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Energia: poca e malservita Dobbiamo agire sulla qualità per migliorare da subito la situazione di grave disagio delle imprese. Anche pagare meno l’energia è possibile

Una problematica stringente, che supera i confini regionali e nazionali.

L’energia richiede una strategia comune, che la Ue ha promesso ma che, nelle more, non paga le imprese, lasciate in balìa di una mancata politica dell’energia, sia sul fronte del mercato interno che degli approvvigionamenti. A questo si aggiunge una qualità del servizio non sempre soddisfacente che, fino ad ora,  si è mostrata, con assoluta certezza, incompatibile con i bilanci aziendali. 

Quanto si può fare a livello regionale lo ha intrapreso Confindustria Abruzzo, che ha già avviato una serie di incontri con Regione ed Enel.

Ha un senso affrontare il problema dell’energia a livello regionale, visto che la materia richiede ben più ampio raggio di riflessione e programmazione?

Penso di sì – risponde l’ing. Pietro Pastorelli Delegato di Confindustria Abruzzo alle Politiche Energetiche – perché i problemi che lamentano le aziende possono essere affrontati da subito, visto che riguardano innanzitutto la qualità dell’energia e, solo in seconda battuta, la disponibilità. Il fatto che l’energia non offra  “la sicurezza che ci si può legittimamente attendere” può avere numerose gravi conseguenze . Mi riferisco, per esempio, ai danni che normalmente derivano alle imprese dagli “sbalzi” di tensione e  dalle interruzioni nell’erogazione del “prodotto energia elettrica”. Si tratta di danni economicamente rilevanti, che l’azienda impiega anni per ripianare… si pensi alla mancata produzione, o al danno sulle apparecchiature. Talvolta addirittura il danno economico è irreparabile e l’imprenditore abbandona l’insediamento!

E si può intervenire in loco?

Certo, si può e si deve. Già installare le Bobine di Petersen (come l’ENEL ha già iniziato a fare da alcuni anni) significa ridurre le interruzioni. Poi bisogna intervenire per migliorare le reti di alta e media tensione in modo da:

  • aumentare l’affidabilità dell’alimentazione;
  • creare collegamenti destinati solo alle imprese ( semisbarre dedicate );
  • interrare, nei nuclei industriali, dove possibile, le linee aeree facendo cioè praticamente sparire i fili “volanti” più esposti ad ogni tipo di fattore esogeno.

Questi sono tutti interventi che si possono fare subito e che, da soli, già risolverebbero la maggior parte dei disservizi continuamente lamentati.

Nel suo programma ha preso in considerazione anche la strada della produzione: che “numeri” ha l’Abruzzo per produrre energia?

Dall’idraulica, all’eolica, al solare, ai rifiuti… tutto si può fare, sono energie, alcune, già reperibili sul territorio: basterebbe costruire impianti autonomi di generazione e cogenerazione. Prima ancora, però, bisogna incentivare il risparmio e formare dei tecnici all’interno delle piccole aziende, affinché gli impianti di ciascuna azienda siano meglio progettati e meglio gestiti.

Gli imprenditori si lamentano anche del costo dell’energia, ma è possibile che questo sia trattato a livello regionale?

Si, e abbiamo già dato corso ad una trattativa. Abbiamo chiesto che alcuni tipi di energia incentivati vengano resi disponibili per le PMI  ad un prezzo più basso dell’attuale. Altra via percorribile, inoltre, è la riduzione delle tasse sul gas destinato agli usi industriali.

Un percorso a parte è quello dettato dalla Delibera n. 247/04 dell’Autorità dell’Energia e del Gas, che prevede non solo degli indennizzi automatici, nel caso in cui si subiscano danni derivanti dalla non qualità dell’energia, ma anche un rincaro del costo pagato sulla tariffa prevista, qualora gli impianti non siano stati messi in regola con le più recenti disposizioni normative. Insomma, gli impianti vanno messi a norma e ne va fatta la manutenzione con regolarità se si vuole risparmiare.

Quanto costa tutto quello che ha detto?

Una stima precisa è difficile perché richiede l’analisi di ogni singola struttura industriale interessata. Ritengo che gli interventi più urgenti, di cui ho indicato una possibile immediata esecuzione, non siano esageratamente gravosi. Anzi, penso che, con opportuni incentivi pubblici, si possano realizzare in tempi brevi. Per questo, stiamo trattando con la Regione che ha mostrato, attraverso gli Assessori V. Bianchi e F. Caramanico, una particolare attenzione a questi problemi.

