Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieConfindustria Capri 2011, Stefano Scabbio ManpowerGroup: giovani in fuga

Confindustria Capri 2011, Stefano Scabbio ManpowerGroup: giovani in fuga


ManpowerGroup analizza il fenomeno dei giovani italiani che abbandonano il nostro paese alla ricerca di un lavoro, di affermazione sociale, di un sistema piu’ egualitario e meritocratico che premi il reale valore delle persone

 

Stefano Scabbio, AD di ManpowerGroup: “Merito, leadership, valori: sono questi i principi che una società sana ed egualitaria deve saper tradurre in leggi e comportamenti. Siamo lontani dagli anni del miracolo economico, quando l’ascensore sociale permetteva anche ai più umili ma meritevoli di accedere al mondo delle professioni e della borghesia. Oggi quell’ascensore sociale – alimentato da studio, capacità, impegno – si è bloccato, mortificando soprattutto le giovani generazioni”  Il numero uno di ManpowerGroup interviene oggi sul fenomeno dei giovani italiani in fuga al XXVI convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Capri        Una generazione disillusa e sfiduciata. Sono i giovani italiani che varcano il confine nazionale perché in patria l’orizzonte del loro futuro appare a tinte fosche. Alla ricerca di un lavoro che in Italia non c’è o sembra riservato solo a pochi (raccomandati), alla conquista di un’affermazione sociale che nel nostro Paese resta legata alla classe di appartenenza dei propri genitori e lascia poco spazio al merito, spinti dal desiderio di un’indipendenza dalla famiglia di origine con cui si è costretti a vivere (perché essere “bamboccioni” per molti non è una scelta ma una necessità), in fuga dal rischio che le proprie aspirazioni non troveranno realizzazione.Sono queste le motivazioni che spingono oltreconfine molti dei nostri giovani, la parte più produttiva, energica e innovativa di una società.    E la più talentuosa. Il nostro Paese sta perdendo i suoi elementi migliori e brillanti a causa di una stagnazione economica in atto da quasi un decennio, un mercato del lavoro immobile e un radicato sistema di gerontocrazia, clientelismo e nepotismo che non lasca spazio a qualsiasi logica meritocratica. Sono 3000 i laureati che ogni anno lasciano il Belpaese. Un fenomeno demografico in cui hanno assunto un ruolo sempre più importante le motivazioni scientifiche, tecnologiche, artistiche: molti italiani attivi nei settori della cultura e della ricerca scientifica e tecnologica vivono all’estero. La Germania e gli Stati Uniti restano i Paesi campioni dell’innovazione (si pensi che l’Italia nel 2008 ha prodotto quasi 2000 brevetti collaborando soprattutto con Germania e USA). Mentre la classifica dei 100 ricercatori italiani più brillanti del mondo – la “Top Italian Scientists” stilata nel 2010 dalla Virtual Italian Academy – vede ai primi dieci posti tre scienziati residenti in Italia e sette residenti all’estero, di cui sei negli Stati Uniti. Su cosa lavorano i Top 100? Il 68% nel campo delle scienze della vita (principalmente immunologia e oncologia), il 26% nelle scienze fisiche, il 4% nelle scienze informatiche e il 2% nelle scienze umane. Dunque, non c’è dubbio che l’Italia produca Talenti ma questi trovano migliore espressione e valorizzazione del loro potenziale all’estero.  Alessio, 31 anni, ha scelto la Germania per la sicurezza di carriera secondo criteri meritocratici, validità del contratto, benefit, servizi sociali“. Francesco, 26 anni, vive da quasi tre anni in Svezia perché lo stipendio che avrei in Italia non mi permetterebbe di far fronte alle spese di una casa e di una famiglia e perché nell’Italia di oggi aver dedicato anni della propria vita per ottenere un titolo di studio equivale a un hobby e non più un valore, soppiantato da una logica di raccomandazioni e conoscenze. Laura, 27 anni, afferma che a trattenerla negli Stati Uniti è la soddisfazione per la posizione professionale conquistata e la rabbia per lo stato morale in cui versa la politica e la cultura sociale del Paese, governato dai soliti figuri che non hanno certo in mente il bene dell’Italia ma la conquista della poltrona e dei privilegi, e per mantenerli sono disposti ad affondare lo Stato.  “Merito, leadership, valori: sono questi i principi che una società sana ed egualitaria deve saper tradurre in leggi e comportamenti. Mi piace immaginarli come le tre punte di una stella che vede al centro il talento, fondamento attorno al quale ruotano i tre principi. La ‘fuga dei cervelli’ e l’esodo dei nostri talenti che ha impoverito politica, economia e società, altro non è che il risultato dell’affievolirsi della luce prodotta da questa stella a tre punte” sostiene Stefano Scabbio, AD di ManpowerGroup Italia e Iberia. “Siamo lontani dagli anni ‘illuminati’ del miracolo economico, quando l’ascensore sociale permetteva anche ai più umili ma meritevoli di accedere al mondo delle professioni e della borghesia. Oggi quell’ascensore sociale – alimentato da studio, capacità, impegno – si è bloccato, mortificando soprattutto le giovani generazioni. Gli architetti sono figli di architetti, i notai sono figli di notai, i farmacisti sono figli di farmacisti: chi nasce in una famiglia borghese conserva sostanzialmente il suo status, e chi nasce in una famiglia povera ha decisamente meno probabilità di una scalata sociale”.   Una fotografia eloquente dell’immobilismo del Paese: tra gli ultra cinquantenni, il 41% sostiene di aver potenziato la propria condizione sociale rispetto alla famiglia d’origine; per chi ha superato i 25 anni il dato scende addirittura al 4% (il 40 % ritiene di averla peggiorata) mentre nel mondo del lavoro i figli guadagnano oggi meno della metà dei loro genitori.  “Se il valore dell’anzianità – nella politica, nell’università, nell’amministrazione, nelle banche e spesso anche nelle imprese private – supera quello del merito, avremo una leadership (dirigenziale, sociale, economica) sempre più determinata dalla gerontocrazia” continua Scabbio. “E allora sarà inevitabile che sempre più i nostri Talenti cercheranno realizzazione professionale, affermazione sociale e indipendenza oltreconfine, portando con sé e via dall’Italia un bagaglio inestimabile di energia, innovazione e nuova linfa vitale. Invertire questo circolo vizioso è possibile, e le opportunità ci sono. La stessa globalizzazione è l’onda da cavalcare per attrarre il meglio dell’imprenditoria mondiale in casa nostra, attivando politiche mirate. Mentre nel nostro territorio, le istituzioni locali dovrebbero operare per incentivare i cervelli migliori, stimolare le personalità innovative, operare coerentemente al know how produttivo e sociale dell’area alla ricerca di soluzioni atte a trattenere i talenti sviluppando allo stesso tempo il core economico locale“.

ManpowerGroup Italia Presente in Italia dal 1994, la realtà nazionale di ManpowerGroup – multinazionale leader mondiale nelle innovative workforce solutions – realizza e offre soluzioni strategiche per la gestione delle risorse umane: ricerca, selezione e valutazione di personale per tutte le posizioni professionali; somministrazione di lavoro a tempo determinato; pianificazione e realizzazione di progetti di formazione; consulenza per l’organizzazione aziendale; career management; servizi di outsourcing; consulenza HR. Unendo efficacemente la sua profonda conoscenza del potenziale umano e delle esigenze dei propri clienti, ManpowerGroup crea valore per imprese e individui affiancandoli nel raggiungimento dei propri obiettivi di business e di carriera. Attraverso una rete di oltre 400 uffici, opera su tutto il territorio nazionale e offre inoltre soluzioni mirate per i settori Banking & Insurance, Healthcare, Ho.re.ca. Nel 2010 ManpowerGroup ha garantito occupazione a oltre 80 mila persone. La proposta di soluzioni di ManpowerGroup in Italia viene offerta attraverso ManpowerGroup Solutions, Manpower, Experis e Right Management. Per maggiori informazioni: www.manpowergroup.it  

Print Friendly, PDF & Email

Condividi