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Crescita economica e sviluppo delle energie rinnovabili Mini centrali idroelettriche La burocrazia non può ostacolare un’opportunità così importante

Un noto ed autorevole quotidiano economico sabato 12/01/2008 titolava: “Green Business, la finanza ci crede” ed evidenziava che questo “settore è ormai il terzo più finanziato al mondo dopo il digitale e le biotecnologie”. D’altra parte il prezzo del petrolio ai livelli attuali ( che molti pensano raddoppierà in tempi brevi ), i rubinetti del gas non in nostre mani ( a dicembre scorso si è fatto un grande lavoro per preparare un piano nazionale di emergenza nel caso di ridotta disponibilità ) , il tempo necessario per avviare eventuali impianti nucleari (non inferiore ai 10-15 anni), ci spingono a spostare sempre più l’attenzione sulle energie rinnovabili sfruttando tutto ciò di cui è possibile velocemente disporre.

I piccoli impianti idroelettrici (centrali idroelettriche di potenza inferiore a 10 MW) , oltre a non presentare emissioni inquinanti, sono realizzabili in tempi relativamente brevi, non richiedono interventi traumatici nell’ambiente circostante e quindi sono da tenere nella massima considerazione  in una Regione come l’Abruzzo che ha la fortuna di avere ancora delle (anche se piccole)  disponibilità idriche.

Un lavoro recente, realizzato come tesi di laurea nella Facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila, stima in circa 6.312,4 kW la potenza totale ancora realizzabile ed una produzione media annua di circa 70GWh con un risparmio in termini di emissioni di Anidride Carbonica quantificabile in più di 40.000 tonnellate annue. Si ha però l’impressione che la stima riportata  sull’ottimo lavoro fatto dallo studente ( oggi ingegnere ) Luca Paris sotto la guida del Prof. Dario Ambrosini, sia approssimata per difetto e che possa essere aumentata almeno del 50% come fanno notare alcuni esperti del settore che hanno in corso studi di fattibilità per impianti di questo tipo.

La quasi totalità dei piccoli impianti idroelettrici sono della tipologia ad acqua fluente:sfruttano, per la produzione elettrica, la portata di acqua direttamente disponibile nel letto del fiume su cui sono realizzati, meno, ovviamente, la quota parte corrispondente al deflusso minimo vitale.

E’ possibile realizzare impianti idroelettrici di piccola taglia anche sulle condotte idriche utilizzate per la distribuzione di acqua potabile. In questo caso la turbina idraulica viene posta a valle di tali condotte in sostituzione di apposite valvole utilizzate per diminuire la velocità dell’acqua prima che entri nelle vasche di potabilizzazione. In questo modo si riesce a sfruttare l’energia cinetica della massa di acqua che altrimenti verrebbe totalmente persa.

Non trascurabile sarebbe, inoltre, la ricaduta economica sull’economia della Regione che può essere stimata in almeno 10.000.000 € di fatturato dell’industria elettromeccanica e delle costruzioni edili.

Ricordiamo che la nostra Regione è nota per la notevole presenza sul suo territorio di importanti impianti idroelettrici tra cui spiccano quelli del Vomano che hanno dato luogo al lago artificiale di Campotosto, tra i più grandi d’Europa, e che rappresentano un importante strumento nella regolazione frequenza/potenza (in parole povere un mezzo molto veloce per rispondere alle variazioni  di richiesta di energia elettrica sulla rete continentale).

La produzione idroelettrica regionale netta nel 2005 si aggirava sui 2.125 GWh.

Rispetto a questi elementi il PEAR ( Piano Energetico ed Ambientale Regionale ) non dice nulla e si limita a fotografare la consistenza degli impianti e la loro produzione negli ultimi 10 anni, senza fornire indicazioni su come la Regione intende valorizzare questa tipologia di impianti.

Lo stesso dato che emerge dal PEAR mostra poi un’altra caratteristica della produzione da fonte idroelettrica (ma anche eolica), ovvero l’elevata variabilità statistica del prodotto: con oltre 900 MW di potenza installata, la produzione media annua è stata inferiore di circa il 40 % rispetto alla producibilità attesa da concessione.

Alla fisiologica vulnerabilità di un sistema di produzione basato sulla disponibilità della risorsa idrica, in generale non nota a priori, occorre aggiungere che la gestione di questi impianti potrà essere significativamente condizionata da altri tipi di provvedimenti che la stessa Regione è chiamata ad adottare nel breve periodo: l’applicazione del Deflusso Minimo Vitale nell’ambito del Piano di Tutela delle Acque, previsto dall’applicazione del D.Lgs 152/99, ridurrà la produzione idroelettrica, con un impatto quantitativo che potrebbe variare da qualche decina a svariate centinaia di GWh / anno, in funzione dell’impostazione che verrà seguita.

Inoltre è noto che la Regione Abruzzo ha intenzione di intervenire sull’utilizzo delle acque degli invasi per garantire l’uso plurimo, ma anche tali azioni (la cui legittimità ed opportunità non viene qui discussa) non potranno essere indifferenti in termini di bilancio energetico.

In definitiva si evidenzia che scelte non coordinate sui temi sopra richiamati potrebbero elidere gran parte del recupero di produzione energetica faticosamente raggiunta applicando le altre leve esposte nel PEAR.

Sarebbe quindi auspicabile che questo importante strumento di programmazione, definito come “strumento dinamico per la valutazione di impatto di interventi socio-economici-politici sul territorio”, anche per conservare i propri presupposti di partenza, affermi il valore e l’importanza di questi impianti, non perdendo mai di vista il contributo determinante che questi già oggi assicurano in termini di quantità di energia prodotta e di qualità del servizio assicurato al territorio,  e fornisca elementi sufficienti su come la Regione stessa e le altre Amministrazioni competenti si dovranno interfacciare nelle scelte future.

In particolare riteniamo, inoltre, estremamente importante rimuovere tutti gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione dei piccoli impianti idroelettrici dando il via alle tante richieste di autorizzazione giacenti presso i competenti organi regionali.

 

Pietro Pastorelli

Delegato all’innovazione di Confindustria Abruzzo

Responsabile Marketing dell’Ufficio Placement Università dell’Aquila

 

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Piccola turbina idraulica inserita su un acquedotto

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