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Costi di energia reattiva Ritrovarsi costi in più sulla bolletta capita troppo spesso: il motivo c’è e si può eliminare con una semplice tecnica Il rifasamento dei carichi elettrici

di Stefano Maccallini

Consorzio Fucino Energia

fucino.energia@hotmail.it

 

L’aspetto principale cui pone attenzione chi assiste le imprese nell’acquisto di energia elettrica, alle migliori condizioni del mercato, è che l’impresa stessa acquisti l’energia che realmente è necessaria.

Una delle situazioni in cui, frequentemente, ci troviamo davanti è il rilevare costi spropositati per energia reattiva nelle fatture di pagamento, che dovrebbero essere totalmente assenti: è un vero peccato pagare l’energia elettrica di meno se poi si debbano pagare cifre elevate per cos ??molto inferiori a 0,9. 

Come si possa arrivare a situazioni di tale degrado energetico meriterebbe una attenzione specifica in senso gestionale e organizzativo, che non si intende trattare in questa sede.

Il modo per risolvere questo inconveniente è l’adozione di un sistema di rifasamento, che è una tecnica di uso razionale dell’energia, tanto semplice ed economica quanto fruttuosa. Essa, migliorando il fattore di potenza di macchine e impianti, consente di ottenere sensibili risparmi economici, con vantaggio sia dell’utente, che del produttore e del distributore. I risparmi sono tanto più consistenti quanto più elevato è il fabbisogno di energia elettrica: per questo motivo le aziende industriali dovrebbero esservi particolarmente interessate, qualunque sia lo specifico settore di attività.

Un basso fattore di potenza causa nell’impianto diversi inconvenienti che si riflettono, oltre che sul rendimento, anche sui costi d’esercizio.  Un basso cos ??comporta infatti:

  • una diminuzione della potenza disponibile sugli impianti di alimentazione
  • un sovradimensionamento degli impianti a parità di potenza attiva;
  • un aumento delle cadute di tensione, con conseguenze negative sul funzionamenti degli apparecchi utilizzatori;
  • un aumento delle perdite di energia nei conduttori a causa della maggiore intensità di corrente in circolazione a parità di potenza;
  • un maggior costo dell’energia a causa delle maggiorazioni tariffarie previste in relazione all’energia reattiva fornita con cos ??? 0,9.

Per migliorare il fattore di potenza, qualora non si possano eliminare o limitare i prelievi di energia reattiva, si deve ricorrere al rifasamento. Questo, riducendo la corrente assorbita da un impianto di utilizzazione:

  • riduce l’impegno di potenza dei trasformatori e dei cavi;
  • riduce le perdite in tutti i conduttori;
  • riduce le cadute di tensione nei trasformatori e nelle linee.
  • evita il pagamento delle maggiorazioni previste per basso fattore di potenza;
  • consente una migliore utilizzazione dell’impianto con la riduzione delle perdite e delle cadute di tensione.

La metodologia e i criteri di intervento partono dai dati contenuti nelle fatture dell’ente distributore e dalla diagnosi energetica e impiantistica. È, quindi, necessario calcolare la potenza reattiva della batteria dei condensatori da installare e  valutare la fattibilità tecnico-economica dell’operazione.

A seconda della tipologia dei carichi, ubicazione e contemporaneità della loro alimentazione, si possono utilizzare tre diversi metodi di rifasamento: il rifasamento distribuito, il rifasamento per gruppi, il rifasamento centralizzato.

Per la scelta del metodo più conveniente devono essere accuratamente studiate e valutate le caratteristiche dell’impianto.

 

 

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