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Confindustria Pescara: contro pedaggio asse attrezzato, domani al Ministero

 

E’ fissato per domani, 30 marzo, alle ore 11.30, un incontro a Roma tra i rappresentanti del ministero dei Trasporti e la delegazione abruzzese promossa dal presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, per contrastare l’attivazione del pedaggio sull’asse attrezzato che collega il capoluogo adriatico con Chieti.

 

L’incontro di domani segue quello che la stessa delegazione ha avuto nelle scorse settimane, sempre a Roma, con il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci. Dopo l’appuntamento con l’Anas il presidente Testa ha incassato altre “adesioni” a questa sorta di comitato contro l’istituzione del pedaggio e hanno annunciato la propria disponibilità ad attivarsi anche i presidenti dell’Unione degli industriali di Pescara e Chieti. Ad accogliere i rappresentanti di Comuni, Province, Camere di Commercio e Confindustriasarà Barbara Marinali, direttore generale Infrastrutture stradali. “La nostra posizione è sempre la stessa, e ovviamente le nostre richieste sono immutate – commenta Testa annunciando l’appuntamento della Capitale. Come rappresentanti dei cittadini chiediamo che l’asse attrezzato venga stralciato dai raccordi autostradali da sottoporre a pedaggio. Chi conosce questa arteria sa benissimo che nei fatti è utilizzata come una strada urbana da tutti coloro che si devono spostare più volte al giorno, e solo di qualche chilometro, per motivi di lavoro o di studio. E’ impensabile chiedere a questi automobilisti di pagare ogni volta che si muovono su questo breve percorso. Si rischia, tra l’altro, di vedersi riversare tutti i mezzi sulla Tiburtina, che oggi è fortemente urbanizzata. Porteremo le nostre ragioni a Roma, chiedendo in subordine la concessione di agevolazioni per chi utilizza l’asse”. Testa ricorda che la Provincia di Pescara si è mossa dallo scorso anno, seppur da sola, per evitare balzelli agli automobilisti. “Con un ricorso al Tar Lazio abbiamo bloccato l’aumento del pedaggio autostradale che era già scattato ed era finalizzato a colpire proprio gli utilizzatori dell’asse. Oggi abbiamo la stessa fermezza di allora e vogliamo andare fino in fondo”.

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