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Federalismo: più tasse senza revisione tagli regionali

“L’aspetto più importante è che si riconosce che per attivare il federalismo fiscale occorre di fatto rivedere la manovra finanziaria che aveva tagliato in modo insostenibile le risorse alle Regioni per servizi e verso le imprese e i cittadini”:

 

 lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni e presidente dell’Emilia Romagna a Radio 24 il giorno dopo l’accordo Governo-Regioni sul federalismo fiscale regionale. “Dunque si dice: bisogna che si parta nel 2013 rivedendo quei tagli, diversamente è obiettivamente difficile poter pensare che il federalismo sia in grado di dare servizi e non aumentare le tasse”, prosegue Errani.
Sui 425 milioni garantiti al trasporto pubblico locale, Errani ha aggiunto: “E’ una difficile battaglia fatta dalle Regioni per recuperare una parte di quei tagli della manovra dell’estate scorsa che colpiva in modo pesantissimo il trasporto locale, ponendo un servizio già molto critico in una situazione ingestibile. E’ un fatto positivo avere reintegrato parte di questi fondi. Ma nel decreto c’é una parte più importante: dal 2012 si dovrà fiscalizzare il trasporto pubblico locale, onde evitare di rimanere sospesi alle manovre economiche per un servizio così fondamentale per i cittadini”. Errani però ha escluso la possibilità, per l’Emilia Romagna, di riportare fin da subito allo 0,9% l’Irpef regionale. “Noi abbiamo un’addizionale Irpef per sostenere il fondo per la non autosufficienza – ha detto Errani – la Regione spende più di 500 milioni in questo fondo, che nel 2011 in Italia è pari a zero e nel 2010 era per tutto il Paese di 400milioni. Stiamo parlando di un servizio essenziale per i cittadini perché non c’é famiglia che in modo diretto o indiretto non faccia i conti col problema della non autosufficienza”.

Federalismo: Anci chiede modifica decreto municipale
Un incontro urgente con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per chiedere l’adozione di un decreto correttivo e modificativo del decreto sul federalismo municipale, alla luce delle novità introdotte nel testo sul federalismo regionale. E’ la richiesta che il presidente ANCI Sergio Chiamparino ha rivolto oggi, in una lettera inviata al presidente Berlusconi ed ai ministri Tremonti, Maroni, Fitto e Calderoli.
Secondo il presidente ANCI, le novità sul fronte del federalismo regionale rappresentano “significative correzioni e integrazioni che modificano in modo sostanziale il testo del provvedimento, su cui l’ANCI ha espresso intesa in sede di Conferenza Unificata, e che determinano un netto cambiamento di posizione del Governo su questioni assai importanti”.
Questioni che riguardano, in primo luogo, la previsione secondo cui a decorrere 2012 nei confronti delle Regioni ordinarie non si tiene conto dei tagli ai trasferimenti previsti nel d.l. n.78/2010, la manovra del luglio scorso, sulla base di modalità concertate in un apposito tavolo, e che comunque ai fini della fiscalizzazione dei trasferimenti statali si considerano le risorse spettanti sulla base dell’esercizio finanziario 2010. “Riteniamo questo – scrive Chiamparino – un importante accoglimento che certamente rappresenta una chiara ed auspicata inversione di rotta da parte del Governo rispetto a quanto ha sin qui sostenuto, che l’ANCI considera positivamente, ritenendo allo stesso tempo assolutamente ovvio e obbligato per il Governo estendere medesima previsione anche ai Comuni, che è giusto ricordare rappresentano il livello di governo con i migliori indici finanziari e che ha contribuito maggiormente al contenimento della spesa pubblica”.
Chiamparino sottolinea inoltre che “il Governo ha mutato posizione circa la tipologia dei trasferimenti da fiscalizzare, inglobando anche i trasferimenti in conto capitale, non finanziati con indebitamento. E’ necessario estendere questa previsione ai Comuni – rileva in conclusione il Presidente ANCI – ricordando che questa tipologia di trasferimenti, la cui stima  è pari a circa 2 miliardi, è stata esclusa dalla quantificazione fatta dal Governo in sede di elaborazione del decreto legislativo n.23/2011, individuandone le relative entrate”.

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