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Fare cultura attraverso l’impresa: mecenatismo o investimento? A.gens srl. Investire in cultura per lo sviluppo del territorio. In corsa verso i Distretti Culturali Evoluti

Fare della “cultura” la materia prima della propria mission aziendale, l’humus dello sviluppo aziendale e del territorio, attraverso la tecnica del fundraising: è questo lo scopo della A.gens srl, società nata nel 2004 a Sulmona con l’ambizione di monitorare i punti di forza dei borghi abruzzesi sotto il profilo culturale e della conoscenza. Gastronomia, ambiente, lingua, tradizioni sono, nell’attuale scenario post-industriale, al centro degli interessi aziendali e possono diventare uno strumento di crescita per le imprese in termini di visibilità piuttosto che di profitto, se vi si investe adeguatamente in vista della creazione di una creative class e di una rete di competenze, idee, saperi, interrelazioni ed esperienze, che differenziano un’area da qualunque altra, contribuendo alla valorizzazione del territorio.

Il concetto di sviluppo non è legato soltanto ai fattori tangibili (risorse economiche, beni architettonici, naturali ecc.), ma anche alla possibilità di mettere a frutto le risorse umane e culturali, i cosiddetti beni immateriali, investendo nei quali le piccolo-medie imprese  possono concorrere alla realizzazione di veri e propri “distretti culturali evoluti”. «Le imprese tradizionali hanno la possibilità – ci ha spiegato Rolando Panfili, operatore fundraiser dell’azienda – di destinare una parte dei propri fondi alla valorizzazione delle risorse locali, attuando un investimento che può accrescerne la visibilità e che permette loro di fondersi con la cultura del territorio. Per ottenere risultati di ordine economico e dotare di un valore aggiunto il lavoro aziendale devono, però, seguire tutto l’iter del processo, controllarlo e monitorarlo. È importante, in un momento in cui la cultura entra sempre più a far parte dei processi economici delle aziende, che queste non dirigano i propri sforzi solo nel procacciarsi profitti, ma anche nell’intessere una rete di relazioni con il territorio che le ospita. L’Abruzzo è, in questo senso, tanto ricco di storia e tradizioni, da costituire un bacino privilegiato per le imprese locali».

La A.gens mette a disposizione delle aziende gli strumenti necessari a reperire fondi e ad investirli in attività culturali, ma anche professionalità e amore per la propria regione, in vista della costruzione di quel “distretto culturale evoluto” in grado di creare sinergie tra impresa e comunità locale. Oggi sono proprio tali elementi intangibili, detti della Teoria delle “3T” (Tecnologia, Talento, Tolleranza, ai quali Panfili aggiunge un quarto, il Territorio), a dare competitività ad una regione: questo spiega perché molte economie poco sviluppate riescano ad offrire servizi e produrre beni più economici del sistema italiano, fortemente rallentato. La A.gens attualizza, dunque, in una regione reticente all’innovazione, una delle ultime tendenze dei modelli di sviluppo economico. Rassegne gastronomiche, spettacoli, convegni, apertura di musei, processi di riqualificazione urbana o dei borghi, insediamento di artisti: sono solo alcune delle attività svolte dalla A.gens che ha lavorato, ad esempio, con la Adria srl (azienda Etica e pro Territorio), il Sulmona Film Festival, il Rifugio della Rocca in Roccacalascio e Abbateggio. «Non è un ritorno al mecenatismo – ci ha detto Panfili -, ma è fundraising: “ricerca di consensi” e di fondi da dirottare nella cultura, attraverso il controllo di tutto il processo di investimento. Un mecenatismo che va oltre la donazione tout-court, in quanto A.gens vuole insegnare alle imprese ad investire in cultura e a relazionarsi con il territorio per ottenere risultati di ordine economico oltre che d’immagine. La cultura non è un limite, ma una leva di azione privilegiata».

 

 

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