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Competenze e professionalita’:la domanda di lavoro delle P.M.I. Abruzzesi – esperienze e testimonianze

Competenze e professionalita’:la domanda di lavoro delle P.M.I. Abruzzesi – esperienze e testimonianze è il titolo del seminario che si è tenuto a L’Aquila – lo scorso 30 novembre presso l’Unione Industriali – nell’ambito della IV Giornata Nazionale Orientagiovani 1999 e come parte dell’Iniziativa Comunitaria ADAPT II fase, finanziata dal Ministero del Lavoro e della P. S. (progetto 409/A2/REG, comunicazione del MPLS del 12/02/98, prot. 7200).

Il progetto, promosso dalla “Federazione Regionale degli Industriali d’Abruzzo”, è realizzato dalla società consortile “CIFAP, formazione e innovazione”, di Pescara in collaborazione con la Federazione stessa, le quattro Unioni/Associazioni provinciali degli Industriali e la Consulta Regionale dei Costruttori Edili Abruzzesi (Ance Abruzzo) – e prevede momenti di collaborazione e di confronto anche con l’Agenzia Regionale per l’Impiego e l’Organismo Bilaterale Regionale Cgil, Cisl, Uil/Confindustria Abruzzo.

I relatori sono stati Ezio Rainaldi (Pres. Giovani Imprenditori dell’Aquila), Flora Antonelli, Massimo Buracchio, Antonio Braga, Massimo Braida, Uwe Neumann, Valentina Bianchi, con gli interventi di Mauro Feliziani, Sandro Santucci, Gianna Colagrande, Antonio Di Renzo e Antonella Di Stefano.

Attraverso questa iniziativa ci si è posti l’obiettivo di definire, sperimentare e mettere in rete un modello di analisi/descrizione della “domanda di lavoro”, espressa in termini di competenze professionali, proveniente da un campione di PMI appartenenti ai settori economici più importanti dell’economia regionale.

La principale finalità del progetto è di contribuire a superare il gap tra domanda ed offerta di competenze, favorito anche dalla mancanza di un linguaggio in grado di rappresentare efficacemente le caratteristiche qualitative della domanda e dell’offerta di lavoro.

La rilevazione per via telematica e la gestione automatizzata delle informazioni sulla domanda di lavoro delle imprese rappresenta una modalità innovativa che può contribuire a facilitare l’incontro tra domanda e offerta.

Il progetto Adapt è entrato nelle fase II ed ha interessato 84 aziende, in prevalenza di sette settori economici (Agroalimentare, Metalmeccanico, Elettronico, Tessile-abbigliamento, Edile, Legno-arredo, Terziario avanzato): alla rilevazione della domanda di lavoro, effettuata nella prima sezione, e stata affiancata, in questa seconda trance, un’analisi sull’andamento congiunturale delle imprese che ha consentito di porre in relazione la dinamica della domanda di lavoro con le tendenze più generali in atto negli assetti complessivi delle PMI regionali.

Il progetto nasce dall’esigenza di ricercare una modalità di rappresentazione della domanda di lavoro che favorisca un avvicinamento tra una pluralità di sistemi in interazione: le imprese, gli organismi che favoriscono l’incrocio domanda/offerta di lavoro, la formazione professionale. Questi sistemi utilizzano linguaggi e modalità differenziate per rappresentare e descrivere competenze, qualifiche, professioni che, frequentemente, rende “tortuoso” il percorso di ricerca e di inserimento al ruolo. L’ipotesi assunta è che una rappresentazione della domanda di lavoro in termini di competenza possa rendere più fluide le relazioni tra chi domanda e chi offre lavoro e possa inoltre essere di aiuto alle imprese nel prefigurare meglio le competenze necessarie al proprio sviluppo e quelle che richiedono di essere aggiornate al fine di prevenire processi di obsolescenza.

Quando una PMI esprime, spesso in modo informale, la propria domanda di lavoro, utilizza termini quali “qualifica”, “figura professionale”, “profilo”, “abilità” che, pur concettualmente diversi, nella prassi organizzativa assumono significati tendenzialmente simili. Il riferimento prevalente ad uno di questi concetti è diretta espressione della cultura organizzativa e dell’idea di professionalità che caratterizza le singole imprese ed i sistemi locali di imprese. Oltre a tale pluralità semantica, quasi sempre questi “linguaggi” non si interfacciano con quelli utilizzati da chi offre lavoro e da chi forma professionalità.

Si ritiene, pertanto, che molti fabbisogni delle imprese non si incontrino con le potenzialità dei lavoratori anche perché non esiste, allo stato attuale, un linguaggio comune in grado di rappresentare efficacemente le caratteristiche qualitative della domanda e dell’offerta di lavoro.

Mettendo a punto e sperimentando nelle PMI della Regione Abruzzo un modello dinamico di analisi/rilevazione della domanda di lavoro, basato su variabili condivise, che esprima le competenze richieste dalle imprese e favorisca un più efficace incrocio con l’offerta, si può contribuire ad una rappresentazione più oggettiva dei contenuti di professionalità dei lavoratori di cui l’impresa ha necessità nel breve-medio periodo e di quelli che rischiano processi di obsolescenza professionale e richiedono interventi di formazione continua.

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