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Fabio Spinosa Pingue su “Il Tempo” del 22-03-2006

Fabio Spinosa Pingue

Quanti risparmi potrebbero capitalizzare lo Stato con  una semplice aggregazione di Comuni e Province? E invece, il continuo frazionamento, che vede nascere sempre più Comuni e Province, sembra un fenomeno inarrestabile, del quale nessuno percepisce la gravità, nonostante il nostro sia un Paese piccolo, che non solo per governare non ha necessità di decentrare i vari poteri ma che, soprattutto, non può permettersi il lusso di frazionare la propria economia.

Qualcuno si è chiesto quanto costa in termini finanziari, di ambizione politica e di potere? E quanto in termini di nuovi consigli di amministrazione, segretariati, presidenze e consulenze varie, sedi, palazzi, uffici, autisti, attrezzature, uscieri ecc.? E chi pagherà tutto questo?

Dobbiamo tirare la cinghia, tanto da stare a ragionare di tagliare su anziani e sanità, eppure affrontiamo un dispendio enorme, di forze e di finanze, per tenere in piedi la miriade di enti “doppioni” che in ogni Comune o Province vengono ricostituiti (Camere di Commercio, uffici giudiziari…) . 

Non sarà piuttosto che questa esplosione autonomista trova il favore di tutti perché è un altro bacino di voti del quale chi vive di politica può avvalersi? Si sa che il nostro Paese ha una amministrazione elefantiaca proprio per il valore elettorale che essa rappresenta… Dobbiamo dire basta, la politica si deve fare sui programmi, non a spese dello stato, che paga a vita l’assunzione di chi “ha votato”. Come scrive Tognana, la Germania vuole diminuire il numero di Länder: e pensare che sono già di gran lunga inferiori alle nostre Regioni!

Proprio così, ma tant’è.

 

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