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Ezio Rainaldi: pensiamo alle imprese ferme invece di fare “interessi” politici

«La categoria degli imprenditori, in questa città, non è tutelata. Licenze per nuovi insediamenti risultano bloccate per problemi burocratici. Non si parla più di zona franca, né di altri strumenti agevolativi». Duro affondo del consigliere di Confindustria, Ezio Rainaldi,

 

 anche in relazione alla vicenda legata al trasferimento a Milano di un investimento della All in one. Critiche al Comune, a tal proposito arrivano da Carla Mannetti (Pdl).  Dopo l’annuncio della società All in One, che trasferirà a Milano l’investimento di 4 milioni di euro previsto sull’Aquila per l’ampliamento dell’attività – progetto bocciato dal Comune – a parlare di eccessiva burocrazia è Rainaldi, imprenditore e rappresentante dell’Unione provinciale industriali. «L’esempio del gruppo Spee è eclatante», dice «la dimostrazione di come, nonostante la situazione di grave crisi, la nostra categoria non abbia alcun paracadute. È ora di dire basta ai convegni e alle dichiarazioni poco utili allo sviluppo delle attività, ma solo funzionali a sterili polemiche politiche. Mi riferisco, ad esempio, alla dirigenza di Confindustria, che è intervenuta sul commissariamento. Dobbiamo evitare questi argomenti», sottolinea Rainaldi, in evidente dissenso con la linea di Confindustria, «ma affrontare, insieme alla politica, i problemi che ci riguardano da vicino». Una polemica interna all’associazione di categoria, che sfocia in aperta denuncia. Sotto accusa il lassismo degli imprenditori e le lungaggini burocratiche della politica. «All’Aquila ci sono decine di licenze bloccate a causa della burocrazia», incalza Rainaldi, che cita il caso personale: «sono in attesa da ottobre scorso del rilascio dell’autorizzazione per un ampliamento a Bazzano. Perdere nuovi insediamenti equivale a dare lo scacco matto all’imprenditoria. Il nostro obiettivo deve essere quello di entrare nel merito delle difficoltà che frenano lo sviluppo. Nessuno parla più di zona franca, né si sta premendo per ottenere questo e altri strumenti di agevolazione. Le imprese locali necessitano di sostegni concreti contro la burocrazia che frena lo sviluppo».
CARLA MANNETTI (PDL). Una vicenda che deve far riflettere, quella della All in one, secondo Carla Mannetti, presidente del circolo Progetto L’Aquila per il Pdl che punta il dito sul Comune invitando Cialente a non ritirare le dimissioni. «Le parole pronunciate di Luciano Ardingo (presidente del gruppo Spee ndr) sono l’amara testimonianza di come in questa città oramai si naviga a vista», spiega. «Il presidente della società ha tristemente denunciato il totale disinteresse dell’Amministrazione comunale nei confronti di una politica industriale di rilancio del territorio. L’attuale amministrazione deve prendere atto di quanto sta accadendo ed andare a casa. Ad oggi», aggiunge, «nessuno si è preoccupato di tutelare e programmare il futuro del tessuto economico aquilano di piccoli e medi imprenditori, dei professionisti, degli artigiani non c è strategia, si naviga a vista. Inoltre, si decide di chiudere le porte a chi decide di investire nel territorio e creare nuovi posti di lavoro».  SUAP. In difesa dell’amministrazione comunale interviene il dirigente Luciano Nardis, il quale ha ricordato che una conferenza dei servizi, volta a cercare una soluzione al problema, era già stata fissata per il giorno 30 marzo.  «Siamo dalla parte delle imprese», ha spiegato, «Il lotto per l’ampliamento dell’attività ricade nel nucleo industriale di Pile e, pertanto, a seguito della presentazione della domanda, abbiamo chiesto allo stesso Consorzio l’approvazione del progetto ai fini dell’insediabilità dell attività di Beni e servizi. Nonostante il lasso di tempo trascorso e la partecipazione diretta dello studio di progettazione, incaricato di curare i rapporti delle fasi procedimentali, il Consorzio per il Nucleo Industriale non ha fatto pervenire allo Suap alcuna determinazione in merito. A questa empasse si è aggiunto il provvedimento negativo del servizio comunale Urbanistica, poiché nelle zone industriali non è ammesso un fabbricato per tale destinazione». L’incontro è previsto per mercoledì 30 alle 12 negli uffici di via Colagrande

 

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