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COSA PENSA DELL’ANDAMENTO ECONOMICO DI QUESTI ULTIMI DIECI ANNI NELLA PROVINCIA DELL’AQUILA?

Roberto Del Castello

Direttore Impianti  Aremogna

Roccaraso

 

 

Un incremento c’è stato, soprattutto nel settore del turismo. E’ un fatto fuor di dubbio. Come è fuor di dubbio che l’incremento è stato conseguenza di un fattore meccanico più che di un impulso impresso da un piano di incremento programmato, tipo marketing o simili. Mi riferisco al fatto, solo per fare un esempio, che prima eravamo in grado di trasportare 1 o due persone, oggi, invece, abbiamo seggiovie a 6 posti, per cui siamo in condizione di trasportare 600 persone!

Un problema serio è la ricettività: abbiamo 38mila presenze con una accoglienza alberghiera di 2.500 posti! E’ ridicolo. Se poi si pensa che il nostro bacino di utenza sono Bari, Napoli e Roma abbiamo una presenza turistica potenziale di almeno 150mila persone. Il dato viene fuori in maniera semplice, laddove si consideri che la popolazione di quelle città è di 15milioni abitanti e che di questi l’1% può molto credibilmente decidere di venire a sciare da noi. Insomma i numeri li abbiamo. Ci mancano gli alberghi. E anche qui vorrei sottolineare che per noi l’accoglienza in albergo è di gran lunga preferibile a quella nelle residenze, perché il primo prevede anche una brevissima permanenza, mentre le seconde si prestano solo a vacanze stanziali. Qui, nel Comprensorio Alto Sangro al quale io mi riferisco,  abbiamo molto turismo “mordi e fuggi”, per cui la costruzione di residenze risulterebbe molto inutile.

 

 

BARTOLOTTI GIANCARLO

Presidente del gruppo

Monte Magnola Impianti

Ovindoli

 

L’andamento economico ha proceduto a passi molto lenti, in quanto le istituzioni non hanno capito quali sono i problemi dello sviluppo delle zone interne, zone che costituiscono geograficamente la gran parte di tutta la regione Abruzzo.

Gli imprenditori, almeno quelli che sono riusciti a tirarsi su le maniche e a investire con i propri soldi, sono riusciti ad evolversi e a crescere, gli altri, quelli che sono vissuti appoggiandosi alle istituzioni, oggi vivono una situazione di stallo. Non si è riusciti, in questi anni, a sfruttare le ricchezze della regione a partire dalla posizione strategica, centrale, dell’Abruzzo privilegiata sotto l’aspetto del settore turistico. Il turismo deve essere propagandato  sui mercati esteri, stranieri che sono interessati alle nostre zone, in quanto essa offre l’opportunità di scegliere  diverse varianti, dal mare alla montagna alla storia, all’arte e alla gastronomia: il tutto, tutto insieme. Ma non solo, poiché se il turismo cresce, cresce anche l’occupazione; potrebbero crearsi molte opportunità di lavoro ed evitare la fuga dei giovani imprenditori verso altre regioni. 

L’unica via da intraprendere è quella di commercializzare il turismo in tutti i campi, se si vuole ottenere un qualcosa che domani  funzioni e dia la possibilità di formare un indotto per la crescita dei paesi. 

La costa abruzzese inoltre è cresciuta molto cosi come l’interno, anche se tra le due zone c’è una disparità di trattamento enorme se si pensa che la costa riesce ad ottenere di più avendo la possibilità di sfruttare solo tre mesi a differenza della montagna che invece gode della doppia stagionalità. Siamo penalizzati per quanto riguarda promozione immagine  incentivazione della commercializzazione turistica.

 

 

IL DIVARIO TRA LE ZONE INTERNE E LA COSTA STA AUMENTANDO O È IN VIA DI DIMINUZIONE?

 

DI MUZIO FABRIZIO

Amministratore Panorama Srl

Passo Lanciano

Maielletta

 

L’Abruzzo vive una condizione di netta differenza tra il mondo della costa e le zone interne della regione, poiché l’accentramento di popolazione e di risorse è nettamente sbilanciato a favore della costa. Ciò innesca un meccanismo che fa si che l’interesse politico, volga a favore dello sviluppo delle zone interne ma allo sviluppo di quelle zone dove l’attenzione è maggiore.

