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DOCUMENTO PROGRAMMATICO COMITATO REGIONALE PICCOLA INDUSTRIA

PREMESSA

 

In seguito ad una analisi della situazione del tessuto economico regionale e delle esigenze delle Piccole Imprese, il Comitato regionale P.I. ha individuato nei seguenti punti le priorità di intervento su cui concentrare la propria attività a medio termine:

 

1-     accesso al credito e capitalizzazione delle PMI;

2-     innovazione;

3-     semplificazione amministrativa;

4-     internazionalizzazione.

 

ANALISI E RIFLESSIONI

 

Accesso al credito e capitalizzazione delle PMI

 

Il rapporto tra sistema bancario e sistema industriale andrebbe improntato in un’ottica di fattiva collaborazione nella massima trasparenza reciproca: concepire la banca come partner, potrebbe permettere la diffusione di forme di finanza moderna.

Premesso, pertanto, che il ruolo del sistema bancario è fondamentale, sia come fornitore di credito, sia come fornitore di servizi avanzati per le imprese, per lo sviluppo dell’economia a livello regionale, i punti fondamentali da perseguire sono:

 

–         attuare una forte azione per una migliore capitalizzazione delle imprese, operando nei confronti degli istituti di credito per la loro effettiva partecipazione nelle stesse, al fine di fare in modo che le banche entrino a far parte del capitale di rischio delle imprese;

–         rafforzare la tendenza al finanziamento al medio-lungo termine. Tuttora, infatti, permane una struttura finanziaria delle imprese che spesso dipende da un eccessivo indebitamento bancario a breve termine, nonostante il credito a breve termine sia più oneroso per le imprese ed incompatibile con programmi di sviluppo di lungo periodo;

–         indirizzare le imprese verso forme alternative al credito bancario ordinario (capitale di rischio, venture capital, emissione di prestiti obbligazionari, prestiti partecipativi, ecc.).

–         rafforzare e rivedere il ruolo dei consorzi fidi in Abruzzo.

–         altre azioni come il consolidamento del debito e l’abbattimento del tasso di interesse che, in parte, sono già previste in alcune misure regionali.

–         promuovere e sollecitare la costituzione di un osservatorio banca-impresa.

 

Innovazione

 

In relazione agli scenari internazionali, la capacità di innovazione è fondamentale; l’innovazione è ormai un punto di forza non solo per le imprese, ma per il sistema territoriale stesso. Oggi si parla molto di Ricerca e Innovazione, ma per quanto concerne il sistema delle PMI il tutto andrebbe declinato. Intanto, per quanto riguarda le PMI, bisognerebbe parlare soprattutto di trasferimento tecnologico: per la PMI la ricerca, infatti, può richiedere tempi più lunghi e azioni più complesse, non compatibili con le attuali “urgenze competitive”. Per quanto riguarda la ricerca, obiettivo prioritario comunque da perseguire, bisogna pensare a creare un sistema, una rete della conoscenza in grado di aiutare le PMI e che coinvolga Università, Centri di Ricerca e imprese. Sarebbe auspicabile, in tal senso, anche che la Regione rivedesse il ruolo del Parco Scientifico e Tecnologico d’Abruzzo come struttura di coordinamento per la ricerca nella Regione e veicolo di trasferimento di tecnologie e conoscenze al mondo delle PMI.

Una volta raggiunto il risultato della ricerca come accessibile a tutte le imprese, anche le PMI, è necessario introdurre adeguate politiche brevettuali. Infatti l’impresa, grazie al brevetto, gode di un monopolio sulla propria idea innovativa, con la possibilità di estendere tale monopolio anche al mercato estero, con il brevetto internazionale. Pertanto il brevetto è un fattore altamente strategico per l’internazionalizzazione e l’innovazione stessa dell’impresa, ma non sempre le PMI riescono a sfruttare tale vantaggio a causa degli elevati costi amministrativi. Occorre pertanto incentivare la volontà di brevetto delle PMI stimolando la Regione a stanziare contributi e quant’altro possa favorire la politica brevettuale delle PMI e, di conseguenza, stimolarne l’innovazione.

 

Quando si parla di innovazione bisognerebbe, inoltre, trovare delle forme di incentivazione concrete per permettere alle PMI di fare innovazione.

Inoltre, perché le PMI possano procedere a significativi processi di innovazione, vanno incrementati e stimolati accorpamenti tra le stesse, anche in partnership con le università e i centri di ricerca. Lo spin-off deve quindi diventare una azione strategica per il territorio, utile ad intensificare il legame tra scienza e tecnologia e a stimolare il trasferimento tecnologico.

Una proposta concreta volta ad incentivare e incrementare la ricerca potrebbe essere quella della rivisitazione dei distretti industriali e la creazione di un distretto tecnologico.

