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Confindustria L’Aquila: associato chiede chiarimenti sui bilanci e viene espulso

Molti avranno visto la trasmissione di La7 di ieri sera che riecheggiava il memorabile articolo “Confindustria, un carrozzone da 500 ml di euro l’anno” ( L’Espresso,18.5.2012 seguito poi da molti altri). Ebbene, AGEA dal Capoluogo di regione ha fatto la sua parte in 14 lunghi mesi di inchiesta sui bilanci di Confindustria L’Aquila: su alcune partite precise ha chiesto chiarimenti prima a voce fin dall’aprile 2013, poi per iscritto, quindi votando contro l’approvazione del bilancio e, infine, con missiva dell’ avvocato del 13 maggio 2014: i chiarimenti in oltre 1 anno non sono arrivati ma l’espulsione si, a 10 giorni dalla lettera.

Dell’espulsione abbiamo avuto notizia ai tornelli dell’Auditorium di via dell’Astronomia, dove ci eravamo recati per prendere parte all’annuale assemblea di Confindustria. Lì, mentre gli altri Associati di Confindustria L’Aquila ricevevano una circolare che avvisava della nostra espulsione immediata – senza indicarne i motivi genericamente affidati ad un art. 6 nel quale sono ricompresi anche le imprese colluse con la criminalità e la mafia – e mentre Confindustria nazionale ci teneva già nella lista nera, noi non venivamo ancora informati di alcunché, ed eravamo all’Assemblea con le risultanze della nostra prima parte di inchiesta tra le mani. Probabilmente qualcuno temeva che la nostra presenza in Assemblea potesse risultare alquanto scomoda

Ebbene, per tornare agli argomenti delle prime righe, alcune delle perplessità che abbiamo sollevato erano relative proprio alle spese del personale – che sono una parte molto cospicua del totale delle quote associative – e agli stipendi dei dirigenti: il plurale è d’obbligo perché all’Aquila, per un totale di circa 260 iscritti, di cui in quota forse 200 comprese partite iva, abbiamo due dirigenti: ciascuno di loro “dirige” 2 impiegati ed una segretaria. E qualcuno potrebbe dire che non è tutto qui…

Dare spiegazioni con una espulsione non è quello che ci si aspettava da una Presidenza che appena insediata aveva promesso, financo scrivendo alla Marcegaglia nonché pubblicandolo sui giornali e sul proprio periodico, di voler procedere ad una trasparenza totale dando pubblica evidenza ai redditi dei dirigenti apicali della locale Confindustria. Così come non ci si aspettava che in luogo dell’unificazione tra le due Confindustrie di L’Aquila e Teramo nascesse un’altra Confindustria – quella Gran Sasso, che a qualcuno potrebbe apparire una terza sovrastruttura – per volontà di una Presidenza che tanto ha predicato per la spending review cavalcando il cavallo dell’abolizione delle Province, dei vitalizi, di tutti gli Enti… degli sprechi ai danni delle imprese.

Poiché avremmo altro da dire, vi terremo aggiornati. L’obiettivo è uno solo: tutelare L’Aquila con tutta la forza dell’indipendenza che ci possiamo permettere come testata libera e al di sopra di ogni compromesso. Il terremoto ha falciato via la nostra Città ma non la volontà di tutti noi di restare quello che siamo sempre stati: gente che lavora e che vuole prendere le distanze dagli scandali che hanno trascinato il Capoluogo sulle prime pagine dei giornali nazionali.

Negli altri link una breve rassegna stampa che riprende un po’ le fila su una Confindustria sempre più in discussione.

Maria Paola Iannella

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