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Fabio Spinosa Pingue su “Il Tempo” del 28-03-2006

Fabio Spinosa Pingue

Cultura e cultura di impresa. Un binomio nuovo per il quale nella moderna accezione di “catena del valore” ci sono la capacità di innovazione, la tecnologica, il capovolgimento del rapporto quantità/qualità, la centralità delle risorse umane, un management partecipativo e la volontà di puntare forte sugli investimenti immateriali.

Questo è l’azienda di Fabio Spinosa Pingue, a capo della Pingue Group insieme ai fratelli Rocco, Germano e Pinco Pallo. Aglio rosso, un fiore all’occhiello per Sulmona nel mondo, produzione e lavorazione di tutta la filiera dell’agroalimentare e dell’allevamento, cathering e cestistica: dalla terra alla confezione, tutto. Ma da un paio di anni a questa parte, qualcosa si è aggiunto, cambiando faccia al modo in cui si è collocata l’azienda nel mercato e tra la gente: la rivitalizzazione del Caffè del Teatro di Sulmona, uno spazio culturale all’abbandono, tornato a vivere grazie alla nuova “intrapresa” culturale di Fabio.

E di questo bisogna dire, perché è un modo nuovo di fare e di comunicare l’impresa, laddove comunicare significa accaparrarle un pezzo di mercato.

Cultura intesa non solo nel modo tradizionale di espressione creativa di un artista, ma anche come “vissuto” quotidiano della missione aziendale: e se un’impresa si avvale di quella cultura artistica nel fare comunicazione della propria attività (vissuto, cultura aziendale), significa che le riconosce un valore aggiunto, una forza in più, meritevole anche di un investimento. Ciò facendo, dando vita a quello che oggi va sotto il nome di capitale simbolico.

Dunque, un modo nuovo di entrare nel mercato, che riconosce la necessità di far percepire il valore del prodotto o del servizio non più esclusivamente attraverso le qualità dello stesso, ma soprattutto attraverso il trasferimento di un “plus-valore identitario” nel fruitore. In breve, l’operazione va a rafforzare l’identità del fruitore – che si arricchisce, si riconosce o si accresce attraverso la partecipazione ad un episodio d’arte – rafforzando contestualmente l’identità dell’impresa (superamento della dimensione del bisogno a favore della dimensione dell’identità). Insomma, comunicazione come fattore primario – e non di un supporto – come bene in grado di contribuire all’eccellenza intellettuale e competitiva dell’impresa, alla costruzione di un “branding” che va al di la del marketing tradizionale.
Con l’acquisizione della gestione del Caffè del Teatro di Sulmona, Fabio realizza iniziative culturali a tutto tondo, deciso a valorizzare il patrimonio culturale della collettività, e stringendo con esso un rapporto che va ben oltre gli interventi convenzionali del tipo sponsorizzazione o mecenatismi vari. Insomma, ha abbracciato una strategia di comunicazione che lega direttamente l’identità stessa dell’impresa, o addirittura del prodotto finito, all’intervento culturale o alla cultura in generale. Un lavoro inventivo che si riconosce in un ben preciso filone, decisamente all’avanguardia, secondo il quale non si aderisce a programmi altrui, bensì si producono progetti ed eventi in proprio, quali soggetti attivi in grado di acquisire ed accrescere credito sociale… e, quindi, imprenditoriale. (mpi)

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