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Federalismo: proposta addizionale Irpef e Irap con contributo statale

Il divario nell’importo del prelievo fiscale, tra centro-nord e Mezzogiorno, nel 2008 è pari al 41%; il divario tra il PIL pro capite, al 42%; il divario nella capacità del tributo di finanziare le spese locali, al 51%”.
L’impianto proposto, con i decreti delegati in discussione, non garantisce risorse finanziarie sufficienti a sostenere i livelli essenziali delle prestazioni (Lep);

 

 l’autonomia fiscale consentita riguarda pressoché esclusivamente l’addizionale Irpef, che non è distribuita in modo tendenzialmente uniforme; infine la copertura del fabbisogno extra Lep dovrebbe basarsi su due addizionali (Irpef e Irap) e su contributi condizionati allo sforzo fiscale finanziati dallo Stato. Queste le criticità manifestate nel corso dell’audizione dei rappresentanti della Svimez, il consigliere Federico Pica e il direttore Riccardo Padovani, davanti alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale che si è tenuta stamani a Roma a Palazzo San Macuto.
“La determinazione dei livelli essenziali si presenta precaria anche dove ci si riferisca alla sola assistenza sanitaria”, spiega lo Svimez. Secondo recenti elaborazioni dell’Istituto, il divario nell’importo del prelievo per contribuente, tra centro-nord e Mezzogiorno, nel 2008 è pari al 41%; il divario tra il PIL pro capite, al 42%; il divario nella capacità del tributo di finanziare le spese locali, al 51%”. Insomma, “il tributo non consente, sul territorio, una distribuzione del potere fiscale accettabile”, evidenziano Pica e Padovani.
Svimez propone, per coprire il fabbisogno eccedente i LEP, di istituire un’addizionale regionale Irpef e una Irap. A queste si dovrebbero aggiungere contributi condizionati riferiti allo sforzo fiscale “finanziati con risorse provenienti dal bilancio dello Stato, tali da compensare lo scarto tra il valore medio del gettito pro capite dei relativi tributi e il gettito della Regione di cui si tratta”.

 

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