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Europa. Lavoro e disuguaglianze di genere: da lunedì le donne lavorano gratis. Il gap di retribuzione con gli uomini vale due mesi di stipendio

Dal prossimo lunedì le donne europee andranno a lavorare gratis, mentre i loro mariti, i loro amici, insomma tutti gli uomini saranno regolarmente retribuiti. Non è una legge strampalata o una provocazione, ma la cruda realtà dei numeri sugli stipendi e sulle differenze di trattamento economico tra maschi e femmine. In pratica, dal 2 novembre le lavoratrici europee smetteranno di essere pagate, mentre i loro colleghi uomini continueranno a ricevere stipendi fino al 31 dicembre: è così che la Commissione Ue quantifica il ‘gender gap’ a livello di stipendi in Europa, e ha così deciso di celebrare l'”Equal Pay Day” proprio il 2 novembre.

Lo stipendio orario medio delle europee è il 16,3% più basso di quello degli europei, quindi le donne lavorano gratis 59 giorni all’anno. Per l’Italia il ‘gap’ di salario è molto più basso della media europea, fermandosi al 7,3%. “La differenza di stipendi è già ingiusta, ingiustificata e inaccettabile e nel lungo termine si trasforma in un gap pensionistico ancora più significativo, con le pensionate che prendono il 39% in meno degli uomini”, spiegano i commissari Thyssen (Lavoro) e Jourova (Giustizia). Rispetto al 2006, c’è stato solo un piccolo miglioramento, visto che si era al 17,7%.
Nella sua pubblicazione sul tema, la Ue mette in fila una serie di numeri che mostrano quanto sia urgente e ‘ingiusto’ il quadro: le donne guadagnano 84 centesimi ogni euro incassato dagli uomini, con un gap crescente con l’età: ad esempio, in Finlandia, si passa dal 6,3% per le under 25 a oltre il 25% per le over 64. Si smontano anche le possibili critiche: innanzitutto non si può dire che il minor stipendio sia legato al maggior ricorso al part-time, visto che si parla di paga oraria, e non è neanche vero che le donne svolgono in media lavori meno qualificati. Il gap c’è anche agli inquadramenti più alti. Certo, è vero anche che scalare la piramide delle professioni è difficile per una donna: tra gli ad meno del 3% sono donne. Ancora, altri dettagli: le donne spendono più tempo in attività non retribuite (cure della casa e dei figli), tanto che il loro borsino è di 26 ore alla settimana contro le 9 ore degli uomini. Per le donne, inoltre, c’è molta più probabilità di avere carriere a intermittenza, con impatto su assegni e schemi pensionistici.

Secondo il sondaggio Eurobarometro pubblicato oggi, un europeo su tre ritiene che, tra le ineguaglianze uomo-donna, quella sugli stipendi sia la prima da affrontare con urgenza. A seguire, la lotta ai preconcetti sull’immagine e sui ruoli di uomini e donne e quindi l’esplosione della violenza verso le donne.

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