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Federalismo, da subito stangata da Regioni e Province


Sbloccate le addizionali regionali con costi da 230 a 862 euro in più
Manovra anticipata: chi ha un reddito oltre 28 mila euro pagherà 862 euro in più nel 2015

Si appesantisce la stangata che il federalismo porterà nelle tasche degli italiani.

 

Previste nuove tasse anche sul rumore e sui Suv. Il nuovo testo sul fisco regionale e provinciale, contenuto nel parere del relatore di maggioranza al provvedimento, Massimo Corsaro (Pdl), scongela anche l’ultimo ostacolo rimasto sulla strada dell’aumento delle addizionali regionali: i governatori avranno mani libere fin da quest’anno. In sostanza quelle Regioni che non hanno sfruttato la possibilità di portare l’aliquota al tetto massimo dell’1,4 per cento adesso potranno farlo liberamente avendo a disposizione un anticipo di un anno rispetto alla precedente stesura del provvedimento che apriva le porte agli aumenti solo dal 2012.
Come è noto la corsa dei rincari non si fermerà qui: il decreto conferma la scalettatura delle possibilità di aumento delle aliquote che stabilisce il tetto del 2 per cento nel 2014 e del 3 per cento nel 2015. Secondo uno studio della Uil, se tutte le Regioni si avvalessero della possibilità di portare l’aliquota al 3 per cento nel 2015, l’aggravio sarebbe di 226 euro pro-capite (82,8 per cento) con punte che possono arrivare, per le fasce sopra i 28 mila euro, a 862 euro.
Lo scongelamento delle aliquote regionali fa il paio con quello delle addizionali comunali, contenuto nel contrastato decreto sul federalismo municipale: in base a questo testo già da quest’anno sono possibili gli aumenti delle addizionali comunali in quei municipi sotto lo 0,4 per cento (0,2 nel 2011 e 0,2 nel 2012). In totale, se tutti i Comuni facessero scattare i rincari, per il contribuente medio ci sarebbe un esborso di 94 euro (+63,9 per cento).
A difesa dei suoi provvedimenti ieri il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha tenuto a sottolineare il senso dell’intera operazione. “Non è un esercizio finanziario ma politico e di democrazia”, ha detto il ministro a Cernobbio ed ha aggiunto che il federalismo “non si fa solo sulle entrate ma anche sulle uscite” e ci “mette in linea con la morale pubblica”.
La partita delle tasse tuttavia non è finita. Il nuovo testo del decreto prevede che le Regioni potranno disporre anche delle imposte sulle “emissioni sonore degli aeromobili”, la cosidetta “tassa sul rumore”. Arriva anche la possibilità per le Province (così come previsto per i Comuni) di introdurre una tassa di scopo per la costruzione di opere pubbliche.
Tra i tributi propri delle Regioni rispunta anche la maxi tassa sui Suv che potrebbe essere applicata riscuotendo 8 euro su ogni kw eccedente i 130: sarà destinata a finanziare il trasporto pubblico locale. La misura potrebbe essere presentata lunedì nel nuovo testo che il ministro Roberto Calderoli si appresta a portare in Commissione e potrebbe essere già oggetto di valutazione nella Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che si riunirà il giorno successivo.
Il via libera al federalismo rimane infatti, per le Regioni, condizionato ai finanziamenti per il trasporto pubblico locale: se non verranno ripristinati i 420 milioni tagliati alle Regioni per il 2011, è possibile che queste trasformino il parere sul federalismo in “contrario”.

 

 

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