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Abruzzo. Premio alle imprese che valorizzano le donne: 2 finaliste abruzzesi

Coinvolgere le imprese in un percorso di empowerment femminile e dare visibilità alle pratiche più virtuose e innovative: è questo il principale obiettivo del premio “Women Value Company 2017-Intesa Sanpaolo”, istituito dalla Fondazione Marisa Bellisario in collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo.

Il riconoscimento è riservato alle piccole e medie imprese che si distinguono nel campo della parità di genere, in virtù dell’attuazione di politiche e strategie volte a garantire pari opportunità e riconoscimenti di carriera.

Delle 29 imprese finaliste 2 sono abruzzesi:
(fra parentesi la descrizione dei progetti innovativi di valorizzazione del talento femminile/welfare aziendale adottati dalle aziende finaliste)

  • MASCIARELLI TENUTE AGRICOLE Srl di San Martino sulla Marrucina (CH) Produzione vini di pregio
    (coinvolgimento delle risorse più giovani nella attività di brain storming relative alle aree prodotto/marketing/comunicazione, valorizzazione della creatività
    individuale attraverso programmi di marketing finalizzati alla customer retention, attività di formazione volte allo sviluppo di professionalità e competenze nel
    settore vitivinicolo attraverso la partecipazione delle dipendenti a corsi di degustazione e sommelier)
  • CODITECH di Città Sant’Angelo (PE) Integrazione di sistemi per la codifica e rintracciabilità del prodotto
    (in una impresa molto tecnica, il personale femminile viene coinvolto nella conoscenza dei prodotti e delle tecnologie utilizzate per i sistemi chiavi in
    mano. Se non fosse così la responsabile dell’Ufficio ACQUISTI non potrebbe svolgere egregiamente il suo compito, è stata assunta UNA GIOVANE DONNA
    INGEGNERE)