Attualmente i distretti industriali sono basati sul criterio della contiguità territoriale, una proposta da studiare potrebbe essere quella di creare dei consorzi che non si basano sulla territorialità, bensì su altri criteri, es. creazione del distretto alimentare. Con questa logica, la Regione potrebbe stanziare fondi per i progetti di ricerca e innovazione, tali fondi sarebbero gestiti dai consorzi in partnership con università e centri di Ricerca e si creerebbe in tal modo una rete dell’innovazione utile a trasferire i risultati sul territorio e a stimolare nuova innovazione.

 

Semplificazione amministrativa

 

Affinché le imprese possano operare in maniera rapida ed efficiente nel pieno rispetto delle norme vigenti, occorre che le regole siano chiare e facilmente applicabili e che la macchina amministrativa non sia di ostacolo con le sue esasperanti lentezze e farraginosità. Occorre un processo di snellimento delle procedure amministrative ed un ammodernamento della macchina burocratica, che spesso, costituisce un grosso ostacolo all’attività imprenditoriale. Andrebbe innanzitutto smaltito l’apparato di norme e procedure che appare appesantito da un elevato numero di disposizioni, peraltro, spesso poco chiare e di difficile applicazione. Inoltre esiste un eccessivo sistema di controlli spesso solo formalistico a cui non corrispondono adeguati servizi: l’impresa si ritrova ad essere bersaglio di controlli operati da innumerevoli soggetti che si traducono in una notevole perdita di tempo e produttività, oltre a rappresentare un costo diretto e indiretto per l’azienda stessa, soprattutto la PMI. Questo sistema eccessivamente burocratizzato incide notevolmente anche sull’attrattività del territorio, soprattutto se paragonato con altre regioni o paesi europei.

Le proposte della Piccola Industria si concentrano, pertanto, nei seguenti punti:

 

–         dare maggiore spazio all’autonomia regolamentare dei soggetti privati liberalizzando strutture e servizi;

–         procedere alla riqualificazione e organizzazione degli uffici e alla formazione del personale degli stessi, proponendo ad esempio anche l’accorpamento di alcuni Assessorati;

–         chiedere che sia accelerato il processo di semplificazione amministrativa e legislativa;

–         chiedere che vengano resi pienamente operativi gli Sportelli Unici per le attività produttive, quale strumento di estrema importanza per le imprese;

–         implementare e rendere effettivamente operanti gli strumenti del silenzio assenso e dell’autocertificazione.

 

Internazionalizzazione

 

Nello scenario mondiale attuale e nell’ambito del processo di globalizzazione in atto, internazionalizzarsi, per l’impresa, significa competere con un gran numero di concorrenti ed affrontare scenari economico-commerciali in costante mutamento. La politica regionale per l’internazionalizzazione si è svolta finora in maniera non del tutto soddisfacente per la mancanza di coordinamento e la frammentazione tra i vari enti deputati, per la mancanza del coinvolgimento delle associazioni di categoria interessate e per la carenza di una programmazione regionale a medio-lungo termine nel settore.

Le proposte della P.I. vanno nel senso di uno stimolo alla Regione perché svolga una più efficace azione di coordinamento nei confronti degli enti pubblici e privati che operano sulla materia, riordinandola e prevedendo incentivi alle imprese per progetti di internazionalizzazione. E’ indispensabile che l’impresa sia costantemente aggiornata circa le agevolazioni al commercio estero e all’internazionalizzazione e possa disporre di strumenti e opportunità per inserirsi nei mercati esteri. Tenendo conto anche dei mutati scenari internazionali e dell’ingresso nel mercato mondiale di potenze economiche quali la Cina e il Sud-est Asiatico e a seguito dello spostamento di ingenti risorse finanziare verso tali zone, bisognerebbe operare per far si che il processo di internazionalizzazione non si tramuti in un mero processo di delocalizzazione produttiva, con conseguente impoverimento del tessuto socio-economico regionale.

Un ruolo importante, ai fini del coordinamento delle informazioni potrebbe essere svolto dallo “SPRINT”, lo Sportello Unico Regionale per l’Internazionalizzazione istituito presso il Centro Estero della Camera di Commercio a Pescara ed in grado di coordinare i vari attori presenti sul territorio (quali: ICE, CCIAA, SACE, SIMEST, organizzazioni imprenditoriali, ecc.) ed erogare servizi di assistenza alle imprese (giuridica, fiscale, amministrativa, contabile, ecc.)

La nostra azione al riguardo è rivolta alla sua effettiva operatività ed un ulteriore sforzo dovrà essere indirizzato all’istituzione di sportelli provinciali, anche presso le nostre strutture, e alla loro gestione diretta da parte nostra.

A tal fine sarebbe utile richiedere al più presto un incontro con il Direttore Generale dell’ICE.

 

 

 

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