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Fiat: la testa resterà italiana, il resto sono chiacchiere

La testa della Fiat “era e resterà italiana”: ne è convinto il segretario generale della Fismic,

 

 Roberto di Maulo, secondo il quale il resto sono “chiacchiere” e “bugie” seminate “dalla Cgil, dalla Fiom, dalla sinistra antagonistica e dai loro cantori nei mass media all’esclusivo scopo di attaccare la Fiat”.
”E’ un fatto – dice di Maulo a proposito delle preoccupazioni sul trasferimento della sede del Gruppo a Detroit una volta fatta la fusione con la Chrysler – che dal 7 marzo comincia il ciclo di assunzioni per oltre 5.000 lavoratori di Pomigliano e che nella nuova fabbrica si produrranno 300.000 vetture l’anno che finora sono assemblate in Polonia. E’ un fatto che a Mirafiori si produrranno 280.000 vetture all’anno, rilanciando lo storico marchio Alfa e producendo in Italia SUV americani (fatto storico mai accaduto prima). E’ un fatto che per questi ultimi e per le Alfa di Mirafiori la gran parte della componentistica arriverà non dagli USA, ma dal polo componentistico piemontese, con importanti risultati occupazionali”. Di Maulo sottolinea che domani i sindacati sono convocati per un ciclo di lavoro straordinario alla Sevel di Atessa e per l’assunzione di 150 operai, per produrre veicoli commerciali destinati in gran parte al mercato europeo.
“Questi sono fatti che dimostrano in modo inoppugnabile che la testa della Fiat era, è e sarà italiana – conclude – e che semmai nel futuro si procederà a successive integrazioni tra Italia, Usa e, probabilmente, Asia e America del Sud. Questi sono fatti concreti, il resto sono solo chiacchiere”.

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