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EURO: QUELLO CHE E’ NECESSARIO SAPERE

di NUNZIO BUZZI

Il primo gennaio del 1999 inizierà la fase B dell’introduzione dell’euro negli ordinamenti nazionali dei paesi aderenti all’Unione Economica e Monetaria dell’Unione Europea, meglio nota come fase transitoria.

La fase A si è conclusa nel maggio del 1998 ed è consistita in:

  •  scelta degli stati membri aventi diritto a partecipare all’Unione Monetaria ed Economica;
  • creazione della Banca Centrale Europea.

L’Italia, in “Zona Cesarini”, per usare un termine calcistico, è risultata tra i fondatori dell’UEM ed è quindi giunto il momento di prendere coscienza di cosa questo significhi per i normali cittadini e per gli operatori economici.

A partire dal primo gennaio 1999 e fino al 31 dicembre del 2001 (al più tardi):

  • l’EURO diventa la valuta dell’UEM;
  • le valute nazionali continuano ad esistere come espressione dell’EURO;
  • i mercati monetari, finanziari, valutari ed interbancari iniziano ad operare in EURO

gli operatori nazionali possono scegliere di operare in EURO o nella valuta nazionale.

Prima del primo gennaio 1999 sarà stabilito un cambio di conversione fisso che servirà a tradurre il valore delle monete nazionali in termini di euro. Dal primo gennaio 1999 fino al 31.12.2001 le monete nazionali continueranno a circolare, ma il loro cambio sarà fisso per tutta la durata del periodo transitorio.

All’interno di esso, secondo il principio “nessun obbligo, nessun divieto” le imprese potranno operare in euro ma non saranno obbligate a farlo.

Il primo comma dell’art.16 del Decreto Legislativo 24 giugno 1998 n. 213, emanato in recepimento della normativa europea, fissa il principio della libertà, da parte delle imprese, di adottare l’euro quale moneta di conto già a partire dal primo gennaio 1999 e ribadisce che l’obbligo scatterà solo a partire dal 1 gennaio 2001.

Sarà permessa la pubblicazione in euro dei documenti contabili obbligatori a rilevanza esterna, solo a patto che si sia adottata questa moneta come unità di conto con la conseguenza che sarà vietato il contemporaneo utilizzo della Lira nelle scritture contabili e dell’euro nei documenti contabili a rilevanza esterna.

Il bilancio di esercizio, anche nel caso si fosse obbligati a redigerlo in Lire per la mancanza del rispetto della condizione di cui sopra, si potrà pubblicare anche, e sottolineo anche, in euro, così come stabilito dal modificato comma 2 dell’art.2435 del codice civile (cfr. comma 4 art.4 Dlgs 24 giugno 1998 n. 213).

A partire poi dalla pubblicazione del primo documento contabile obbligatorio a rilevanza esterna redatto in euro, tutti i documenti contabili obbligatori a rilevanza esterna riferiti a quella data (principio di omogeneità) e a date successive (principio di irreversibilità) dovranno essere redatti in euro, salvo la ricorrenza di particolari ragioni, che le imprese avranno l’obbligo di illustrare nei documenti contabili stessi.

Sarà possibile fin da subito la fatturazione in euro dato che, per i pagamenti effettuabili tramite trasferimenti bancari, saranno le banche stesse ad effettuare le conversioni per gli operatori quando questi utilizzano valute diverse.

Per i prezzi, l’obbligatorietà della doppia indicazione non è stata ancora decisa ma, indipendentemente da ciò, adottarla o meno, sarà una autonoma scelta di politica aziendale, di trasparenza e, soprattutto, di “customer satisfaction”.

Nulla è stato ancora deciso a livello di gestione delle risorse umane, ad ogni buon conto però, per fare in modo che il proprio personale accetti più facilmente l’introduzione dell’euro, è consigliabile indicare in busta paga il valore totale netto del salario sia in euro che in valuta nazionale, almeno per un determinato periodo di tempo da concordare opportunamente con le rappresentanze sindacali aziendali.

Questo per il periodo transitorio che, ricordiamolo, va dal I gennaio 1999 al 31 dicembre 2001.

A partire dal primo gennaio 2002 l’euro sarà obbligatorio per tutti gli operatori economici e dal primo luglio del medesimo anno cesserà il corso legale delle monete nazionali.

La fase C sarà completata e la vecchia Lira passerà dai nostri portafogli ai libri di storia.

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