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Italia. Iva, banche, contrazione dei consumi: 2017 si preannuncia nero

Tempi difficili per le tasche degli italiani. A pochi giorni dalla fine del 2016, i nodi economici e finanziari vengono al pettine in maniera ancor più eclatante rispetto a quanto previsto e la questione del salvataggio delle banche si ripercuote pesantemente sui conti statali.

Servono cento miliardi per la messa in sicurezza del sistema bancario italiano. Venti miliardi per scongiurare l’aumento di Iva (al 25%) nel 2018.

“Secondo S&P il salvataggio di Mps farà aumentare il debito/pil di 1,2 punti: in sostanza per non infrangere le regole europee il rapporto dovrebbe calare di 4,7 punti, circa 70 miliardi di euro in valori assoluti. In una situazione “normale” con una crescita annua del Pil dell’1,5% e l’inflazione all’1,5% per far calare il debito/pil di 3,5 punti, “basterebbe” fermare il deficit allo 0,5% (in Italia il dato più basso è l’1,5% del 2007), ma in questo contesto l’obiettivo diventa semplicemente impossibile.” scrive Giuliano Balestrieri su Business Insider.

“Lo dimostrano tutte le previsioni sbagliate degli ultimi anni. Persino le privatizzazioni si sono rivelate un fallimento: tra il 2012 e il 2016 il Tesoro ha incassato appena 20 miliardi di euro, l’1,3% del Pil. Troppo poco per pensare di ridurre in maniera sensibile lo stock di debito. Come sottolineano gli esperti di Prometeia il ciclo dei consumi, che aveva dato il via alla ripresa nel 2013 sta rallentando “sia per il fisiologico venire meno del traino dell’acquisto di auto, ma anche per una maggiore cautela delle famiglie”, mentre “l’aumento dell’occupazione ha probabilmente raggiunto un tetto, la crescita del potere d’acquisto dei salari sarà praticamente nulla, ancorata all’inflazione passata (nulla) e con un’inflazione presente in accelerazione per il venire meno dell’effetto petrolio”.
Gli addetti ai lavori sono convinti che la crescita sarà comunque ridotta rispetto all’ultimo anno”.

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