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Come migliorare la qualità e la disponibilità dell’energia elettrica nei Nuclei Industriali

La Pubblica Amministrazione deve sostenere i costi degli  interventi

 

di PIETRO PASTORELLI

 

I Nuclei Industriali sono strutture destinate ad ospitare attività imprenditoriali e servizi ad esse dedicati.

Nati da progetti della Pubblica Amministrazione o  sviluppatisi nel tempo intorno ad iniziative imprenditoriali di successo, hanno costretto la rete elettrica, che li alimentava, a seguirne la storia economica: non sempre si è avuta la possibilità, per vari motivi, di adottare soluzioni strutturali e tecnologiche che l’evoluzione dei processi richiedeva. Ciò ha portato, spesso, ad un accavallarsi di interventi che, se al momento, in condizioni normali, risolvevano il problema, non tenevano in adeguata considerazione le conseguenze negative che da questi potevano derivare.

 

Negli ultimi decenni, in aggiunta a quanto sopra, si è assistito, nei processi industriali, a cambiamenti importanti nell’uso dell’energia elettrica: all’utilizzo come forza motrice od illuminazione si è aggiunto quello, anch’esso importantissimo,   dell’alimentazione dei  processi di elaborazione dei dati che sono alla base delle automazioni, delle telecomunicazioni e di processi vitali per la stessa esistenza degli esseri umani. Queste ultime applicazioni hanno imposto ed impongono una qualità del “prodotto energia elettrica” mai richiesta in precedenza. Per questo sempre più aziende hanno dovuto dotarsi di sistemi autonomi di alimentazione destinati a proteggerle anche dalle microinterruzioni ( gruppi di continuità assoluta ).

 

Oggi  i problemi dell’energia si ripresentano con particolare virulenza: urge fermarsi a riflettere su ciò che è possibile fare per contribuire a ridurre i costi dell’energia elettrica migliorandone, contemporaneamente, la disponibilità e la qualità.

In particolare sarebbe opportuno studiare, caso per caso, le attuali strutture dei N. I. in modo da suggerire gli interventi da effettuare per assicurare le caratteristiche cui dovrebbero soddisfare gli impianti elettrici per garantire, anche nelle condizioni meno favorevoli, una buona qualità del servizio e la sicurezza di persone e cose all’interno ed all’esterno degli stabilimenti.

 

Da un primo sommario esame, derivante dall’esperienza di chi gestisce impianti industriali, emergono le seguenti necessità:

1. Miglioramento delle  reti in alta tensione (AT) che portano l’energia  alle cabine di trasformazione alta/media tensione (AT/MT) che alimentano i nuclei industriali in modo da assicurare :

  • La  doppia  alimentazione (una di riserva all’altra in caso di guasto);
  • L’eliminazione rapida dei guasti utilizzando sistemi di protezione della linea capaci di riconoscere ed isolare il tratto danneggiato e di ripristinare automaticamente il servizio (uso di relè selettivi);
  • L’automazione di alcuni processi allo scopo di eliminare i guasti transitori prima che si trasformino in definitivi (adozione di relè di richiusura automatica unipolare e tripolare).

2. Adozione di accorgimenti tendenti a ridurre le correnti di guasto a terra  (bobine di Petersen) sulle linee MT allo scopo di limitare i pericoli per le persone e le apparecchiature;

3. Smantellamento delle linee aeree MT che attraversano i nuclei industriali, e loro sostituzione con linee in cavo interrato in modo da:

  • ridurre le cause di interruzione del servizio;
  • eliminare i pericoli di fulminazioni per contatti accidentali;
  • migliorare il transito di carichi eccezionali.

4. Eliminazione delle interferenze tra AT, MT e bassa tensione (bt) con opportuni interventi anche sulle reti di terra.

Per  la funzione che la rete di terra svolge nell’impianto elettrico, bisogna essere sicuri che essa rappresenti “l’ancora di salvezza” in ogni condizione. Per questo motivo non deve dare luogo a disturbi indesiderati a seguito di guasti sulle reti AT e MT. Purtroppo nelle zone in cui convivono reti aeree in AT e/o MT ed utenze alimentate in bt spesso la struttura di messa a terra del neutro della rete bt (TT o TNs) è interessata dalla corrente di guasto a terra delle linee in alta tensione: la tensione del neutro può salire a valori incontrollabili e, riportata nel quadro generale dell’utenza, diventa pericolosa per uomini e cose.

5. Creazione delle “semisbarre MT dedicate” per le utenze industriali più critiche. Questo consiste nel realizzare, da parte del fornitore,  una porzione di rete, con elementi ( trasformatori, interruttori, ……) di riserva, protetta, con alimentazione delle utenze in cavo interrato, destinata alle aziende con macchinari particolarmente sensibili alle interruzioni. Queste aziende con   utenze “privilegiate” definiranno il costo del “privilegio” in seno ai “contratti per la qualità”.

6. Costruzione di impianti autonomi di generazione e cogenerazione, di proprietà dei N. I., anche con  l’utilizzo di energie disponibili sul territorio ( idraulica, eolica, solare, dai rifiuti …..);

7. Incentivazione del risparmio energetico seguendo quanto indicato dalla Autorità per l’Energia ed il Gas ( certificati bianchi e verdi );

8. Formazione di tecnici, specialmente delle piccole aziende, per una migliore progettazione e gestione degli impianti.

 

I costi di questi interventi andrebbero, in tutto o in parte, sostenuti dalla P. A. dando la precedenza alle azioni che seguono:

  • Studio della situazione elettrica attuale dei N. I. ;
  • Progetto degli interventi necessari per la riqualificazione;
  • Costruzione delle “semisbarre MT dedicate” nelle cabine di distribuzione;
  • Interramento delle linee aeree MT di alimentazione delle utenze più delicate;
  • Formazione dei tecnici delle PMI.

 

 

 

 

 

Da riquadrare nell’articolo a firma di D’Amico

 

Quanto sopra si inserisce nelle proposte contenute nel documento di Confindustria Abruzzo che tratta delle  Politiche Energetiche e Gestione delle Acque.
Con riferimento specifico alle politiche energetiche, l’obiettivo che ci si
deve porre è quello di aumentare la disponibilità regionale della quantità
dell’energia richiesta -senza tralasciare alcuna forma di iniziativa,
comprese quelle legate al recupero energetico tramite impianti di
termovalorizzazione per lo smaltimento dei rifiuti- e di abbatterne i costi
per le imprese.


La competitività delle imprese è condizionata anche dai costi dell’energia e
i costi dell’energia in Italia sono più alti che nel resto d’Europa: questo
penalizza soprattutto le PMI.


Occorre quindi pervenire ad un vero e completo Piano Energetico Regionale
che tenga conto delle reali esigenze produttive del sistema industriale e
quindi garantire la certezza di approvvigionamento a costi competitivi .
E’ indispensabile dare spazio ad interventi di livello regionale che tendano
a incrementare l’offerta di energia, soprattutto se promossi dagli utenti
(es. associazioni e gruppi di imprese, consorzi), a ridurre i costi e a
utilizzare  tecnologie meno inquinanti. In tal senso, la scelta di ampliare
le aree dove realizzare consorzi di acquisto tra clienti idonei, è
estremamente positiva ed innovatrice
.”

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