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Facebook e Google minacciano lo sciopero del web

Sul web sta circolando una notizia, che se fosse confermata rappresenterebbe un punto di svolta nella storia di Internet. Come riporta il blog di Paolo Bottazzini, Google e gli altri, si vocifera che il 23 gennaio ci potrebbe essere il primo “sciopero della Rete” per protestare contro un disegno di legge presentato al Congresso americano che prevede di oscurare i siti che ospitano contenuti accusati di violare il diritto d’autore. Secondo la bozza normativa denominata SOPA (Stop Online Piracy Act) si perseguirebbe non solo il responsabile della violazione ma anche il dominio dei siti che ospitano i file incriminati. Un provvedimento che colpirebbe giganti come YouTube, Google, Facebook che di contenuti multimediali si cibano quotidianamente.

L’accusa – L’accusa mossa nei confronti dei colossi del web è quella di non aver vigilato abbastanza sui contenuti postati dagli utenti. Il precedente che i promotori della discussa bozza intendono sbandierare a loro favore è la causa intentata dalla Universal ad una cittadina americana accusata di violare il diritto d’autore. La donna infatti ha postato un video su Youtube in cui riprendeva il suo bambindo mentre in sottofondo arrivava dalla radio la canzone Let’s Go Crazy di Prince. Non lo avesse mai fatto. Ora deve difendersi in tribunale contro una major. Una sorta di sfida tra Davide e Golia internettiani.

Le reazioni del Web – Google, Amazon, Yahoo!, Facebook e altre società della Silicon Valley si sono associate in un’organizzazione che si chiama NetCoalition il cui scopo principale è fronteggiare l’attacco lanciato dalla SOPA. Secondo i colossi di Internet, se quella norma fosse approvata i loro imperi crollerebbero in poco tempo. Inoltre hanno reso noto che il controllo totale dei contenuti web è una mera utopia. Stando agli ultimi dati, ogni minuto su Youtube vengono inseriti video per un equivalente di 48 ore di proiezione mentre i dipendenti di Facebook dovrebbero leggere i 60 miliardi di post prodotti ogni giorno. Quindi il 23 gennaio, se lo sciopero fosse confermato, quello che si potrebbe trovare una volta aperta la pagina di Facebook o di Google sarà sempre la stessa pagina che annuncia lo sciopero del servizio.

 

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