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Europa, allarme FMI: in Italia e Spagna credito imprese ko

Allarme credito per l’Italia: si sta contraendo velocemente, soprattutto per le piccole e medie imprese. Questo mentre l’Azienda Italia fatica anche sotto il peso di un indebitamento accumulato prima della crisi e che puo’ costringere a dismissioni. E’ questa la fotografia dei problemi del Paese scattata dal Global Financial Stability Report pubblicato dal Fondo Monetario Internazionale.
Il Fondo ha anche parole di apprezzamento per i passi avanti compiuti: “Abbiamo un’analisi in corso sull’Italia, ma possiamo dire che il sistema bancario italiano ha un livello di capitalizzazione adeguato, ha detto Jose Vinals, nel presentare il GSFR. Vinals ha sottolineato che “quando effettuiamo stress test per giudicare come le banche si comportano davanti a condizioni particolarmente avverse, nell’insieme gli istituti italiani hanno capitali sufficienti per sopportare severe bufere”. Il financial counsellor aggiune che tuttavia “e’ molto importante, in considerazione del fatto che il rischio cruciale per l’Italia e’ lo stato dell’economia, per le autorita’ italiane continuare la spinta a favore delle riforme”, in modo di generare “fiducia economica”. L’Italia “ha fatto un buon lavoro e deve continuare”.

Il GSFR accende tuttavia i riflettori anzitutto sui rischi di stabilita’ finanziaria nell’Eurozona, come gia’ aveva fatto il World Economic Outlook dell’Fmi per quanto riguarda la crescita mondiale. Nell’Eurozona – afferma il rapporto intitolato Old Risk, New Challanges, vecchi rischi, nuove sfide – la situazione resta “fragile”, come dimostrato dalla recente volatilità sui mercati in seguito alla crisi di Cipro e anche alle elezioni italiane. “I vecchi rischi sono soprattutto quelli dell’area Euro, che devono ancora essere risolti _ dice Vinals – Il credito ancora non scorre verso l’economia reale, soprattutto nella periferia. Il settore Corporate ha inoltre un eccesso di debito creato prima delle crisi”.
La periferia comprende esplicitamente l’Italia. “La concessione di prestiti al settore delle piccole e medie imprese in Italia e Spagna si sta contraendo rapidamente”, denuncia il Fondo. Il rapporto continua affermando che nei paesi della zona Euro “mentre la domanda e’ limitata dall’aumento dell’incertezza sulle prospettive macroeconomiche e dal peso dell’indebitamento, ogni limite al finanziamento alle piccole e medie imprese dovrebbe essere trattato come una priorita’ al fine di assicurarsi che il sistema finanziario sia in grado di giocare il suo ruolo nel facilitare la ripresa economica. Complessivamente nella periferia europea il credito alle imprese e’ calato del 5% dall’inizio della crisi”.

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