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Confindustria Teramo, deliberato stato emergenza: le nostre 5 proposte

Il Consiglio dei Ministri ha appena deliberato lo stato di emergenza per calamità naturale per il territorio abruzzese per l’alluvione che ha colpito il territorio del teramano.

 

Lo ha reso noto l’assessore regionale alla Protezione civile, Gianfranco Giuliante, che è stato informato direttamente dal ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli.
“E’ la prima volta che in tempi così brevi, rispetto agli eventi calamitosi che si sono verificati nel teramano, c’é una risposta da parte del governo – ha affermato Giuliante – si è arrivati a questo ottimo risultato grazie alla collaborazione tra enti locali, assessorato e presidenza della giunta nella stesura della documentazione e grazie alla sinergia con il governo nazionale”.

L’analisi di Confindustria Teramo
Locali produttivi e uffici amministrativi allagati, danni a impianti, materiali e scorte: é il drammatico quadro fornito da Confindustria Teramo che, relazioni e foto alla mano, è intervenuta oggi per lanciare l’allarme sulle condizioni delle imprese colpite dalle piogge battenti dei giorni scorsi.
“Diverse sono state le imprese costrette a sospendere ogni attività produttiva – ha dichiarato il presidente di Confindustria, Salvatore Di Paolo – e, nei casi più gravi, purtroppo non si è nella condizione di indicare una  probabile data di ripresa a pieno regime”.
Un’economia in ginocchio quella disegnata da Confindustria che, nel chiedere l’apertura di un tavolo operativo di lavoro per condividere le azioni da portare avanti in favore delle imprese, avanza al presidente della Provincia e all’assessore alle Attività Produttive alcune proposte. Nello specifico, l’associazione chiede l’erogazione di un contributo fino al 75% del danno per riparazioni e rottamazioni per le imprese che hanno avuto danni agli impianti e alle strutture oppure un contributo non inferiore al 30% del danno per le imprese che hanno subito perdite di materie prime o prodotti finiti. Oltre ad avanzare la richiesta di credito straordinario da parte delle banche, Confindustria chiede inoltre la sospensione dei mutui per almeno un anno e la possibilità di sospendere il versamento dei contributi previdenziali per un periodo massimo di sei mesi e con possibilità di pagamento successivo in forma rateale per consentire alle imprese di disporre di risorse finanziarie da destinare alle riparazioni e ripartire con l’attività produttiva. “Per evitare abusi è necessario mettere in campo azioni di controllo efficaci, auspicando che la documentazione prodotta possa dimostrare senza equivoci l’entità dei danni subiti – ha concluso Di Paolo -. L’appello che rivolgiamo alle istituzioni e a tutte le parti sociali, è di fare fronte comune per accelerare la predisposizione di aiuti in favore delle nostre aziende”.

