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Confartigianato, il presidente Mauro Mannocchi «L’ azienda spreca soldi pubblici con l’ adesione a Confindustria»

«L’ ingresso di Atac in Confindustria? È una cosa assurda»: Mauro Mannocchi, presidente di Confartigianato e della Fiera di Roma, è manager equilibrato e poco incline alle polemiche. Ma l’ adesione dell’ azienda pubblica dei trasporti a Unindustria (appunto associazione territoriale di Confindustria), resa nota tre giorni fa, proprio non gli è piaciuta. Perché giudica trova assurda la mossa di Atac? «Per vari motivi. Prima di tutto non si capisce perché un’ azienda pubblica debba sentirsi rappresentata da un’ associazione che invece rappresenta gli industriali. E’ chiaro che gli interessi e le esigenze di rappresentanza non possono essere le stesse, per un’ azienda come Atac e magari una come la Fiat. L’ associazione che rappresenta le aziende che offrono servizi di pubblica utilità, come noto a tutti, è Confservizi». Questa dunque è la prima ragione per cui lei è contrario. E poi? «E’ sempre collegata alla prima: non si capisce perché Atac, i cui conti sono disastrati, debba spendere come ha dichiarato 75 miola euro l’ anno per aderire a Confindustria. Sono soldi pubblici. Sono soldi dei cittadini. Certo, Atac dice che ha ottenuto uno sconto: paga 75 mila euro anziché 300 mila. Allora verrebbe da chiedersi: perché Confindustria fa questo sconto all’ Atac? E’ giusto nei confronti degli altri iscritti? Ma questo è comunque un problema loro. Non voglio entrarci. C’ è però un’ altra questione che riguarda tutte le altre associazioni e imprese». E cioè? «L’ ingresso di Atac in Confindustria altera in maniera surrettizia i rapporti e la competizione fra le associazioni di categoria. Faccio un esempio. Per le elezioni del presidente della Camera di commercio i voti sono distribuiti sulla base di parametri che tengono conto dal numero di aziende iscritte a ciascun associazione e del numero di dipendenti delle aziende. Ecco, Atac ha tredicimila dipendenti e ovviamente sposta il peso in maniera considerevole. Con il piccolo particolare che non dovrebbe stare lì. E la gara fra le associazioni è falsata in partenza». Qualcuno ha letto nell’ ingresso di Atac in Confindustria un rafforzamento dell’ asse Alemanno (azionista appunto di Atac)-Regina (presidente degli industriali)… «Sicuramente la questione è politica. Ma a me non interessa la politica. Parlo da presidente di associazioni e da imprenditori e mi interessano le questioni e gli aspetti tecnici: e da questo punto di visto è un’ assurdità questa cosa, come è uno spreco di soldi pubblici versare i 75 mila euro a Confindustria». (29 maggio 2011, Il corriere, Paolo Foschi ).

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