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Federalismo: individuare risorse fiscalizzabili no a falsi trasferimenti

Quello nel decreto presentato dal Governo è un trasferimento camuffato.
“Riguarda innanzitutto Regioni e Province, ma riguarda, e non poco, anche i Comuni, il decreto la cui votazione nella Commissione parlamentare bicamerale

 

, è stata differita al prossimo 23 marzo”. E’ quanto afferma Tore Cherchi, Responsabile Finanza Locale dell’Anci. “A dire il vero – aggiunge – nel dibattito parlamentare appaiono piuttosto in ombra le ricadute sui Comuni. E’ auspicabile un recupero di attenzione perché sono necessarie, alcune corpose modifiche come già chiesto dall’Anci”.
Cherchi ricorda che “c’é un fronte unico con le Regioni, nel chiedere che il Governo attui l’accordo firmato con le stesse nel dicembre scorso: sono infatti in gioco le risorse per il trasporto pubblico locale, a partire dal 2011, e per altri servizi essenziali nei territori”.
“In considerazione di quell’accordo – spiega – l’Anci ha dato l’intesa su un decreto che stando allo stretto merito delle disposizioni di diretto interesse dei Comuni, è nettamente insoddisfacente. Il decreto regola infatti la fiscalizzazione dei trasferimenti dalle Regioni ai Comuni: si tratta di risorse che hanno origine nei bilanci regionali e nel bilancio dello Stato e che, via Regioni, arrivano ai Comuni anche per finanziare funzioni fondamentali. L’ammontare complessivo di questi trasferimenti verso i Comuni delle Regioni a statuto ordinario, vale oltre sei miliardi di euro su un totale di trasferimenti statali e regionali di 22 miliardi di euro”.
“Nel decreto – prosegue Cherchi – occorre introdurre una norma  che garantisca i Comuni sulla integrale fiscalizzazione dei trasferimenti regionali iscritti nei bilanci del 2010 e che affidi a un soggetto terzo, quale la Commissione tecnica Copaff, l’individuazione delle risorse fiscalizzabili. In assenza di simile norma, è assai probabile per non dire certo, che i Comuni subiranno un nuovo pesante taglio delle risorse proprie quando le Regioni faranno i propri bilanci. Deve inoltre trattarsi di fiscalizzazione vera e non di un trasferimento camuffato come risulta nel decreto presentato dal Governo”.
“In tema di perequazione – conclude – il Governo ha assunto l’impegno di stralciare l’articolo presente nel decreto, invero piuttosto confuso. Su una materia cruciale per la qualità della riforma, quale la perequazione, occorre un decreto specifico. Un’intesa fra Stato Regioni e Enti Locali su queste parti della riforma che riguardano tutti, è necessaria”.

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