Le proposte di Confindustria
L’alluvione ha colpito duramente le imprese teramane.  In seguito alle violenti piogge della scorsa settimana e in concomitanza con l’allarme lanciato dalle stesse aziende,  Confindustria Teramo ha avviato una ricognizione tra  le imprese associate per verificare l’entità dei danni causati dall’evento.
Dal materiale raccolto – documentazione fotografica e relazioni – è emerso in maniera drammatica che numerose imprese dislocate sul territorio provinciale hanno subito allagamenti nei locali produttivi e negli uffici amministrativi, con  danni rilevanti ad  impianti, materiali  e scorte.
Diverse sono state le imprese costrette persino a sospendere ogni attività produttiva  e, nei casi più gravi, purtroppo non si è nella condizione di indicare una  probabile data di ripresa a pieno regime.
Confindustria Teramo si fa promotrice di alcune proposte  che si  possono mettere in campo per aiutare il Sistema produttivo provinciale  fortemente colpito da questa ulteriore  calamità.
A tale scopo, in primis, esprime viva soddisfazione per l’impegno del Presidente della Provincia e dell’Assessore alle Attività Produttive per aver sollecitamente chiesto alla Regione Abruzzo il riconoscimento dello stato di calamità e rimane fiduciosa che, in giornata, il Consiglio dei Ministri accolga la richiesta.
Confindustria Teramo, chiede che il Presidente della Provincia di Teramo, unitamente all’Assessore alle Attività produttive, apra un Tavolo operativo di lavoro  per  condividere  le azioni più idonee  da portare avanti in favore  del sistema delle imprese provinciali.
Nello specifico,  l’Associazione formula delle proposte  e le sintetizza nei seguenti punti:
contributo fino al 75% del danno per riparazioni e rottamazioni per le imprese che hanno avuto danneggiamenti  agli impianti e alle strutture.  Lo stesso contributo (75% del danno),  si chiede che venga riconosciuto anche per danni a beni mobili.
contributo non inferiore al 30% del danno  per le imprese che hanno subito perdite di materie prime e/o  prodotti finiti.
sospensione del versamento dei contributi previdenziali  per un periodo massimo di sei mesi e con possibilità di pagamento successivo in forma rateale. Tale misura consentirebbe alle imprese che hanno avuto danni di disporre di risorse finanziarie, da destinare alle riparazioni immediate per  ripartire  con l’attività produttiva.
sospensione dei mutui per almeno dodici mesi.
finanziamenti straordinari da parte del sistema creditizio, soprattutto quello locale,  eventualmente garantiti anche dai Consorzi  Fidi,  da destinare al sistema delle imprese allo scopo di sostenere le spese  per far fronte ai danni subiti.
Il Presidente di Confindustria Teramo, Salvatore Di Paolo, precisa  che “per evitare abusi  è necessario mettere in campo azioni di controllo efficaci, auspicando che la documentazione prodotta possa dimostrare senza equivoci l’entità dei danni subìti”.
Continua il Presidente,  “Questa volta,  dobbiamo realmente essere uniti e”fare squadra” perché non si tratta di un problema di poco conto,  dobbiamo fronteggiare rapidamente una emergenza.
Quindi, tutte  le forze politiche,  le Organizzazioni Datoriali e Sindacali,  devono essere compatte e determinate per fare in modo che venga riconosciuto lo stato di calamità e, conseguentemente,  messe a disposizione  le risorse economiche necessarie per riparare i danni.
Se ciò non avvenisse,  rischieremmo di peggiorare lo stato di salute di un’economia già gravemente compromessa.
L’appello che rivolgiamo alle Istituzioni ed a tutte le Parti sociali,  è quello di fare fronte comune, senza alcun distinguo,  per accelerare la  predisposizione di aiuti in favore delle nostre aziende”.

Teramo: bene stato emergenza, ma Regione dia i soldi
“Bene – per i consiglieri regionali del Pd Ruffini e Di Luca –  il riconoscimento dello stato di emergenza da parte del Governo ma ora servono i soldi”.
“Non bisogna assolutamente lasciare sindaci, imprese e cittadini da soli – dice Ruffini – passata la tempesta bisogna che tutti insieme si tenga alta l’attenzione sulla provincia di Teramo affinché vi siano le risorse necessarie per intervenire immediatamente sul territorio. L’auspicio è che la convergenza finora trovata sia a livello provinciale sia in Consiglio regionale non vada dispersa, ma il clima unitario resti in piedi permettendoci di ottenere altri buoni risultati. Servono soldi  subito per far ripartire l’erogazione dell’acqua potabile, la depurazione e la viabilità stradale nella provincia”.
“Chiediamo che ci sia un adeguato ristoro alle numerose aziende ed attività produttive che hanno subito l’alluvione – dice Di Luca – in un  momento difficile come quello che sta vivendo l’economia teramana è impensabile che queste aziende vengano lasciate da sole. Danni ingenti si registrano inoltre alle aziende turistiche della costa che tra un mese con le festività pasquali si ritroveranno ad affrontare la stagione estiva. Un sostegno va dato anche ai comuni che specie nella costa si  ritrovano con un arenile invaso da fango, tronchi e rifiuti. Non certo un bel biglietto da visita per la provincia abruzzese che da sempre è il motore turistico dell’Abruzzo. La Regione non deve limitarsi a chiedere lo stato di emergenza ma deve scendere in campo direttamente affinché si consegua un risultato pieno” .

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