 

 

 

 

 

 

 

Energia: poca e malcavata

Dobbiamo agire sulla qualità per migliorare da subito la situazione di grave disagio delle imprese. Anche pagare meno l’energia è possibile

 

 

Una problematica stringente, che supera i confini regionali e nazionali.

L’energia richiede una strategia comune, che la Ue ha promesso ma che, nelle more, non paga le imprese, lasciate in balìa di una mancata politica dell’energia, sia sul fronte del mercato interno che degli approvvigionamenti. A questo si aggiunge una qualità del servizio scadente che, fino ad ora,  si è mostrata con assoluta certezza incompatibile con i bilanci aziendali. 

Quanto si può fare a livello regionale lo ha intrapreso Confindustria Abruzzo, che ha già avviato una serie di incontri con Regione ed Enel.

Ha un senso affrontare il problema dell’energia a livello regionale, visto che la materia richiede ben più ampio raggio di riflessione e programmazione?

Si che ha un senso – risponde l’ing. Pietro Pastorelli Delegato di Confindustria Abruzzo alle Politiche Energetiche – perché i problemi che riguardano le aziende possono essere affrontati da subito, visto che afferiscono innanzitutto la qualità dell’energia e, solo in seconda battuta, quello della produzione. Il fatto che l’energia presenti fenomeni di inquinamento in fase di erogazione è causa di numerose conseguenze gravi. Mi riferisco, per esempio, ai danni che normalmente ricevono le imprese a causa degli “sbalzi” di frequenza nella somministrazione, e a causa delle microinterruzioni. Si tratta di danni economicamente rilevanti, che l’azienda impiega anni per ripianare… si pensi alla mancata produzione, o al danno sulle apparecchiature. Talvolta addirittura il danno economico è irreparabile e l’imprenditore abbandona l’insediamento!

E si può intervenire in loco?

Certo, si può e si deve. Già installare le Bobine di Petersen significa ridurre le microinterruzioni. Poi bisogna intervenire per migliorare le reti dell’alta tensione in modo da aumentare la potenza delle cabine di alta e media tensione; creare un collegamento a parte per le imprese, invece di lasciarle collegate insieme e come tutti gli altri normali utenti; interrare nei nuclei industriali le linee aeree, facendo praticamente scomparire i fili “volanti” esposti ad ogni tipo di fattore esogeno.

Questi sono tutti interventi che si possono fare subito e che, da soli, già risolverebbero la maggior parte dei disservizi continuamente lamentati.

Nel suo programma ha preso in considerazione anche la strada della produzione: che “numeri” ha l’Abruzzo per produrre energia?

Dall’idraulica, all’eolica, al solare, ai rifiuti… tutto si può fare, sono energie già disponibili sul territorio: basterebbe costruire impianti autonomi di generazione e cogenerazione. Prima ancora, però, bisogna incentivare il risparmio e formare dei tecnici all’interno delle piccole aziende, affinché gli impianti di ciascuna azienda siano meglio progettati e meglio gestiti.

Gli imprenditori si lamentano anche del costo dell’energia, ma è possibile che questo sia trattato a livello regionale?

Si, e abbiamo già dato corso ad una trattativa. Abbiamo chiesto di pagare meno l’energia che l’Enel acquista a sua volta ad un costo inferiore, energia che invece viene rivenduta sul mercato allo stesso prezzo. Altra via percorribile, inoltre, è la riduzione delle tasse sul gas destinato agli usi industriali.

Un percorso a parte è quello dettato dalla Delibera dell’Autorità dell’Energia e del Gas, che prevede non solo degli indennizzi automatici nel caso in cui si subiscano danni derivanti dalla cattiva qualità dell’energia, ma anche un rincaro del costo pagato sulla tariffa prevista, qualora gli impianti non siano stati messi in regola con le più recenti disposizioni normative. Insomma, gli impianti vanno messi a norma se si vuole risparmiare.

Quanto costa tutto quello che ha detto?

In soldoni non lo so. Ritengo che gli interventi urgenti di cui ho indicato una possibile immediata esecuzione non siano esageratamente gravosi. Anzi, penso che si possano attuare subito. Per il resto, stiamo trattando con la Regione per la redazione di un piano energetico che incentivi nuovi impianti di produzione (e i relativi iter burocratici), nonché i processi e/o prodotti che portino al risparmio energetico; e che potenzi la rete di trasmissione dell’energia e del gas in modo da rendere più agevole l’approvvigionamento dalle zone di produzione

 

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