manovrina d’estate si aggiunge il ben più pesante tomo della manovra vera e propria (217 articoli per 253 pagine).

Nel presente articolo, per evidenti ragioni di spazio, non sarà possibile approfondire compiutamente la manovra.

Sarà in ogni caso fornita una panoramica dei provvedimenti di maggiore impatto per le imprese e per i contribuenti in genere.

La novità sicuramente di impatto maggiore è la rimodulazione delle aliquote e degli scaglioni IRPEF e l’abolizione della no tax area e della family area sostituite dalle detrazioni di imposta, un cavallo di ritorno.

Questa la griglia delle aliquote e degli scaglioni:

 

Fino a 15.000 Euro 23%;

Oltre 15.000 Euro e fino a 28.000 Euro 27%;

Oltre 28.000 Euro e fino a 55.000 Euro 38%;

Oltre 55.000 e fino a 75.000 Euro 41%

Oltre 75.000 Euro 43%.

 

Dall’imposta lorda si detraggono i seguenti importi per carichi di famiglia:

 

Per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato:

1- Euro 800 per il coniuge diminuiti del prodotto tra 110 euro e l’importo corrispondente al rapporto fra reddito complessivo e 15.000 euro, se il reddito complessivo non supera 15.000 euro;

2- 690 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 40.000 euro;

3-  690 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 40.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispndente al rapporto tra l’importo di 80.000 euro diminuito del reddito complessivo e 40.000 euro;

800 Euro per ciascun figlio (900 in caso di figlio minore di tre anni). La detrazione si applica con il medesimo metodo di calcolo di cui al precedente punto sostituendo 95.000 a 80.000. Per ogni figlio successivo al primo l’importo di 95.000 è aumentato di 15.000 euro.

 

Ci sono infine le altre detrazioni che debbono essere calcolate secondo un complesso meccanismo che occupa oltre due pagine della finanziaria e che complica inutilmente i meccanismi di calcolo.

In particolare, la trasformazione della family area in detrazione dal reddito comporta automaticamente un innalzamento della base di calcolo delle addizionali regionali e comunali.

Rispetto a queste ultime, la finanziaria concede ai comuni la possibilità di incrementarle dello 0,8 per cento.

Viene inoltre introdotto l’acconto, nella misura del 30%, che dovrà essere calcolato dai datori di lavoro in forma rateale e che complicherà oltremodo il già astruso metodo di calcolo di questa imposta.

Saranno potenziati gli assegni familiari per un incremento di spesa massimo di un miliardo e 400 milioni attraverso un decreto del Ministro della famiglia di concerto con il Ministro del lavoro e del Ministro della solidarietà sociale.

Buone notizie per le azienda dal fronte IRAP.

Nell’ambito della riduzione del cuneo fiscale contributivo, l’articolo 18 della finanziaria contiene un alleggerimento dell’IRAP attraverso una doppia modalità.

Deduzione dall’imponibile IRAP di Euro 5.000,00 forfettari per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo di imposta. Gli Euro diventano 10.000,00 per il personale occupato in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Attenzione, l’aumento per le regioni del sud va calcolato in modo da rimanere nei limiti del de minimis di emanazione comunitaria (100.000,00 Euro massimi, in tre anni, di agevolazione fiscale incrementale).

Deduzione dalla base imponibile IRAP dei contributi previdenziali ed assistenziali per i dipendenti a carico del datore di lavoro.

Entrambe le deduzioni non sono cumulabili con altre agevolazioni .

L’entrata in vigore del provvedimento è comunque procrastinata nel tempo.

Per il 50% a decorrere dal mese di febbraio 2007 ed in misura intera a partire dal mese di luglio.

Fa da contraltare a questa disposizione l’aumento dello 0,30 dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti (il totale, comprensivo dei contributi a carico del datore di lavoro, passa dal 32,70% al 33%), l’incremento dei contributi per gli apprendisti (che passano al 10% dall’applicazione della marca settimanale), l’aumento notevole dei contributi per i collaboratori a progetto non iscritti ad altre forme previdenziali che passano dal 18,20% al 23,50% (compreso lo 0,50% per le prestazioni diverse; per gli altri iscritti alla gestione separata l’aliquota è stabilita al 16%), l’aumento al 19,50% dei contributi per commercianti ed artigiani.

Ma le brutte notizie non terminano qui.

Saranno rivisti gli studi di settore che verranno revisionati a regime ogni tre anni invece dei quattro attuali.

Gli stessi subiranno un inasprimento in modo da garantire un gettito addizionale di non meno di 3,2 miliardi di Euro e  saranno applicati ai contribuenti fino a 7,5 milioni di ricavi annui a fronte degli attuali 5.

Le sanzioni per coloro che ometteranno o riporteranno infedelmente i dati sulla base dei quali gli studi vengono calcolati sono state inasprite.

Come contrappasso per la sconfitta del governo in sede di Corte di Giustizia relativamente alla detraibilità dell’IVA per le autovetture, il decreto legge collegato alla finanziaria prevede che le spese relative a questi ultimi veicoli siano completamente indeducibili sia ai fini IRPEF che IRES che IRAP a fronte della deducibilità al 50% nei limiti di un valore dell’autovettura di Euro 18.076,00 che era prevista nella previdente normativa.

In assoluto dispregio delle norme stabilite dallo statuto del contribuente (ed anche del buon senso e del buon gusto) la disposizione ha effetto retroattivo e decorre dal primo gennaio 2006.

L’Articolo 47 del Decreto legge 262/2006 collegato alla finanziaria reintroduce l’imposta sulle successioni e le donazioni  “secondo le disposizioni del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni, di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, nel testo vigente alla data del 24 ottobre 2001, fatto salvo quanto previsto dai commi da 48 a 54”.  Sarà stabilita una franchigia di un milione di Euro, per ogni beneficiario, a favore del coniuge e dei parenti in linea retta.   

Come compensazione per la diminuzione dei trasferimenti che lo stato garantisce agli enti locali, questi potranno introdurre una tassa di scopo per finanziare opere pubbliche fino ad un importo del trenta per cento della spesa da finanziare. Era stata introdotta anche una tassa di soggiorno di cinque Euro al giorno ma durante la discussione parlamentare è stata cancellata dopo essere stata abbassata a due Euro per i piccoli centri.

Ultimo provvedimento che si segnala (avremo altre occasioni per ritornare sull’argomento finanziaria anche alla luce delle inevitabili modificazioni che saranno apportate in parlamento al disegno di legge di emanazione governativa) è il trasferimento del TFR in un fondo presso la tesoreria generale dello stato gestito dall’INPS.

Con effetto sui periodi di paga decorrenti dal primo gennaio 2007, relativamente alle imprese con più di 49 dipendenti, al fondo affluirà l’intero importo del trattamento di fine rapporto non destinato alle forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005 n. 252 (fondi pensione) .

Il contributo dovrà essere versato mensilmente dai datori di lavoro con modalità che verranno stabilite con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge finanziaria.

Condisce il tutto una serie di ticket sulle visite specialistiche ed ambulatoriali ed un “contributo di solidarietà” (una tassa) del tre per cento per un periodo di tre anni per le pensioni che superano 5.000,00 Euro mensili lordi.

Per gli approfondimenti, come sempre si rimanda alla legge ed alla relativa relazione di accompagnamento.

Si informa che nel momento in cui scriviamo la camera ha esaminato solamente i primi 15 articoli e si prevede con buona probabilità che il governo porrà la questione di fiducia presentando un emendamento che contiene l’intera finanziaria condensata in un articolo di circa mille commi!

 

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