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Confindustria Chieti su Procter & Gamble

La multinazionale Procter & Gamble ha presentato alle parti sociali il piano di ristrutturazione aziendale

 

 che prevede la chiusura dello stabilimento di San Giovanni Teatino in provincia di Chieti. Banalmente per i singoli lavoratori il trasferimento delle attività del Centro ricerche P&G e dei suoi addetti potrebbe rappresentare un’incredibile opportunità di crescita professionale e, indirettamente, anche per le loro famiglie se dovessero scegliere di seguire le opportunità di lavoro offerte.
Ciò nonostante il Sistema Confindustria condivide le preoccupazioni per il nostro territorio che subirà una perdita di competenze e progettualità di notevole portata. Ma come sempre, messo da parte il cuore, bisogna analizzare razionalmente il “perché” vengono prese queste decisioni, considerate oltretutto le positive valutazioni espresse dalla P&G sulle capacità e le competenze espresse dal sito abruzzese.
Il mondo della ricerca, come altre attività altamente qualificate, non ha bisogno di sole risorse umane adeguate ma anche di un “sistema complesso” che renda attrattivo un territorio. Non mi riferisco ai soli vantaggi espressi da singoli sistemi economici europei come Finlandia e Germania che destinano ampie risorse economiche alla ricerca, ma soprattutto alle condizioni strutturali e sociali di un territorio.
Il principale e forse unico capitale nel mondo della ricerca è quello umano.
Il “sistema ricerca”, ancora più globalizzato di quello della produzione, ha bisogno per essere attrattivo in termini di infrastrutture adeguate che consentano collegamenti a livello internazionale (es: aeroporti), disponibilità di scuole internazionali e di università adeguate alle esigenze espresse, opportunità di lavoro per i familiari e in genere di servizi di alto, altissimo valore.
In quest’ottica è già difficile proporre Roma e Milano: cosa pensiamo noi di poter offrire come Abruzzo? Certo abbiamo un buon clima, una buona cucina, una montagna e un mare decenti e poi? La ns. Regione è palesemente espressione di un sistema in involuzione: il sistema scolastico improntato unicamente al modello italiano non offre alternative; il sistema universitario è frammentato su poli e sotto poli, spesso in competizione locale e senza prospettive di sinergie; le scelte politiche sono generiche e poco attente allo sviluppo, la logistica arretrata, la sanità inefficiente ecc.
Come possiamo biasimare le scelte organizzative di P&G se noi per primi non riusciamo neanche a focalizzarci su interessi nostrani quali l’Automotive (Vedi Campus) e lo Sviluppo turistico (vedi Costa dei Trabocchi)?
In Abruzzo non c’è una classe dirigente che pensa a come saremo (o meglio a come dovremmo essere) fra 10 anni. Si vive (male) nel quotidiano che senza adeguata programmaticità sarà il futuro stesso dei nostri figli.

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