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Ereditare il ruolo è come cominciare da zero, si decide di fondare un’impresa stabile a partire da un sogno Bisogna essere imprenditori di se stessi

 

Donne e imprenditorialità: tema da sempre controverso, almeno da quando, negli ultimi cinquant’anni, questa categoria ha intrapreso la conquista di spazi più ampi nel mondo del lavoro, della formazione e della politica. Il lavoro, appunto, ancora avamposto del sesso forte, in cui le statistiche consegnano una realtà di netto divario tra uomini e donne in termini di occupazione, retribuzione e presenza ai posti dirigenziali, a parità di competenza e impegno.

Non si piange addosso, però, la protagonista di questa storia di passaggio generazionale, Alessandra Rossi, direttrice del Gruppo Sportland Srl di Barisciano (L’Aquila). Giovane, laureata, grintosa quanto basta per non perdere la propria dolcezza e infine sposata, Alessandra non aveva ancora trent’anni quando, nel 2000, ha assunto la guida dell’azienda paterna. “Noi donne non dobbiamo lamentarci”, dice “ma sfruttare le nostre capacità e dimostrare con i fatti quello che sappiamo fare”. Ma suscita un guizzo di delusione il fatto che in Abruzzo l’occupazione femminile sia scesa, nel 2007, al 42,6% (contro il 46,8 nazionale) o che, ad esempio, su diecimila primari in tutt’Italia solo 1000 siano donne… Ma questa è un’altra storia. Quella di Alessandra, invece, è fatta di concretezza e risultati brillanti che poco spazio lasciano alle discussioni.

Amministratrice e socia, insieme al padre ed ai fratelli, anch’essi giovanissimi, di un’azienda nata dal niente, è inoltre responsabile della contabilità e del personale, contraddicendo il luogo comune secondo cui le donne sono biologicamente limitate, come disse nel 2005 il presidente di Harvard, Lawrence Summers, incassando numerosi fischi internazionali, e “non possono per questo eccellere nelle carriere matematiche e scientifiche”. Accanto a lei, infatti, un esercito di donne-“controller” (il 50%), che verificano la gestione e l’andamento del business nelle principali aziende del mondo.

Nato sui valori di umiltà, tenacia e passione trasmessi dal padre, il Gruppo Sportland non è per Alessandra e fratelli un “piatto pronto”, bensì un’impresa creata ex novo, i cui punti di forza sono la semplicità, la coesione, ed una sana sfida al futuro.

Una donna a capo di un’impresa. Come vive la sua esperienza da amministratrice?

Con tutta la naturalezza possibile. Vivo la quotidianità imprenditoriale con molta serenità, non penso al fatto di essere un “donna direttore”, ma di essere un “direttore” e basta, pronto a svolgere il mio lavoro con attenzione e competenza.

Ammetterà che non è facile, per una donna, guidare un’impresa…

Sicuramente no, al di là del discorso sulle retribuzioni e sulla presenza femminile ai ruoli dirigenziali, penso che ricette miracolose non esistano per garantire il successo come “leader”. Sono convinta che oggi non ci sono più gli ostacoli di una volta alla crescita professionale, siamo noi a dover cogliere le opportunità, scegliere la strada giusta e perseguirla con studio e lavoro. Personalmente, in quanto donna sposata, ammetto che devo arginare ogni giorno la stanchezza fisica e psicologica e pensare, in qualche modo, sempre per due…, ma “il gioco vale la candela”. La carriera imprenditoriale non è una missione impossibile per le donne.

Lei è molto giovane. Da quanto tempo è a capo della Sportland Srl?

Dal 2000. Dopo la laurea in Economia e Commercio nel 1998, sono entrata in azienda e ho incominciato a guardarmi attorno. Oggi ne sono l’amministratrice, ma non esiste una demarcazione temporale netta tra l’uno e l’altro momento, in quanto vi sono dentro con tutta me stessa da sempre. Può sembrare banale, ma ne respiro l’aria fin da bambina.

È la vocazione imprenditoriale che l’ha portata fin qui?