Il 20 febbraio si è concluso il processo di autocandidatura che ha consentito di raccogliere le storie di quasi 600 imprese: il 55% si sono classificate come “PMI eccellenti”, il 47% è a conduzione femminile, quasi la metà attua politiche di conciliazione vita/lavoro. Quelle che hanno superato la selezione sono 111. In attesa di conoscere il nome delle due imprese – una piccola e una di medie dimensioni – che saranno proclamate vincitrici il 16 giugno a Roma, nel corso della XXIX edizione del Premio Marisa Bellisario «Donne ad alta quota», le imprese finaliste sono state coinvolte in cinque eventi sul territorio, di cui uno a Bologna, organizzati dalla Fondazione Marisa Bellisario e Intesa Sanpaolo. A tutte viene assegnato un riconoscimento, che attesta la loro peculiare capacità di “seminare i talenti”, valorizzando il merito e le capacità femminili.
Oggi a Bologna, presso la Sala dei Cento di Carisbo, si è svolto l’incontro con le 29 aziende candidate al premio selezionate in Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Toscana e Umbria, a cui hanno partecipato Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario, Tito Nocentini, direttore regionale Emilia Romagna Marche Abruzzo Molise di Intesa Sanpaolo, Marco Biffi, direzione regionale Toscana Umbria Intesa Sanpaolo, Francesca Nieddu, direttore Customer Experience e CRM Intesa Sanpaolo, e Stefania Trenti, Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo.
Manuela Montagna, responsabile Imprese della Direzione Marketing Intesa Sanpaolo, ha moderato una tavola rotonda con imprenditrici e imprenditori– Sara Fusco, presidente FPE di Forlimpopoli (FC), Emanuela Menghi, amministratore Menghi Shoes & Co. di Loreto (AN), Stefania Caparrini, amministratore unico Le Antiche Mura di Empoli (FI), Michela Fucile, amministratore Yacht Broker di Viareggio (LU), Katia Sagrafena, amministratore Vetrya di Orvieto (TR), Antonio Bonacini, presidente Labanti e Nanni Industrie Grafiche di Valsamoggia (BO) – che condividono le soluzioni e le buone pratiche promosse in azienda per dare maggiore spazio e valore al lavoro femminile.
Nel corso dell’incontro, la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo ha evidenziato l’importanza di mettere le donne al centro delle strategie di crescita dell’imprenditoria italiana. Le imprese a conduzione femminile affrontano il contesto competitivo con una maggiore predisposizione verso leve strategiche fondamentali, come internazionalizzazione, innovazione e marketing: mostrano una maggiore tendenza a servire i mercati internazionali (51% di soggetti esportatori contro il 45% del resto del campione), a registrare marchi internazionali (52% vs. 46%) e, limitatamente alle imprese più grandi, a brevettare (44% vs. 37%).
Il potenziale inespresso è tuttavia ancora enorme: il tasso di attività femminile in Italia è tra i più bassi in Europa, 55,2% nel 2016 sul totale delle donne tra i 15 e i 64 anni (solo la Macedonia con il 50,8% e la Turchia con un bassissimo 36,2% fanno peggio di noi); nel mercato del lavoro sussistono condizioni di difficoltà e di discriminazione nei confronti delle lavoratrici. Eppure, una più ampia offerta di lavoro femminile darebbe un forte contributo alla crescita: un aumento del tasso di partecipazione femminile al 60% comporterebbe, quasi “meccanicamente” un aumento del PIL fino al 7% (secondo stime Banca d’Italia). L’aumento della partecipazione femminile appare ancora più importante, alla luce dei processi di invecchiamento della forza lavoro del Paese.
L’Emilia Romagna è la prima regione in Italia per tasso di attività femminile con il 67,7% (media italiana 55,2%), confermandosi così territorio all’avanguardia in termini di contributo dell’occupazione femminile alla crescita. Le imprese femminili in Emilia Romagna sono circa 94.000, il 20,4% del totale.
Il gap tra uomini e donne permane anche nella creazione di imprese: quelle femminili sono 1 milione e 300mila, con un peso mediamente pari a poco più di un quinto del totale. Le giovani donne si lanciano in iniziative imprenditoriali anche come risposta a contesti difficili dal punto di vista occupazionale, negli anni più recenti con una maggiore propensione verso settori ad alta tecnologia (informatica, telecomunicazioni, attività professionali, scientifiche e tecniche) e legati alla cultura. In alcuni ambiti produttivi l’incidenza è più consistente: nelle attività dei servizi alla persona le imprese femminili (circa 120.000) sono oltre la metà; le 15.200 imprese femminili della sanità sono il 38% del totale, determinanti soprattutto nell’assistenza sociale residenziale e non residenziale; nel settore del noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese, le 50.000 aziende guidate da donne sono il 26% del totale. La creatività femminile si esprime al meglio in segmenti fortemente legati al made in Italy: ad esempio, le imprese femminili sono il 43% del totale nella confezione di articoli di abbigliamento, quasi il 30% delle industrie tessili, il 25% nella fabbricazione di articoli in pelle (Unioncamere, marzo 2017).
In questo contesto macro-economico, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha messo in campo, oltre alla consolidata collaborazione con la Fondazione Marisa Bellisario, numerose iniziative che promuovono la parità di genere. Per le proprie persone, un sistema integrato di welfare che si è evoluto negli anni, costruendo un’ampia gamma di strumenti e servizi – ad esempio banca del tempo, asili nido aziendali, permessi più ampi per maternità/paternità, smart working – che affrontano concretamente il tema dell’inclusione, della gestione del tempo e, più in generale, dell’equilibrio tra esigenze aziendali e personali dei dipendenti. Per le donne che lavorano o che conducono un’azienda, ha introdotto finanziamenti ad hoc, come Business Gemma, un plafond di 600 milioni che beneficia del Fondo di Garanzia per le PMI; programmi di supporto alla gestione del business con percorsi dedicati, come ad esempio Think Pink e Tech-Marketplace, la piattaforma digitale che mette in contatto domanda e offerta di tecnologia, entrambi sviluppati nell’ambito dell’accordo con Confindustria; interventi formativi, ad esempio con la piattaforma WorkHer, con i suoi progetti di mentorship, networking e formazione.
Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario: “Siamo veramente orgogliosi che la prima edizione di Women Value Company abbia riscosso tanto successo e così tante candidature e ringrazio Intesa Sanpaolo per l’immane lavoro svolto. Sappiamo che le piccole e medie imprese sono quelle che faticano di più a portare avanti iniziative di welfare, ma questo Premio dimostra che si può cambiare passo e dalle PMI italiane viene una grande lezione di pari opportunità. Questo roadshow che parte da Milano e attraverserà l’Italia è un modo per riconoscere un impegno che spesso non trova spazio nei grandi media e che invece va valorizzato e premiato.”
Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo, mentor dell’iniziativa: “Il premio istituito con la Fondazione Bellisario suggella l’impegno che, da tempo, il nostro Gruppo riserva con tenacia e perseveranza alla parità di genere. Siamo convinti che un’azienda, per crescere, debba prima di tutto prendersi cura delle proprie persone, dipendenti e clienti, e avere la lungimiranza di considerare le differenze non un problema, ma un valore e un’opportunità cui dare spazio e su cui costruire la sua forza. In Intesa Sanpaolo, la componente femminile rappresenta oltre la metà dei dipendenti, il 30% dei ruoli manageriali, il 60% dei nuovi assunti. Le donne sul lavoro rivelano un livello elevato di istruzione e di preparazione ed esprimono qualità sostanziali, quali la collaborazione, l’attenzione, la resilienza. Forti di questo patrimonio umano e di professionalità, sosteniamo il lavoro e l’imprenditoria femminile in Italia, con particolare attenzione alla conciliazione famiglia-lavoro e alla premiazione del merito, con risultati che comprovano il nostro contributo alla crescita dell’economia reale.”
Il premio “Women Value Company 2017 – Intesa Sanpaolo”
Il premio “Women Value Company 2017 – Intesa Sanpaolo” si rivolge alle imprese pubbliche e private di piccole e medie dimensioni (secondo i criteri della Raccomandazione della Commissione Europea 2003 361/CE), a prevalente capitale italiano e non appartenenti a gruppi, che abbiano registrato buone performance economico-finanziarie e che si siano distinte nell’applicazione di politiche di valorizzazione del lavoro femminile e di gestione della gender diversity: servizi di conciliazione famiglia/lavoro; iniziative volte a garantire ai dipendenti, uomini e donne, una serena gestione del loro tempo in azienda (benefit, voucher, asili nido interni,…); politiche flessibili di organizzazione del lavoro; politiche retributive di merito non discriminatorie; piani di sviluppo e valorizzazione delle competenze e carriere femminili, con ampia presenza di donne in posizioni manageriali o apicali.

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