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Conclusa ad aprile l’Assemblea del Confidi Relazione del Presidente Giancarlo Abbati

Normalmente quando si parla di credito si ferma l’attenzione su due aspetti: l’andamento dell’offerta ed il livello del tasso. Tutto l’interesse si concentra sul fatto che i prestiti aumentino ed i tassi siano bassi. Tuttavia, come anche è sembrato emergere in un recente seminario a Sulmona, sia le imprese che le Banche, dovranno in futuro puntare molto di più su quegli aspetti di fiducia, di reciprocità e di trasparenza che connotano il modo di fare credito. E’ infatti su questo terreno che si giocherà la partita dell’adeguamento al nuovo accordo di Basilea tanto più in un tessuto industriale come quello abruzzese caratterizzato da una miriade di piccole imprese che per “reggere” la concorrenza  in questi anni dovranno necessariamente affrontare un processo di crescita. Processo di crescita sia di tipo dimensionale che di miglioramento della struttura finanziaria e di solidità patrimoniale che richiederanno comunque l’avere a fianco dei partner bancari affidabili che in un certo senso accompagnino l’impresa passo dopo passo.  Certamente al giorno d’oggi tutto questo può sembrare utopistico perché si è abituati ad un rapporto con la Banca di tipo tradizionale. Però se non si vuole che tutto si riduca ad un rapporto asettico, spersonalizzato e sostanzialmente non utile a nessuno è necessario che anche il modo bancario compia un salto di qualità nel proprio modus operandi. Se questo non avverrà ritengo che sempre più le Banche continueranno ad operare a livello generale in modo tale da concedere gli affidamenti alle aziende ritenute “sicure” mentre le imprese giovani e le imprese patrimonialmente più deboli incontreranno sempre più difficoltà ad accedere al credito anche in presenza di una potenziale redditività prospettica.

Venendo a noi, se si teme quindi che  Basilea 2 possa avere un impatto traumatico sull’accesso al credito e sul suo costo per le imprese minori , è altrettanto vero che anche i Confidi, in qualità di garanti saranno interessati dal nuovo regime. Anche i Confidi dovranno compiere un percorso di profondo e radicale mutamento, adeguando sé stessi e la loro attività di garanti ai requisiti oggettivi e soggettivi previsti dal nuovo accordo.

Basilea 2 stabilisce infatti una serie di caratteristiche per l’ammissibilità, ai fini della mitigazione del rischio,  di garanti e garanzie, rispetto ai quali si pone il problema della compatibilità dei Confidi e delle loro coperture, che al momento non vengono riconosciute.

Infatti se il testo finale dell’accordo dovesse confermare le caratteristiche che ha oggi, i Confidi, oltre a dover ampliare l’operatività geografica e la struttura organizzativa, dovrebbero in primo luogo  passare dalle attuali garanzie sussidiarie di natura reale al rilascio di garanzie a prima richiesta. Condizione indispensabile per effettuare tale passaggio sarà oltre ad una revisione dei moltiplicatori (rapporto tra affidamenti concessi e fondi rischi) il forte rafforzamento strutturale e patrimoniale dei Confidi (da attuare anche tramite fusioni), che possa trasformare questi in veri e propri intermediari creditizi vigilati, che potrebbe innalzare il loro livello di affidabilità. Questo ed il rispetto di ulteriori condizioni, permetterebbe ai Confidi stessi di ottenere a loro volta un Rating e quindi di rilasciare garanzie “valide” che attenuino il rischio per le Banche. Certamente la strada potrebbe essere quella appena descritta tuttavia a mio avviso bisognerà fare attenzione a non porre ostacoli troppo gravosi nei confronti degli enti di garanzia che nel breve termine dovranno comunque affrontare i pesanti adempimenti imposti dalla legge quadro sui Confidi introdotta con l’art.13 della L.326/2003 (maxidecreto di accompagnamento alla Finanziaria) . Bisognerà inoltre lavorare a livello nazionale perché nell’accordo definitivo siano inserite tutte le condizioni necessarie affinchè i Confidi non si ritrovino in concreto svuotati di ogni possibilità di agire     .

Nello stesso tempo a livello più locale è importante in questi difficili anni per l’economia abruzzese che Regioni, Province e Camere di Commercio, pur in presenza di bilanci sempre più “stretti”, aumentino il loro sostegno al sistema di garanzia abruzzese, soprattutto perché grazie all’effetto moltiplicatore, si potrebbe realmente sopperire alle esigenze creditizie della maggior parte delle p.m.i. abruzzesi.

