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Europa. Bce prepara pacchetto misure per giugno, verso taglio dei tassi

La Bce sta preparando un pacchetto di misure di politica monetaria, in vista del prossimo vertice di giugno, che include anche tagli ai suoi principali tassi di interesse e stimoli per le piccole e medie imprese. Lo rivelano fonti vicine all’istituto di Francoforte, secondo le quali il tasso sui depositi potrebbe diventare, per la prima volta, negativo. Difficilmente verra’ invece varato un piano per l’acquisto di bond e dunque non sono previste misure di quantitative easing. Il taglio dei tassi, assicurano le fonti, e’ praticamente “cosa fatta. Per la prima volta – aggiungono – i tassi sui depositi diventeranno negativi”. La mossa, spiegano, dovrebbe servire a contenere il rafforzamento dell’euro. Secondo le fonti il taglio dei tassi dovrebbe essere di 10-20 punti base per tutti e tre i tassi. Attualmente il ‘repo’ il tasso di rifinanziamento e’ al minimo storico dello 0,25% e quello sui depositi e’ a livello zero. La settimana scorsa Mario Draghi non ha escluso iniziative di politica monetaria a giugno, senza pero’ entrare nel dettaglio delle possibili mosse. L’Eurotower e’ preoccupata per il prolungato periodo di bassa inflazione e intende agire anche contro il caro euro che sfavorisce l’export. Questo timore riflette una piu’ generale preoccupazione per la situazione delle piccole e medie imprese, penalizzate dalla stretta del credito. Le fonti confermano che Francoforte sta studiando misure di stimolo che favoriscano la concessione dei prestiti alle piccole e medie imprese, non considerando particolarmente efficace da questo punto di vista l’ulteriore taglio dei tassi di interesse. L’ipotesi piu’ attendibile e’ l’avvio di un nuovo Ltro, le operazioni di rifinanziamento a lungo termine (prestiti a tre anni a tassi agevolati). Finora la Bce ha varato due Ltro, nel 2011 e nel 2012, per un totale di mille miliardi euro, rispetto ai quali aveva accelerato le operazioni di rimborso da parte delle banche. Il nuovo Ltro dovrebbe essere congegnato in modo da favorire le piccole e medie imprese. “Tre anni – spiegano le fonti – sono il minimo se vogliamo che abbia un impatto sulle imprese medio piccole”. L’altra misura in cantiere e’ l’allentamento delle regole su alcune cartolarizzazioni e in particolare sugli Abs (Asset-backed securities), i titoli cartolarizzati garantiti da prestiti e mutui che la Bce accetta dalle banche. Questi titoli, secondo la Bce, se appropriatamente strutturati e regolati possono essere fonti di finanziamento complementari per l’economia reale e le piccole imprese. In pratica la Bce ritiene che gli Abs, considerati una delle cause della recente crisi finanziaria, se regolati e rilanciati, in Europa hanno le potenzialita’ per migliorare l’efficienza delle risorse allocative nell’economia e migliorano la condivisione del rischio, trasformando asset relativamente illiquidi in cartolarizzazioni piu’ liquide.

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