Non so se è giusto parlare di vocazione, piuttosto di piacere e gratificazione nel fare questo lavoro, un interesse che mio padre, fondatore dell’azienda, ha saputo infonderci con saggezza. La sua è davvero un’indole innata, e forse lo è un po’ anche quella di noi figli: tutti insieme abbiamo deciso di seguirne le orme con coesione, ritagliandoci ognuno un ruolo in modo costruttivo, aspetto raro nelle imprese a carattere famigliare e sicuramente punto di forza nella nostra. Mio padre viene da una realtà molto diversa dalla mia, io nasco professionalmente nell’azienda, lui è stato un lavoratore dipendente per molti anni, non ha avuto in eredità un’impresa che si reggesse sulle proprie gambe e coprisse stabilmente una propria fetta di mercato.

Non è stato facile, per suo padre, sganciarsi da una condizione di “dipendenza lavorativa” e fare l’imprenditore…

Certamente no, e questo gli fa onore. Tuttavia, nei suoi progetti, nei sogni, nelle parole è sempre esistita l’idea di lavorare in proprio nel settore dell’edilizia e del commercio, è così che nel 1987, nasce la Markedil S.a.s., operante nel settore dell’arredo urbano. Nel 1991 fonda la Sportland S.r.l. che, con un proprio stabilimento produttivo nella Zona Industriale di Barisciano, opera nel settore delle strutture prefabbricate in legno ed in ferro. Infine, nel 1995 crea la Rossi Costruzioni S.r.l., attiva, invece, nell’edilizia civile ed industriale.

Quali sono valori e caratteristiche di un imprenditore?

L’imprenditore tipo non esiste. Sicuramente, per avere successo e far sì che esso sia duraturo, vi deve essere alla base un sistema di valori forte nel quale siano presenti il lavoro, il merito, la responsabilità, l’assunzione del rischio, l’umiltà, la tenacia, la flessibilità, la correttezza, l’onestà intellettuale ed umana. Poi severità e determinazione ad affrontare le sfide che il mondo impone senza cadere nella trappola della spregiudicatezza. Ci sono modi e modi di fare l’imprenditore, e qualunque persona può esserlo di se stessa a prescindere da quale mestiere faccia, perché tutto dipende da come viene impostata la propria vita. Noi siamo imprenditori ambiziosi, ma anche pazienti.

Quali sono le sue aspettative per il futuro e in che direzione va l’azienda?

Alla fine del 2005 è stato inaugurato il “Gruppo Sportland”, che ha inglobato le tre società già esistenti, Sportland, Markedil e Rossi Costruzioni, per un totale di 20 dipendenti, e lavora non solo in Abruzzo, ma anche in altre regioni del Centro- Nord, tra cui Lazio, Marche, Lombardia. Il Gruppo vuole crescere e consolidarsi, sia da un punto di vista del fatturato che della qualità e dell’immagine: questa è la nostra politica aziendale e la nostra mission, che vede l’impresa formarsi giorno dopo giorno sulla nostra pelle e in base alle nostre capacità, con l’apprensione e la cura di chi non si è trovato il piatto pronto sotto il naso. Quello che si è verificato all’interno della Sportland, infatti, è un passaggio caratteriale più che generazionale, in quanto mio padre è partito da zero e l’azienda si sta plasmando ora tra le mani di tutti noi, con una fatica tale che spesso sovrasta il guadagno. Saranno i nostri figli, forse, ad assistere al vero passaggio generazionale! Consiglio ai giovani, uomini o donne che siano, di intraprendere questo bellissimo mestiere senza paura, perché la professione dell’imprenditore è bella proprio perché è “libera”, non deve sottostare a schemi fissi, a regole predeterminate; si deve essere consapevoli, però, che per avere buone probabilità di riuscita la strada non è quasi mai in discesa, ma quasi sempre in salita. Si deve essere pronti a fare tutti i sacrifici necessari. Dico loro anche di non affrontare l’avventura da soli, ma di cercare un appoggio psicologico e materiale, circondarsi di persone capaci di fornire aiuto, creare intorno a sé un ambiente stimolante, di cogliere, quindi, le opportunità del momento e sfruttarle al meglio senza rimandare a domani. Concludo con una frase di Goethe “qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala. L’audacia ha in sé genio, potere e magia. Incominciala adesso”

 

 

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