Stante anche quanto richiesto ai Confidi da Basilea 2 sarebbe opportuno che, invece di operare  tagli per esigenze di bilancio, si riconosca la funzione strategica dei sistemi di garanzia e ci si investa realmente sopra permettendo di dispiegare indubbie potenzialità.

Per quanto riguarda le attività svolte in quest’ultimo anno riepiloghiamo in sintesi le seguenti:

RINNOVO CONVENZIONE CON CARISPAQ  Sono state pattuite  nuove condizioni che in quanto nettamente migliorative dovrebbero essere ancor più aderenti alle esigenze delle imprese e del Consorzio. In particolare:

– si è elevato il tetto degli affidamenti concedibili a 600.000 Euro con un contemporaneo allargamento dei massimali stabiliti per ogni forma tecnica;

– si è attuata una diminuzione dei tassi di interesse per le operazioni a breve termine che a seconda delle forme tecniche variano dal  prime-rate abi meno l’1%, come per l’apertura di credito in c/c, al prime rate abi meno il 2,5% per il portafoglio commerciale;

– si  sono regolamentate le operazioni a m/l termine a tasso fisso mediante l’applicazione del parametro IRS + 0, 75% per i finanziamenti chirografari rimborsabili in max 60 mesi e pari all’ IRS + 0,50% per i finanziamenti ipotecari rimborsabili in max. 60 mesi;

– per coprire a 360 gradi le esigenze aziendali si sono aggiunte nella convenzione altri tipi di operazioni come quelle ad hoc per il settore turistico-alberghiero ed il consolidamento delle passività a breve termine;

– sono state regolamentate nuovamente le condizioni accessorie con condizioni di maggior favore.

RIATTIVAZIONE FONDI POP 2.1 A) Il Confidi L’Aquila , in qualità di soggetto concessionario, ottenne specifiche disponibilità  accreditate su Fondi Rischi separati da quelli ordinari e destinati esclusivamente a prestare garanzie per finanziamenti a medio/lungo termine destinati a piani e progetti di sviluppo. L’utilizzo di tali fondi è stato considerevole, e con l’art. 91 dell’ultima legge Finanziaria regionale ed i successivi atti di assegnazione dell’Assessorato all’Industria si è stabilito per quanto riguarda il ns. Confidi che dei 300.394,90 Euro di Fondi assegnati a suo tempo in concessione, 178.246,49 Euro sono diventati  definitivamente  “di proprietà” del Consorzio che ha potuto pertanto patrimonializzarli mentre i restanti 122.148,41 Euro sono stati riprogrammati con un nuovo atto di concessione come Fondi di garanzia ex Pop per attuare le stesse misure di intervento in un arco massimo di tre anni. Secondo l’annuale tasso di utilizzo e comunque al raggiungimento  del 75% di impegno delle risorse (con moltiplicatore pari a 10 si potranno rilasciare garanzie per un importo totale di 1.221.484,10 Euro) si potranno patrimonializzare via via queste ulteriori risorse. Al riguardo è stato costituito un Fondo di garanzia d hoc presso la Carispaq. 

FONDO DI GARANZIA PER AZIENDE NON INDUSTRIALI Dal momento che anche nell’Unione Provinciale degli Industriali  ci si sta orientando in particolare negli ultimi tempi verso un associazionismo rivolto anche alle aziende non industriali, allo stesso modo in seno al Consorzio si è pensato di creare un fondo rischi ad hoc destinato alle aziende non industriali . Certamente per tali aziende  non potranno essere percepiti i contributi di cui alla l.r. 59/80 che è riservata unicamente alle pmi di natura industriale, tuttavia il Fondo potrà implementarsi grazie ai contributi camerali.

RICOSTITUZIONE MEDIOFIDI ABRUZZO E MOLISE  Grazie all’attività svolta dal Coordinamento Regionale Confidi di cui curiamo la segreteria tecnica si è rimodulato il Mediofidi Abruzzo e Molise riscrivendone lo Statuto . Si è quindi finalmente costituito anche in Abruzzo un Ente di Garanzia di II° grado a servizio dei Confidi aderenti che potrà agire tramite i servizi di cogaranzia e controgaranzia. Nello stesso tempo si è conclusa l’operazione di aumento del capitale sociale che è stato sottoscritto dai Confidi facenti capo a  Confindustria, Confapi, Cna, Confartigianato con le Camere di Commercio di Abruzzo e Molise che hanno assunto la qualifica di Enti promotori. Con l’Assemblea sociale si è anche provveduto alla ricostituzione del Consiglio di Amministrazione che dovrà agire per ottenere fondi adeguati al tipo di attività da intraprendere.

 

 

 

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