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Fabio Spinosa Pingue su “Il Tempo” del 30-05-2007

Fabio Spinosa Pingue

In una società post, ultra industriale, il bene non è più materiale, ma è intangibile: è l’uomo. Prima l’uomo ha  vissuto per lavorare, ma la società del futuro è quella delle emozioni, della creatività, delle relazioni, della socializzazione, ed è lì che i nostri figli, invece, andranno a lavorare per vivere: il lavoro sarà l’espressione di sé, della propria personalità, della propria interiorità. Sarà un piacere, un andare a vivere.

Questo dicono gli studiosi, ed a questo va ricondotta la raccomandazione che Papa Benedetto XVI ha rivolto ai Giovani Imprenditori di Confindustria  che, capitanati da un sempre più sorprendente Matteo Colaninno, sono stati ricevuti  in udienza privata. “”E’ necessario che l’attività lavorativa – ha detto – torni a essere l’ambito nel quale l’uomo possa realizzare le proprie potenzialità ponendo a frutto capacità e ingegno personale, e dipende in gran parte da voi, imprenditori, creare le condizioni più favorevoli perché ciò accada”.

I Giovani di Confindustria, che da sempre rivendicano con forza la centralità e l’importanza dell’Uomo nell’economia ed impegnati a fortificare e realizzare i principi della responsabilità sociale dell’impresa, stanno sperimentando sulla propria pelle cosa significhi lavorare con emozione, con gioia, scontrandosi in questo anche con la logica un po’ fordista dei padri, restii qualche volta ad un passaggio generazionale vero, che faccia largo ad un nuovo per loro inconcepibile. Nelle società avanzate l’uomo è, oggi e sempre più nei prossimi anni, la chiave dello sviluppo economico, dell’innovazione, della capacità competitiva, sia a livello della singola azienda che di sistema-Paese.

 

Fabio Spinosa Pingue

Presidente

fabio@pingue.it

 

 

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