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Europa, Amsterdam smart city: prima città ad emissioni zero

Amsterdam è una città viva e dinamica, dove molte persone vivono, studiano, lavorano e si spostano prevalentemente in bicicletta. L’attrazione, non solo turistica che la città olandese suscita in numerosi viaggiatori rende la politica ambientale un fattore di primo piano per la salvaguardia della città.
Il sogno di una città sostenibile dal punto di vista ambientale è il sogno di chi ama la natura e ritiene che una città vivibile per ognuno sia una città vivibile per l’intera comunità che la abita.
In questo momento in Olanda è in corso un progetto chiamato Amsterdam Smart City che aspira a trasformare Amsterdam nella prima città europea ad emissioni zero.
L’obiettivo è quello di rendere Amsterdam prima in classifica in tema di efficienza energetica entro il 2015.
La Venezia del Nord potrebbe diventare la prima città completamente ecosostenibile.
Il progetto che coinvolgerà la città olandese prevede l’utilizzo integrato delle tecnologie smart grid e di veicoli elettrici, su strada e lungo i canali. A questo proposito le imbarcazioni avranno a disposizione ben 73 stazioni di ricarica elettrica nei canali di Amsterdam.
Ma vediamo in concreto quali sono le politiche ambientali in tema di risparmio energetico, smaltimento rifiuti,energie rinnovabili, mobilità e trasporti, riciclo e riuso.
Politiche ambientali
Ogni quattro anni il comune di Amsterdam elabora un nuovo programma di politica ambientale per stare al passo con i tempi. Nell’ultimo documento sono stati definiti gli obiettivi per rendere Amsterdam una città sostenibile e “pulita”. Per monitorare costantemente il livello di inquinamento presente nell’atmosfera, sono impiegati 30 “ufficiali di polizia ambientale”, 10.000 biciclette e 100 barche.
La città diventa così uno spazio tutto da reinventare in chiara prospettiva sostenibile e in pieno rispetto dell’ambiente e del cittadino, con multe salate per chi non rispetta le regole.
Il progetto Volgermeerpolder, (un’area a nord di Amsterdam per decenni sfruttata e inquinata alla stregua di una discarica) si muove in questa direzione. Gli agenti inquinanti sono isolati dall’ambiente cittadino. I rifiuti sono coperti con strati di suolo a loro volta protetti da una membrana impermeabile. “Sopra questa struttura si realizza un sistema di bacini di acqua piovana di profondità, i cui argini vegetali diventano l’occasione per creare nuovi spazi di fruizione pubblica”.
Energie rinnovabili e controllo delle emissioni di CO2.
Come è noto i mulini a vento rappresentano una delle immagini evocative per eccellenza dei Paesi Bassi, e non è un caso che proprio l’energia eolica trova in Olanda un’applicazione pratica: basti pensare che il 3,4% dell’intera elettricità prodotta in UE è fornita dall’eolico olandese.
Rispetto alle emissioni di CO2, la capitale del paese dei tulipani, punta per il 2025 ad emissioni minori del 40% rispetto al 1990, anche attraverso programmi di risparmio energetico. In Olanda, in particolare ad Amsterdam, sorgono alcuni fra i più grandi inceneritori d’Europa per produrre energia (dai mezzi per il trasporto all’illuminazione pubblica).
La politica – oltre a porsi l’obiettivo di ridurre il conferimento in discarica di rifiuti recuperabili – sta incominciando a seguire la strategia di bruciare sempre meno rifiuti, favorendo altresì la prevenzione, il riciclo e il riuso (ad esempio mediante incentivi, come cauzioni e riconsegna presso i centri commerciali sul riutilizzo delle bottiglie di vetro e di plastica).
Smaltimento dei rifiuti
Il comune di Amsterdam pubblica annualmente “La Guida del riciclaggio” un documento che propone ai cittadini della “Venezia del Nord” informazioni su riciclo, riutilizzo, bio-speco e riparazione di elettrodomestici a uso domestico.
La raccolta giornaliera dei rifiuti attua metodi quali l’uso di container interrati o seminterrati 7/7 giorni e 24/24 ore, che emergono solo all’arrivo dei camion raccoglitori, per essere svuotati e sostituiti. Ciò che resta in termini di spazzatura, intorno alle 300.000 tonnellate all’anno, dal 1993 viene incenerito nella zona ultramoderna di Westpoort.
L’olanda è stata uno dei primi paesi a introdurre per limitarne l’uso il pagamento dei sacchetti di plastica, e il riciclo dei rifiuti elettronici. Se i mulini a vento caratterizzano i Paesi Bassi, l’acqua fa da sfondo alla capitale, nei canali 80.000 m3 di limo vengono annualmente dragati per permettere la navigazione e 8.000 m3 di rifiuti sono rimossi.
Trasporti, mobilità e bike sharing
I problemi di parcheggio, il complicato sistema di strade a senso unico, le strette vie e le biciclette colorate di bianco del movimento contro culturale Provo, della metà degli anni ’60, anticiparono le battaglie per l’ecologia e per un consumo critico e fecero Amsterdam una delle capitali del bike sharing.
Oltre 400 km (250 a doppia corsia e 150 a unica) di percorsi dedicati, sono a disposizione di circa 600.000 bici, che è possibile noleggiare. Una fitta rete di rastrelliere e parcheggi, più ampi, in prossimità delle stazioni e  delle fermate di bus e tram, creano nodi di interscambio modale nell’ottica di una mobilità sostenibile, come i 120 pedalò messi a disposizione per godere dei canali in maniera rispettosa dell’ambiente.

Fonte: nonsoloeco.com

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