Sulle zone interne spesso si fa molta demagogia, si pensa di migliorare la sua condizione  ricalcando quelle soluzioni che hanno fornito risultati ottimali per lo sviluppo della costa: dallo sviluppo del terziario all’insediamento di nuove industrie, ma non si guarda molto al fattore turismo che per l’Abruzzo ha funzione quasi vitale. Questo anche perché le zone interne, avendo una percentuale di popolazione molto scarsa, è spesso vista come un basso serbatoio di voti.  Ogni sforzo imprenditoriale per cercare di sviluppare le zone interne, quindi, viene spesso vanificato dalla mancanza di interesse. La differenza tra la costa e l’interno è notevolissima anche in questo, in quanto è abbastanza ovvio che l’imprenditore, che decida di dare vita qualcosa di concreto, trovi più opportuno orientarsi verso la costa, dove i problemi, di qualsiasi ordine, appaiono meno insormontabili. Detto ciò per risolvere i problemi della nostra regione non bisogna affidarsi all’attività del singolo politico, ma cercare di seguire tutta una politica di sviluppo, interno e costiero, che aiuti a limare la differenza esistente.

 

 

PERSEO PATRIZIA

Responsabile Sciovie

Marcantonio

Chieti

 

Personalmente ritengo che negli ultimi dieci anni di attività il divario tra le zone interne e quelle costiere sia aumentato e di molto. C’è stato un qualche minimo intervento mirato allo sviluppo della Microimprenditorialità ma non è  stato sufficiente per lo sviluppo delle zone interne, data la scarsità di informazione, la poca possibilità per gli imprenditori di una valida formazione professionale, e la poca assistenza prestata alle aziende in fase di partenza.

Con il Docup sembrava essersi aperto un barlume di speranza per le imprese, ma molte delle risorse sono rimaste inutilizzate, poiché dopo l’informazione è mancata l’assistenza adatta per uno start-up ottimale.  Inoltre le poche risorse umane presenti sono spesso poco valorizzate. La situazione quindi è molto grave in quanto lo sviluppo delle zone interne non è supportato neanche da delle strutture logistiche come possono essere uffici informativi per sensibilizzare le persone di fronte a questo problema. 

 

SE DIPENDESSE DA LEI COSA DECIDEREBBE DI FARE PER LA NOSTRA PROVINCIA?

 

Sen. Doriano Di Benedetto

Amministratore Delegato

Società Gran Sasso Tramano s.p.a.

Pietracamela

 

Solleciterei interventi a sostegno delle iniziative imprenditoriali dei diversi settori. Cercherei di studiare e realizzare percorsi agrituristici e culturali che favoriscano una conoscenza capillare del vasto e prezioso patrimonio storico, archeologico e ambientale dell’intera provincia. Valorizzerei maggiormente la montagna, potenziando la fruibilità turistica del Parco Gran Sasso, diversificando l’offerta ricettiva ed agevolando le attività di produzione, commercializzazione e promozione dei prodotti agricoli ed artigianali locali. Cercherei di creare sinergie tra privati, parti sociali e strutture pubbliche, assegnando a queste ultime il ruolo fondamentale di referenti per le attività di informazione e coordinamento. Gli enti locali dovrebbero avere il compito di agevolare le iniziative imprenditoriali elaborando nuovi accordi di programma e patti territoriali per incentivare gli investimenti e l’occupazione in alcuni settori caratteristici ed essenziali per l’economia aquilana, come l’agricoltura e l’artigianato. Cercherei di incentivare l’occupazione, che nella provincia dell’Aquila non gode di ottima salute, convogliando risorse su settori innovativi come la formazione professionale, l’informatica e i servizi di alta tecnologia. Cercherei di colmare lo squilibrio socio economico tra le diverse aree della provincia, agevolando iniziative produttive e attività marginali nei piccoli comuni. Progetterei interventi per favorire l’occupazione dei lavoratori in mobilità e i lavoratori delle altre categorie svantaggiate. Difenderei il ruolo di indiscusso prestigio conquistato a livello non solo nazionale dall’Università dell’Aquila, promuoverei a livello locale una continua collaborazione tra il mondo accademico e scientifico, le scuole di ogni ordine e grado e tutti gli operatori pubblici ed economici accelerando il processo di interazione  e di integrazione già avviato, per imprimere una ulteriore e decisiva spinta allo sviluppo economico-culturale della provincia e dell’intera regione. 

 

 

 

 

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