Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieChietiCupello. Rifiuti: terza vasca per il polo tecnologico Civeta

Cupello. Rifiuti: terza vasca per il polo tecnologico Civeta

È stata inaugurata questa mattina la terza vasca di servizio al polo tecnologico Civeta nel Comune di Cupello. Con una capienza di 450mila metri cubi (suddivisa in tre lotti), la nuova discarica è entrata già in funzione a fine luglio e accoglierà gli scarti non riciclabili (rifiuti non pericolosi) prodotti dagli altri impianti del consorzio. La terza vasca del Civeta – approvata dopo un intricato iter burocratico – è stata realizzata in un una zona “costituita da da un banco di argilla del tardo pleistocene dallo spessore di centinaia di metri, una barriera naturale a bassissima permeabilità”.

Il sindaco di Cupello Manuele Marcovecchio ha ricordato come si è arrivati al moderno impianto odierno: “È il frutto di un gioco di squadra. Una sfida partita 30 anni fa quando; da semplice discarica, ora è diventata una piattaforma ecologica. È giusto ricordare i protagonisti che non ci sono più come l’ex sindaco Panfilo Di Silvio”.
“È un progetto legato indissilubilmente a Di Silvio – gli ha fatto eco l’ing. Luigi Sammartino, direttore del consorzio – Oggi abbiamo implementato le migliori tecniche possibili grazie alla partecipazione a bandi europei e al partenariato pubblico-privato. È previsto anche un impianto di produzione di biometano che sarà reimmesso in rete: insieme alla produzione di compost a marchio di qualità e al revamping dell’impianto di compostaggio rappresenta un ciclo finito e integrato del trattamento dei rifiuti. Abbiamo agito puntando sempre sulla tutela ambientale e dei livelli occupazionali”.
Con la portata della nuova vasca il Civeta sarà in grado di aprirsi anche allo scenario regionale. “Sono certo – ha detto a questo proposito il presidente della Regione Luciano D’Alfonso – che non assisteremo a repliche di ciò che sta accadendo ed è accaduto a Roma e Napoli. Quello del Civeta è un esempio che funziona di collaborazione pubblico-privato e di territorio che si è saputo organizzare. L’unico rischio che vedo è che ci si possa cullare per quanto fatto non andando avanti”.

Print Friendly, PDF & Email