Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieEuropa: la Presidenza del Consiglio e il Gruppo Bilderberg

Europa: la Presidenza del Consiglio e il Gruppo Bilderberg

 Il presidente del Consiglio Europeo è Herman Achille Van Rompuy. Chi è? E il leader 500 milioni di persone, pagato più del presidente Obama. La decisione di nominarlo presidente della Nuova Unione Europea è stata presa la sera del 12 novembre,

cena a porte chiuse, nel Castello di Hertoginnedal, alle porte di Bruxelles. A organizzare la cena, cui ha parteciapto lo stesso Van Rompuy, il Gruppo Bilderberg, “parente” di Goldman Sachs: il più potente, riservato e discusso organo decisionale privato del mondo che dal 1954 riunisce i vertici politici, finanziari, industriali, militari…

Era presente, ovvio, Henry Kissinger. Van Rompuy è stato presentato e garantito dal visconte Etienne Davignon, uno dei fondatori del Bilderberg, potente e discretissima figura del potere a Bruxelles, che è stato vice-commissario europeo negli anni ’80.
Van Rompuy, nonostante il suo apparente basso profilo, come da molti è stato detto, è da tempo un frequentatore sia del Bilderberg Club che della Commissione Trilaterale (www.fattisentire.it del 24 novembre 2009)

La carica è permanente, il che significa che non esiste modo, di destituirlo.

QUESTO IL VIDEO http://www.google.it/url?url=http://www.youtube.com/watch?v=oYk1bG0OTeU&rct=j&sa=X&ei=xn29TrnMJdGyhAe927y0BA&ved=0CCEQuAIwAA&q=+Herman+Achille+Van+Rompuy+E+LA+CENA+DEL+12+NOVEMBRE&usg=AFQjCNFG1IBdrNNL0-PC_F7tTrO6YmAp6A

OPPURE
 
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=oYk1bG0OTeU

da http://chemtrail.dyndns.org 21 novembre 2009

Herman Van Rompuy, Presidente permanete della nuova Unione europea Designato a una cena segreta del Bilderberg tenutasi il 12 novembre 2009 nel Castello di Hertoginnedal, alle porte di Bruxelles. La decisione di nominare presidente permanete della nuova Unione europea disegnata dal Trattato di Lisbona il premier belga Herman Van Rompuy – membro del partito dei Cristiani Democratici Fiamminghi e appassionato di poesia giapponese – è stata presa la sera del 12 novembre in una cena a porte chiuse nel Castello di Hertoginnedal, alle porte di Bruxelles.A organizzare la cena, cui ha parteciapto lo stesso Van Rompuy, il famoso Bilderberg Club: il più potente, riservato e discusso organo decisionale privato del mondo che dal 1954 riunisce i vertici politici, finanziari, industriali, militari e mediatici dei paesi occidentali.Secondo la indiscrezioni apparse sulla stampa belga, in particolare sul quotidiano De Tijd (poi riprese anche dal Times di Londra), durante la cena il futuro presidente europeo ha dichiarato che una volta in carica si sarebbe fatto promotore di una tassa europea.Proprio nel Castello di Hertoginnedal, di proprietà della famiglia reale belga e in passato sede di un antico priorato religioso femminile, nel 1956 si tennero i primi negoziati per la creazione della Cee e dell’Euratom, embrioni dell’odierna Unione europea. Van Rompuy, nonostante il suo apparente basso profilo, è da tempo un frequentatore sia del Bilderberg Club che della Commissione Trilaterale, altro potente organismo sovranazionale fondato e presieduto da David Rockefeller.L’Europa del nuovo TRATTATO DI LISBONA avrà dunque il volto del belga Herman Van Rompuy, nuovo Mister Europa, presidente stabile dell’Ue, e della baronessa inglese Catherine Ashton, Lady Pesc, cioè ministro degli Esteri. Nomine varate ieri sera all’unanimità dal Consiglio europeo. Massimo D’Alema, fino a ieri candidato ufficiale del Pse e del gruppo progressista di Strasburgo, è stato stoppato dal premier britannico Gordon Brown (che ha preteso la poltrona di ministro degli Esteri dopo la bocciatura di Tony Blair alla presidenza) e dalla mediazione di Angela Merkel, che ha costruito un compromesso tra i governi dei Paesi più grandi sullo schema popolari-socialisti di ripartizione degli incarichi. La riunione degli otto premier socialisti, che ha preceduto nel pomeriggio il Consiglio, ha di fatto ratificato l’intesa già maturata in sede intergovernativa. E con i neonominati si è congratulato Barack Obama, ricordando che gli Usa vedono nella Ue il partner «più forte per far progredire la sicurezza e la prosperità nel mondo».Pur nella delusione D’Alema ha fatto gli auguri agli eletti, aggiungendo che «è stato un onore essere candidato per un incarico così prestigioso in un momento così importante per l’Europa». Berlusconi ha votato a favore del nuovo tandem di vertice dell’Ue, ma ha lasciato la sede del Consiglio senza dichiarare nulla. E senza sorrisi. Poco prima che la riunione si concludesse, Martin Schultz, capogruppo dei socialisti e democratici in Europa, gli aveva portato un duro affondo: la candidatura di D’Alema è caduta anche per «il non fattivo attivismo del governo italiano». La delusione di Bersani e Casini si è scaricata invece sui nomi, non di primissimo piano, dei prescelti. «Sono nomine di basso profilo ha detto il leader del Pd e la partenza non è buona per l’Europa». «È un gioco al ribasso ha aggiunto Casini la Ashton è una brava persona, ma priva di esperienza internazionale». «Il basso profilo è quello di Schulz» ha replicato Fabrizio Cicchitto. Intanto da New York è arrivata la battuta fulminante dell’ex presidente della Commissione Romano Prodi: «Ashton? Chi è? Non lo conosco».Nella conferenza stampa finale Gordon Brown si è presentato da vincitore: «Attenti, non sottovalutate Catherine». Il premier britannico è stato certamente il protagonista di questa lunga trattativa. Ha messo sul tavolo il nome di Blair, sgradito agli europeisti. Poi ha imposto il «secondo colpo» inglese: anche se nel resto d’Europa molti chiedevano che nessuna delle due cariche fosse assegnata a Paesi che non fanno parte dell’Euro, né del trattato di Schengen. La grande regista dell’accordo risponde comunque al nome di Angela Merkel. Che, facendo sponda con Nicolas Sarkozy, ha imposto il nome di Van Rompuy tra le sei-sette candidature della famiglia popolare. E poi, con Brown e Zapatero, ha anche trovato la soluzione in casa socialista.La scelta della Ashton, cioè di una donna, era reclamata con forza dalla ”lobby rosa“. Le nomine di ieri sono state completate dal nuovo segretario generale del Consiglio: il francese Pierre De Boissieu. Il premier svedese Fridrik Reinfeldt, presidente di turno, ha parlato di «momento storico per l’Europa». Se le critiche sulla statura di Van Rompuy e della Ashton erano prevedibili, almeno la riunione di ieri si è conclusa senza tormenti notturni e all’unanimità. di Claudio Sardo Il MessaggeroMinistro degli Esteri UE. Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza: così il Trattato di Lisbona definisce il ministro degli Esteri Ue. Un nome nuovo per una inedita figura istituzionale, che ha anche compiti di raccordo tra il Consiglio dei capi di Stato e di governo e la Commissione di Bruxelles. Nel Consiglio l’Alto Rappresentante assume le funzioni operative di ministro degli Esteri, nella Commissione ricopre la carica di Vicepresidente e commissario responsabile per le relazioni esterne.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi