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Europa, trasporti: Lufthansa in rosso licenzia 3500 lavoratori

Crisi da profondo rosso per il numero uno europeo del trasporto aereo civile. Lufthansa, la compagnia di bandiera tedesca, ha annunciato perdite per 381 milioni di euro nel primo trimestre di quest’anno. E’una cifra di molto superiore ai 169 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno scorso. Per evitare il peggio, il gigante dell’aria tedesco si prepara a una ‘cura da cavallo’ senza precedenti. Dovrà tagliare almeno 3500 posti di lavoro, e probabilmente cedere parte degli aeromobili per il corto e medio raggio (essenzialmente quindi diverse rotte europee) a una controllata low cost. L’obiettivo, hanno detto l’ad Christoph Franz e i responsabili finanziari dell’aerolinea, è di risparmiare a ogni costo almeno 1,5 miliardi di euro di qui alla fine del 2014.
    
Gli aumenti dei prodotti petroliferi, e le tasse tedesche sui carburanti, hanno avuto secondo Lufthansa una parte determinante nel deterioramento della situazione. Ma non è solo questo: la concorrenza sempre più efficace delle linee low cost, da Easyjet, Ryanair ad altre, e nel campo del servizio aereo di alta qualità la concorrenza delle compagnie in crescita degli Emirati (Emirates, Qatar Airways, Etihad, Gulf Air) hanno esasperato le difficoltà del colosso tedesco. Il margine di utile operativo di Lufthansa l’anno scorso è stato di appena il 3,4 per cento contro il 9,9 per cento di Emirates e il 14 per cento di Ryanair. La nuova linea aerea low cost verrà creata se i tagli al personale e la rinuncia a rotte non redditizie non basteranno, e  potrebbe chiamarsi ‘direct4U’, cioè “direttamente per voi”, ed essere creata con gli aerei esistenti. Tentativo che finora non ha mai funzionato, quello di creare una low cost come dipendenza di una linea aerea ‘istituzionale’. 

In Germania si temono anche tensioni sociali per i tagli all’occupazione: dei 3500 ‘esuberi’ almeno 1500 potrebbero essere all’aeroporto di Francoforte, primo hub tedesco e secondo in Europa dopo Londra-Heathrow. 

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